Storia

    Il primo storico ad occuparsi del Museo Civico, fu il canonico Stefano Macchiaroli, al quale venne affidato il compito, su commissione municipale, alla fine dell'Ottocento, di allestire una raccolta dei reperti antichi di Tegianum (nome della cittadina in età romana) e di Diano medievale. Egli provvide a catalogare e classificare iscrizioni, lapidi, statue e frammenti d'età classica e medievale ed a collocarli nell'ex chiesa di San Pietro. Nella prima metà del Novecento, monsignor Antonio Galliani, canonico della cattedrale cittadina, dedicò particolare cura alla risistemazione della collezione, anche in virtù del restauro dell'ex chiesa petrina e del suo scenografico campanile. L'originaria musealizzazione rimase tale fino agli anni '90 del Novecento, quando per opera della locale Soprintendenza di Salerno, competente sui Beni Artistici, fu organizzata una nuova risistemazione dell'esposizione, alla quale si è aggiunta l'ultima, effettuata dalla Cooperativa Paràdhosis a partire dal 2005, che ha integrato la prima raccolta, con un corpus espositivo dedicato alla storia diocesana. Con la recente apertura del Lapidario Dianense, le opere d'età classica e medievale in pietra, hanno trovato un'adeguata collocazione, garantendo alla sede museale del San Pietro, una riorganizzazione funzionale degli spazi espositivi.


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