Sede

    Il palazzo vescovile

    L'edificio che ospita il Museo presenta una struttura complessa e articolata, a causa dei numerosi interventi  succedutisi nel tempo.

    Se la prima costruzione probabilmente risale al 1309, è solo tra Quattrocento e Cinquecento che il palazzo vescovile acquista la fisionomia attuale, e si arricchisce di una straordinaria decorazione pittorica in parte ancora conservata: in particolare è al vescovo Pietro Barozzi (1487-1507) che si deve la decorazione della cappella di Santa Maria degli Angeli (opera di Jacopo da Montagnana, 1495) e il ciclo dei ritratti dei vescovi nella grande Sala dei Vescovi (realizzato da Bartolomeo Montagna e collaboratori ai primi del Cinquecento).

    Con il vescovo Giorgio Corner (1697-1723) viene completata la decorazione delle pareti della sala, con la prosecuzione dei ritratti dei vescovi inseriti in una finta architettura dipinta, insieme ad allegorie delle Virtù, forse opera del pittore padovano Giulio Cirello attorno al 1709. Nei secoli XIX e XX la Sala dei Vescovi subisce un progressivo degrado, e solo con l'ultimo restauro ultimato nel 2006 è stato possibile recuperare gli affreschi in tutto il loro splendore e restituire a Padova uno dei più prestigiosi ambienti di rappresentanza della città.

     

    La Cappella di Santa Maria degli Angeli

    Inserita nel percorso museale, la Cappella di Santa Maria degli Angeli, situata sul lato nord-orientale del Salone, fu costruita entro il 1495 per volere del vescovo Pietro Barozzi nell'ambito della ristrutturazione rinascimentale del vescovado. Gli affreschi di Jacopo da Montagnana, eseguiti secondo un programma iconografico incentrato sul Credo degli Apostoli, dettato dal vescovo stesso, costituiscono nel loro complesso una manifestazione per immagini della teologia della Salvezza, fondata sulla redenzione di Cristo e sulla apostolicità della Chiesa. Fulcro del piccolo ma suggestivo spazio della cappella è il trittico dipinto da Jacopo da Montagnana, collocato nell'abside e raffigurante l'Annunciazione, affiancata dagli arcangeli Michele e Raffaele.

     

    La sala San Gregorio Barbarigo

    Situata al primo piano del Palazzo la sala San Gregorio Barbarigo,

    secondo la denominazione odierna, era il luogo dove il vescovo, cancelliere dell'Università, conferiva le lauree agli studenti. Il vasto ambiente, nonostante la sistemazione ottocentesca, reca ancora le tracce della decorazione quattrocentesca affidata da Pietro Barozzi a Jacopo da Montagnana e ai suoi collaboratori: si tratta del soffitto a cassettoni, arricchito da una serie di medaglioni con ritratti di imperatori romani che corrono lungo le pareti perimetrali e sulle travi, e dell'affresco sulla parete di fondo, raffigurante la Resurrezione di Cristo.


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