Sede

     

    Il Museo Diocesano Tridentino ha sede in un antico edificio, comunemente denominato Palazzo Pretorio, dall'Alto Medio Evo residenza dei Vescovi di Trento. In epoca imprecisata, tra il IX e X secolo, allorché la basilica cimiteriale di S.Vigilio assunse la funzione di cattedrale cittadina, tra i resti della Porta Veronensis e la testata della basilica vigiliana venne trasferita la residenza vescovile. L'edificio si componeva presumibilmente di una serie di case murate e cortili, che il Principe Vescovo Federico Vanga fece riedificare in seguito ad un incendio. Intorno al 1255  Egnone di Appiano trasferì la residenza vescovile nella fortezza fatta edificare da Sodegerio di Tito, podestà imperiale, sul dosso del Malconsey. Iniziò così il progressivo mutamento d'uso dell'antico palatium episcopatus, nel quale, come attestano i documenti, già dall'XI secolo si "rende giustizia". In epoca imprecisata il palazzo diviene  sede della Corte di Giustizia e del Pretore, da cui il nome di Palazzo Pretorio. Nell'annessa torre e in alcuni locali dell'edificio venivano invece ubicate le prigioni. Nel 1553 il P. V. Cristoforo Madruzzo cedette la parte verso la Torre di Piazza al Monte di Pietà . Nel 1676 il P.V. Sigismondo Alfonso Thun promosse il restauro dell'edificio, unificando la facciata che perse l'originaria configurazione romanica data dalla presenza di bifore e trifore.    Nel 1780 il Comune fece demolire la loggia rinascimentale poggiata alla torre, voluta da Bernardo Cles e restaurata da Carlo Emanuele Madruzzo, e affidò all'architetto Claudio Carneri il compito di integrare tale spazio al resto dell'edificio con un nuovo corpo di fabbrica. Qui venne inserito un portale impreziosito da due statue marmoree di Antonio Giongo, oggi conservato nel cortile della sede municipale di Palazzo Thun. Verso la metà degli anni cinquanta il palazzo, diviso tra Cattedrale, Mensa Vescovile e demanio, fu ricondotto ad un unico proprietario, l'Arcidiocesi di Trento, che decise di destinare l'immobile a sede museale. Fu pertanto intrapreso un radicale restauro, finalizzato al recupero dell'antica facciata romanica dell'edificio e al ripristino del palazzo che nel 1963 venne adibito a sede stabile del Museo Diocesano Tridentino.

     

     


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