Repertorio generale dei musei religiosi italiani

    Il repertorio dei musei religiosi ed ecclesiastici in Italia/2014

     

    Il repertorio dei musei religiosi ed ecclesiastici in Italia/2014 amplia e aggiorna le informazioni contenute nel volume di Erminia Giacomini Miari e Paola Mariani, Musei religiosi in Italia, pubblicato nel 2005 dal TCI a cura dell’AMEI. Il suo scopo è di documentare in modo schematico ma tendenzialmente completo (dal momento che elenca oltre ai musei aperti anche quelli chiusi, in progettazione, in allestimento, inglobati in altri musei) la situazione esistente in Italia per quanto riguarda i musei religiosi (cioè i musei le cui collezioni sono di carattere sacro, qualunque sia la loro proprietà) e i musei ecclesiastici (cioè i musei di proprietà ecclesiastica, qualunque sia il carattere delle collezioni in essi conservate).

     

    Il nostro repertorio è stato pensato soprattutto per gli operatori. Non si sovrappone ad altri repertori ma li affianca e per certi aspetti li integra.

    In Italia, infatti, esistono vari repertori di musei, ognuno dei quali presenta caratteristiche proprie ed è dotato di specifiche finalità.

    + CEI/Anagrafe: il sito contiene solo le schede di circa 250 musei diocesani o di interesse diocesano, disposti in ordine alfabetico, aggiornate annualmente

    + AMEI: il sito AMEI.biz contiene solo schede di musei soci AMEI

    + TCI/MUSEI d’Italia: è una guida cartacea che contiene oltre le schede di 3200 musei, aggiornata periodicamente, pensata per i turisti, dotata di un’introduzione ricca di approfondimenti, a cura del Centro Studi del TCI

    + Regioni: alcune regioni hanno inserito nel loro sito il repertorio dei musei comprendente schede aggiornate periodicamente, ordinate per provincia, utilizzando griglie variabili

    + MiBACT/Luoghi della cultura: il sito del Ministero contiene il repertorio di circa 5600 tra musei, complessi monumentali e siti archeologici ed è pensato per i turisti

    + Dal 28 novembre 2013 è consultabile in rete – www.imuseiitaliani.beniculturali.it -  l’atlante statistico realizzato dal MiBACT in collaborazione con ISTAT, Regioni e Province Autonome che presenta e analizza dal punto di vista della gestione 4588 tra musei, aree archeologiche e complessi monumentali esistenti in Italia nel 2011. L’atlante verrà aggiornato ogni tre anni (www.imuseiitaliani.beniculturali.it).

     

    Nel nostro repertorio abbiamo inserito due tipi di musei.

    I musei “religiosi”, cioè i musei esclusivamente dedicati a collezioni di carattere religioso, a chiunque appartengano (ente ecclesiastico, confessioni religiose, religioni, enti pubblici, privati, proprietà mista).

    I musei “ecclesiastici”, cioè i musei di proprietà di enti comunque afferenti alla Chiesa Cattolica in Italia (diocesi, parrocchie, seminari, monasteri, conventi, confraternite, ecc.), qualunque sia il carattere delle loro collezioni e per quanto varia sia la loro denominazione (museo, collezione, raccolta).

    Non abbiamo fatto distinzioni tra musei piccoli, medi e grandi. Le informazioni inserite sono sufficienti a evitare confusioni o equivoci.

    I musei inseriti nel repertorio sono quelli che si dichiarano tali anche se non è certo che corrispondano alla definizione che del museo ha dato l’ICOM.

    Abbiamo inseriti anche musei in condizioni di fruibilità speciali, non presenti in altri repertori e cioè:

    + i musei chiusi, temporaneamente o definitivamente o perché conglobati con altri

    + i musei erigendi, in corso di progettazione, in corso di allestimento

    Anche se non si possono sempre considerare musei in senso tecnico, oltre ai “tesori” abbiamo inserito le “collezioni” e le “raccolte” e realtà ad esse assimilabili.

    Abbiamo fatto la scelta di documentare la situazione “a largo spettro” per due motivi: portare alla luce e far conoscere realtà ancora poco note e ancora allo stato fluido; favorire il lavoro in rete tra musei ecclesiastici, musei pubblici e musei privati, sulla base della contiguità territoriale e dell’affinità delle collezioni.

     

    Quali musei non abbiamo inserito

    Non abbiamo inserito i musei di proprietà privata o di enti pubblici in cui sia presente solo una collezione (o solo una o poche opere) di carattere religioso, dal momento che non è nostra intenzione (né, d’altra parte, in Italia sarebbe possibile) dare vita a un repertorio dei musei – molto numerosi - in cui siano presenti opere d’arte a soggetto religioso o di provenienza ecclesiastica.

     

    Che cosa non abbiamo inserito

    Non abbiamo inserito le chiese/le sinagoghe/i templi aperti al culto, le cappelle di chiese aperte al culto, visitati dai turisti, dotati e non dotati di ticket.

    Non abbiamo inserito chiese (come la Cappella degli Scrovegni a Padova) ed edifici che contengono opere d’arte (come il Cenacolo Vinciano a Milano) o cicli pittorici di grande importanza e molto visitati.

    Non abbiamo inserito neppure i monumenti che fanno parte di un complesso religioso - ad esempio un battistero, un campanile (come la Torre di Pisa o il campanile di Giotto a Firenze) – aperti alla visita dei turisti.

    Siamo infatti convinti che non si possa considerare museo un complesso monumentale religioso che conserva la sua specifica destinazione al culto solo perché viene visitato in modo organizzato, dal momento che non è il turismo che fa il museo (anche se siamo del tutto consapevoli che il turismo è interessato a tutti i complessi monumentali e ai siti archeologici).

    Per lo stesso motivo non abbiamo inserito complessi che in alcuni repertori regionali sono chiamati musei (come ad esempio il Sacro Monte) o edifici di culto catalogati in qualche caso come edifici “musealizzati” solo perché sono visitati in forma organizzata.

     

    Alcune incertezze

    Abbiamo raccolto informazioni su “percorsi o itinerari museali” che interessano edifici e altri beni culturali ecclesiastici. Poichè non si tratta di musei, non li abbiamo inseriti nel nostro repertorio. Li abbiamo menzionati solo nel caso in cui la loro visita sia connessa a musei veri e propri.

     

    Come è organizzato il nostro repertorio

    Le schede del nostro repertorio sono ordinate sulla base delle circoscrizioni ecclesiastiche - Regione ecclesiastica e Diocesi (abitualmente ignorate nei repertori dei musei) – indicando però sempre le circoscrizioni civili - Regione, Provincia e Comune - di appartenenza in modo da consentire di collocare i musei nei due ordinamenti, quello ecclesiastico e quello civile.

    Per ogni scheda le voci sono le seguenti:

    Località (con indicazione del Comune e della Provincia)

    Denominazione

    Indirizzo postale

    Telefono

    Indirizzo di posta elettronica

    Sito

    Regione civile e diocesi

    Sistema museale di appartenenza

    Tipologia delle collezioni

    Proprietà

    Condizioni di fruibilità (aperto/chiuso/in progettazione/in allestimento, ingresso a pagamento/a a offerta libera/gratuito, orari)

    Servizi ai visitatori

    Contenuti (in sintesi)

    Opere di particolare interesse

    Descrizione (anno di inaugurazione, sede, selezione delle opere)

     

    I limiti del nostro repertorio

    Il nostro repertorio si limita a fornire solo alcune informazioni di base che consentono di identificare e di contattare il museo.

    Le informazioni fornite, inoltre, sono inevitabilmente in ritardo rispetto ai cambiamenti e possono essere incomplete e contenere imprecisioni ed errori dei quali ci scusiamo.

    Ogni museo dovrebbe inserire tempestivamente nel proprio sito, oltre alle informazioni presenti nel  nostro repertorio, tutte le notizie che lo riguardano (compresi statuto e regolamento, soggetto gestore, personale dipendente, volontari, servizi, serie storica dei bilanci, numero dei visitatori, iniziative, catalogo delle opere), puntando al massimo grado di trasparenza.

    Il nostro repertorio è compilato sulla base di informazioni fornite da chi gestisce i musei e perciò ne riflette i punti di vista e gli interessi. In più di un caso le informazioni sono state raccolte in modo fortunoso e quindi sono assai limitate.

     

    Il nostro repertorio viene aggiornato periodicamente.

    Il nostro è un repertorio solo in rete. Non se ne prevede una versione cartacea.

     

    Quali fonti abbiamo utilizzato

    La visita sul posto

    Il passa parola

    Contatti telefonici

    La stampa generalista

    La stampa specializzata, le guide

    Internet, i siti specializzati e i siti dei musei interessati

     

    Chi ha collaborato all’aggiornamento

    I coordinatori regionali AMEI

    Alcuni amici

     

    Ogni suggerimento, correzione e integrazione sarà gradita.


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