Regione Ecclesiastica TOSCANA

    Diocesi: AREZZO - CORTONA - SANSEPOLCRO

    Anghiari (AR)

    MUSEO della CONFRATERNITA della MISERICORDIA

    Via F. Nenci, 13 - 52031 Anghiari (AR)

    Tel 0575 - 789577

    www.misericordiadianghiari.it

    info@misericordiadianghiari191.it

    Regione civile Toscana, diocesi Arezzo - Cortona - Sansepolcro

    Tipologia: specializzato, arte sacra

    Proprietà: confraternita

    Condizioni di fruibilità: aperto a richiesta. Ingresso gratuito. Orario: domenica e festivi 9,30 – 12,30 e 15,00 - 18,00 e su richiesta

    Servizi per il visitatore e strutture annesse: no accesso ai disabili, visite guidate, archivio

    Contenuto: collezioni storiche della confraternita

     

    Da segnalare: affreschi quattrocenteschi

     

    Descrizione.

    Dal 1975 il medievale oratorio della chiesa abbaziale di S. Bortolomeo Apostolo, detta la Badia, ospita in tre sale l’archivio e le collezioni storiche della pia istituzione, fondata nel 1564 per assistere e soccorrere gli infermi e seppellire i morti. Nella “saletta delle bacheche” sono esposti documenti relativi all’antica istituzione, stampe raffiguranti il SS. Crocefisso al quale la confraternita era dedicata, e oggetti d’arte sacra frutto di donazioni. Nel salone monumentale, che presenta alcuni frammenti di affreschi del XV secolo, sono conservati i “mezzi “ per il trasporto dei malati ed oggetti utilizzati per l’assistenza a domicilio e per le processioni; infine nella “saletta degli archivi” si trovano, oltre ad antichi documenti, alcuni paramenti propri della confraternita.

     

     

    Arezzo (AR)

    MUSEO della FRATERNITA’ di SANTA MARIA della MISERICORDIA detta dei laici

    Via G. Vasari, 6 - Arezzo (AR)

    Tel 0575 – 24694

    info@fraternitadeilaici.it

    Regione civile Toscana, diocesi Arezzo – Cortona – Sansepolcro

    Proprietà: confraternita

    Tipologia: arte, arte sacra

    Condizioni di fruibilità: aperto. Ingresso a pagamento. Orario: da lunedì a domenica 10,30 – 17,30; chiuso martedì

     

    Descrizione

    Il museo ha sede nel palazzo rinascimentale della Fraternità ed espone in 6 sale opere d’arte frutto di committenza e di donazioni.

     

     

    Arezzo (AR)

    MUSEO dell’EX - SEMINARIO

    Piazza Morello, 2 Arezzo (AR)

    Tel 0575 - 22814 (seminario)

    Regione civile Toscana, diocesi Arezzo - Cortona - Sansepolcro

    Tipologia: arte

    Proprietà: ecclesiastica

    Condizioni di fruibilità: in corso di progettazione

     

     

    Arezzo (AR)

    MUDAS MUSEUM MUSEO DIOCESANO

    Piazza del Duomo, 1 - 52100 Arezzo (AR)

    Tel 0575 – 4027268

    mudas@diocesi.arezzo.it

    Regione civile Toscana, diocesi Arezzo - Cortona - Sansepolcro

    Tipologia: arte, arte sacra

    Proprietà: diocesi

    Condizioni di fruibilità: aperto. Ingresso a pagamento. Orario: da lunedì a giovedì 10,00 – 18,00; venerdì, sabato e domenica 10,00 – 18,30

    Servizi e sussidi per il visitatore: visite guidate

    Contenuto: dipinti, sculture, oreficerie, codici miniati, arredi e paramenti liturgici dal XII al XIX sec

     

    Da segnalare: Pace di Siena (inizi ‘400); Andrea di Nerio (1331 - 1369), “Annunciazione”; Bartolomeo della Gatta, ”S. Girolamo penitente”; G. Vasari, “Predica del Battista”

     

    Descrizione.

    Il museo, fondato nel 1963 ma aperto regolarmente al pubblico solo nel 1985, è stato nuovamente inaugurato nel 2011 al termine di lavori di restauro.

    Il museo ha come sede cinque ambienti al primo piano del palazzo vescovile e ospita opere d’arte, dal XII al XIX sec, provenienti dalla cattedrale e da altre chiese della diocesi, estremamente significative per la storia della cultura artistica aretina

    La I sala contiene tre grandi crocefissi lignei romanici (sec. XII - XIII) e notevoli dipinti del Trecento aretino, tra cui l’”Annunciazione” di Andrea di Nerio (1331 - 1369), alcuni affreschi staccati di Spinello Aretino (“Madonna col Bambino in trono e Santi”, (1377), l’”Annunciazione”, (1380 - 85) ed un polittico attribuito a Stefano di Antonio di Vanni (1430 - 40). Sono inoltre esposte alcune sculture quattrocentesche (in particolare il rilievo in terracotta raffigurante l’Annunciazione, firmato “Magister Lodovicus” di ambito perugino), codici miniati, arredi liturgici e preziose oreficerie tra le quali spiccano una serie di turiboli medievali in bronzo, il braccio reliquiario di S. Jacopo e soprattutto la famosa Pace di Siena di manifattura franco - fiamminga in oro, smalti, pietre preziose e perle (inizi ‘400) contenuta nel reliquiario neoclassico eseguito nel 1815 dal romano Giuseppe II di Spagna. Oggetti sacri sono esposti anche nelle vetrine della seconda sala (croce astile in cristallo di rocca e rame dorato eseguita a Venezia tra il XIV e XV sec., mitria episcopale in filo d’oro e corali, seconda metà sec. XVII) che presenta inoltre dipinti su tavola e affreschi del ‘400 e ‘500, tra cui l’affresco staccato di Bartolomeo della Gatta “S. Girolamo penitente”(fine ‘400). La sala 3 conserva dipinti di Giorgio Vasari (“Predica del Battista”, 1548) e Santi di Tito (“Cristo in casa di Marta e Maria”, 1566 ca.), mentre nelle ultime due sale sono contenute suppellettili sacre e arredi liturgici databili per lo più tra il ‘600 e l’800 provenienti dal capitolo della cattedrale e da altre chiese della diocesi.

     

     

    Camaldoli (AR)

    MUSEO d’ARTE SACRA del MONASTERO di CAMALDOLI

    Chiesa di S. Donato Poppi - 52010 Camaldoli (AR)

    Tel 0575 - 7556013

    Regione civile Toscana, diocesi Arezzo - Cortona - Sansepolcro

    Tipologia: arte, arte sacra

    Proprietà: ordine religioso (monaci camaldolesi)

    Condizioni di fruibilità: in corso di allestimento

    Contenuto: collezione d’arte sacra, vasi di farmacia, statue lignee e dipinti

     

    Da segnalare: Verrocchio (attr.), “Madonna col Bambino”

     

    Descrizione

    Il celebre eremo e monastero, fondato nel 1023 - 1024, nel corso dei secoli ha subito varie trasformazioni e si è configurato in tre nuclei principali: la foresteria, il monastero e la chiesa intitolata a SS. Donato e Ilariano. Nel vano sotto la chiesa, fra i ruderi di una più antica chiesa risalente al sec. XI, sarà allestito il museo che ospiterà il patrimonio d’arte sacra dei monaci: paramenti sacri, calici, candelieri, reliquiari, salteri da coro, vasi da farmacia del ‘500 - ‘600, due grandi angeli dorati del ‘500 e la famosa “Madonna col Bambino” attribuita al Verrocchio.

     

     

    Castiglion Fiorentino (AR)

    MUSEO della PIEVE di SAN GIULIANO

    Piazza della Collegiata – 52043 Castiglion Fiorentino (AR)

    Tel 0575 – 680420

    beniculturali@diocesi.arezzo.it

    Regione civile Toscana, diocesi Arezzo – Cortona – Sansepolcro

    Tipologia: arte sacra

    Proprietà: parrocchia

    Condizioni di fruibilità: aperto. Ingresso: a pagamento. Orario: da venerdì a domenica 10,00 – 13,00 e 15,00 – 18,00

     

    Descrizione

    Il museo ha sede nella Pieve Vecchia di San Giuliano restaurata a fini museali. Nel museo sono esposte sia opere già della Pieve sia opere raccolte dalle chiese della parrocchia e dal vicariato.

     

     

    Castiglion Fiorentino (AR)

    PINACOTECA COMUNALE di CASTIGLION FIORENTINO

    Chiesa di S. Angelo al Cassero via del Cassero,6 - 52043 Castiglion Fiorentino (AR)

    Tel 0575 - 657466/659457(fax)

    www.comune.castiglionfiorentino.ar.it

    icec@ats.it

    Regione civile Toscana, diocesi Arezzo - Cortona - Sansepolcro

    Tipologia: arte, arte sacra

    Proprietà: Comune

    Condizioni di fruibilità: aperto. Ingresso a pagamento. Orario: estate 10,00 - 12,30 e 16,00 - 18,30; inverno 10,00 - 12,30 e 15,30 – 18,00; chiuso lunedì

    Servizi e sussidi per il visitatore: parziale accesso ai disabili, visite guidate, bookshop

    Contenuto: dipinti, sec. XIII – XVIII, collezione di arredi liturgici e oreficeria sacra

     

    Da segnalare: stauroteca (XII - XIII sec); busto reliquiario di S. Orsola (XIV sec.); Bartolomeo della Gatta, “Stimmate di S. Francesco” (1486 - 87)

     

    Descrizione

    La chiesa di S. Angelo al Cassero, originaria del XI secolo, ospita non solo dipinti ma anche una collezione di arredi liturgici e di oreficeria sacra di grande rilevanza. Il riallestimento del 1990 ha collocato nella grande aula della chiesa opere pittoriche come la grande croce dipinta della seconda metà del Duecento, la tavola di G.Vasari “Madonna col Bambino e S. Anna, Silvestro e Francesco” e due dipinti di Jacopo del Sellaio. Nella piccola Sacrestia sono esposte le opere più importanti di oreficeria sacra: la stauroteca di manifattura mosana (XII - XIII sec.), la Croce Santa (1250 - 1275) in rame dorato, ricoperta di filigrana in argento dorato con gemme, pietre e smalti e il busto reliquiario di S. Orsola di manifattura renana e francese del terzo decennio del XIV sec. Altri arredi e oreficerie sacre (ostensori e reliquiari sec. XIV - XV, ) sono conservate anche nell’antico coro delle monache che ospita la sezione di pittura del museo con dipinti dal ‘200 al ‘700 tra cui vi sono dei capolavori quali la “Maestà” di Taddeo Gaddi (1325 - 28) , “Le stimmate di S. Francesco” (1486 - 87) e “S. Michele Arcangelo “ di Bartolomeo della Gatta e una bella croce dipinta del Duecento.

     

     

    Chiusi della Verna (AR)

    MUSEO del SANTUARIO della VERNA

    Via Convento della Verna, 45 - 52010 Chiusi della Verna (AR)

    Tel 0575 – 5341

    www.la.verna.libero.it

    Regione civile Toscana, diocesi Arezzo - Cortona - Sansepolcro

    Tipologia: arte, arte sacra

    Proprietà: ordine religioso (frati minori francescani)

    Condizioni di fruibilità: aperto. Ingresso a offerta libera. Orario: estate e festivi 10,00 – 12,00 e 13,00 – 17,00; inverno sabato e domenica 10,00 – 12,30 e 13,30 – 16,00

    Servizi e sussidi per il visitatore: parziale accesso ai disabili

    Contenuto: collezione d’arte sacra, dipinti, vasi di farmacia

     

    Da segnalare: G.A. Montorsoli, Crocefisso ligneo policromo; Andrea della Robbia, busto di Cristo

     

    Descrizione

    Il museo, inaugurato nel 1961 e chiuso al pubblico nel 1978 in seguito ad un grave furto, è stato recentemente riaperto con un nuovo allestimento. Le sale contengono sia opere pittoriche che una collezione d’arte sacra con parati, reliquiari, codici miniati e oggetti devozionali. Particolare rilievo hanno un Crocefisso ligneo policromo di G.A. Montorsoli e un busto in ceramica di Cristo attribuito ad Andrea della Robbia

    Sono inoltre esposti i vasi e gli oggetti dell’antica farmacia del convento e manufatti legati alla vita dei frati. Preziosi mobili d’epoca sono collocati nell’ultima sala detta “Fuoco Comune”.

     

     

    Cortona (AR)

    MUSEO ARCHEOLOGICO e PALEONTOLOGICO di FARNETA

    Abbazia Loc. Farneta - 52042 Cortona (AR)

    Tel 0575 - 610010

    Regione civile Toscana, diocesi Arezzo - Cortona - Sansepolcro

    Tipologia: archeologia, naturalistico

    Proprietà: parrocchia

    Condizioni di fruibilità: chiuso

    Contenuto: reperti paleontologici e archeologici

     

    Da segnalare: reperti fossili di vertebrati del Pleistocene, tre urne cinerarie etrusche

     

    Descrizione

    L’abbazia benedettina di Farneta, fondata tra il X e XI secolo, ospita in tre sale al pianterreno della canonica un piccolo museo - antiquarium dove sono raccolte alcune opere d’arte dell’abbazia, come la statua lignea del “Cristo Risorto” realizzato nel seicento da Niccolò di Smeraldo Salvi da Lucignano, e numerosi reperti archeologici e paleontologici raccolti nel territorio circostante da don Sante Felici. Interessanti i reperti fossili di vertebrati del pleistocene, tre urne cinerarie etrusche e la tomba alla cappuccina proveniente dalla necropoli paleocristiana di Farneta. Attualmente il museo è chiuso, in attesa del trasferimento nella nuova sede, presso le ex - scuole di Farneta.

     

     

    Cortona (AR)

    MUSEO DIOCESANO

    Piazza Duomo, 1 - 52044 Cortona (AR)

    Tel 0575 – 62830

    museodiocesano.cortona@diocesi.arezzo.it

    Regione civile Toscana, diocesi Arezzo - Cortona - Sansepolcro

    Tipologia: arte, arte sacra

    Proprietà: capitolo del duomo di Cortona

    Condizioni di fruibilità: aperto. Ingresso a pagamento. Orario: estate 10,00 – 19,00; inverno 10,00 – 17,00; inverno 10,00 – 17,00; chiuso lunedì e 25 dicembre.

    Servizi e sussidi per il visitatore: guida, catalogo, visite guidate, sale e laboratori per attività didattiche, bookshop, parziale accesso ai disabili

    Contenuto: tavole e dipinti dal ‘300 al ‘500, oreficeria e paramenti sacri

     

    Da segnalare: Luca Signorelli,”Compianto sul Cristo Morto” (1502) e “Comunione degli Apostoli”; Beato Angelico,”Annunciazione” (1434 - 1436) e il polittico “Madonna col Bambino e Santi” (1436 - 37)

     

    Descrizione

    La chiesa del Gesù, edificata dalla Compagnia del Buon Gesù fra il 1498 e il 1505, e il sottostante oratorio affrescato dal Vasari e dal suo allievo Cristoforo Ghepardi, ospitano dal 1923 opere del celebre pittore cortonese Luca Signorelli; nel 1945 a queste si aggiunsero, per volontà del vescovo Mons. Giuseppe Francolini, anche numerosi e preziosi oggetti liturgici provenienti dalla cattedrale e da altre chiese della diocesi. Nacque così l’attuale museo diocesano che ospita nelle sue 9 sale opere di straordinaria importanza. La prima sala è dedicata a Luca Signorelli ed espone dieci opere di cui due completamente autografe (“Compianto sul Cristo Morto”, 1502 “Comunione degli Apostoli”) e le altre 8 attribuibili alla sua bottega. Attraverso lo scalone monumentale del sec. XVII, opera del Berrettini, si accede al sottostante oratorio decorato da un bel coro ligneo del ‘500 e da altre opere di notevole fattura come il “Compianto del Cristo Morto “ del Franciosino (XVI sec.). Ma è nell’ex chiesa del Gesù, dal bel soffitto ligneo cinquecentesco opera del Mezzanotte, che sono conservati alcuni dei capolavori del museo: l’”Annunciazione” (1434 - 36) e il polittico “Madonna col Bambino e Santi (1436 - 37) del Beato Angelico, il crocefisso dipinto da un giovane Pietro Lorenzetti (1315 - 20 ca.), il polittico del Sassetta “Madonna col Bambino e Santi” e l”Assunta che dona a S. Tommaso la sua cintola “di Bartolomeo della Gatta(1475 ca.). Nell’ex - sacrestia trovano posto opere senesi del XIV secolo come la “Madonna col Bambino in trono e quattro angeli” di Pietro Lorenzetti e due sculture in marmo attribuibili a Gano di Fazio, mentre le sale 7 e 8 espongono la preziosa collezione di arredi liturgici: nella prima è conservato lo splendido

    parato Passerini, opera di una manifattura fiorentina nel primo quarto del sec. XVI con ricami eseguiti su disegni di Andrea del Sarto, la seconda accoglie la raccolta di oreficeria sacra la cui opera più significativa è il reliquiario Vagnucci, realizzato da Giusto da Firenze nel 1457 - 58 su commissione del vescovo Vagnucci.

     

     

    Lucignano (AR)

    MUSEO CIVICO

    Piazza del Tribunale, 22 - 52046 Lucignano (AR)

    Tel 0575 – 838001

    www.comune.lucignano.ar

    lucignano@comune.lucignano.ar.it

    Regione civile Toscana, diocesi Arezzo - Cortona - Sansepolcro

    Tipologia: arte, arte sacra

    Proprietà: Comune

    Condizioni di fruibilità: aperto. Ingresso a pagamento. Orario: estate 10,00 - 12,30 e 16,00 – 19,00; inverno 10,00 - 12,30 e 15,00 – 18,00; chiuso lunedì

    Servizi e sussidi per il visitatore: parziale accesso ai disabili, visite guidate, archivio, biblioteca, bookshop

    Contenuto: dipinti (XIV - XVIII sec.), collezione d’arte sacra

     

    Da segnalare: reliquiario l’”Albero di Lucignano”, (1350 e 1471)

     

    Descrizione

    Il Palazzo Pretorio, ora sede comunale, ospita nei locali a pian terreno il museo che nella  sala della Cancelleria, affrescata da dipinti quattrocenteschi di ambito senese, espone il famoso Albero di Lucignano, un reliquiario in rame sbalzato, cesellato e dorato, con smalti traslucidi, corallo e cristallo di rocca, unico per dimensioni (2 metri e 60 cm di altezza) e per la complessità e raffinatezza della struttura, che raffigura simbolicamente la croce di Cristo, vista come albero vivente, eseguito nel 1350 da un orafo senese e poi rimaneggiato nel 1471. In due sale adiacenti sono conservate opere pittoriche del ‘200 (“Crocefissione” di ambito umbro), del ‘300 (Bartolomeo di Fredi: “Madonna col Bambino in trono e i santi Giovanni Evangelista e Giovanni Battista”), del ‘400 (due tavole della bottega di Luca Signorelli) e una piccola collezione di arredi sacri con un bel cofanetto in legno e avorio del XI - XI sec.

     

     

    Lucignano (AR)

    ORATORIO della MISERICORDIA e MOSTRA RELIGIOSA della CARITÀ

    Via della Misericordia, 14 - 52046 Lucignano (AR)

    Tel 0575 – 836595

    lucignano@yahoo.it

    Regione civile Toscana, diocesi Arezzo - Cortona - Sansepolcro

    Tipologia: specializzato (oggetti relativi alla storia della confraternita)

    Proprietà: confraternita della Misericordia

    Condizioni di fruibilità: aperto. Ingresso gratuito. Orario: tutti i giorni

    Contenuto: Oggetti utilizzati dalla Confraternita

     

    Da segnalare: corredo per gli uffici funebri

     

    Descrizione

    La confraternita della Misericordia, già Compagnia della SS. Annunziata, ha raccolto nella sacrestia dell’oratorio, ove campeggia un bell’organo settecentesco, gli oggetti utilizzati dal sodalizio. Sono esposti un carro funebre, una portantina a mano e le tabelle con il “Ruolo dei Fratelli e delle Sorelle”. In altre due salette attigue sono collocati un crocefisso processionale con il fusciacco, vari copricapo col simbolo della Misericordia, tavole anatomiche, strumenti chirurgici e il corredo completo usato per gli uffici funebri.

     

     

    Monte San Savino (AR)

    MUSEO del SANTUARIO di S. MARIA delle VERTIGHE

    Santuario delle Vertighe - 52048 Monte S.Savino (AR)

    Tel 0575 - 849326

    Regione civile Toscana, diocesi Arezzo - Cortona - Sansepolcro

    Tipologia: arte, arte sacra

    Proprietà: ordine religioso

    Condizioni di fruibilità: chiuso

     

     

    Monterchi (AR)

    MADONNA del PARTO

    Via della Reglia, 1 - 52035 Monterchi (AR)

    Tel 0575 - 70713 (Comune)

    museomadonnadelparto@comunemonterchi.com

    Regione civile Toscana, diocesi Arezzo - Cortona - Sansepolcro

    Tipologia: arte

    Proprietà: ecclesiastico

    Condizioni di fruibilità: aperto. Ingresso a pagamento. Orario: estate 9,00 – 13,00 e 14,00 – 19,00; inverno 9,00 – 13,00 e 14,00 – 17,00; chiuso lunedì

    Servizi e sussidi per il visitatore: visite guidate, bookshop

    Contenuto: Piero della Francesca,”Madonna del Parto” (1450 - 1455 ca.)

     

    Da segnalare: Piero della Francesca,”Madonna del Parto”, (1450 - 1455 ca.)

     

    Descrizione

    Il celebre affresco, probabilmente dipinto nel 1450 - 1455 nella chiesa di S. Maria in Momentana, fu staccato già nel settecento per salvarlo dalle conseguenze di fenomeni tellurici verificatisi nel secolo. Oggi l’opera è conservata in una teca di sicurezza e climatizzata in via Reglia, in attesa di ritornare nel luogo  e nella sede originaria. In altre sale è inoltre allestita una mostra permanente che documenta l'attività dell'artista, la cui madre era originaria di Monterchi.

     

     

    Sansepolcro (AR)

    COLLEZIONE d’ARTE SACRA presso il MUSEO CIVICO

    Via Aggiunti, 65 - 52037 Sansepolcro (AR)

    Tel 0575 – 732218

    www.sansepolcro.net/museo/index.html

    museocivico@technet.it

    Regione civile Toscana, diocesi Arezzo - Cortona - Sansepolcro

    Tipologia: arte sacra

    Proprietà: capitolo della cattedrale

    Condizioni di fruibilità: aperto. Ingresso a pagamento. Orario: estate 9,00 - 13,30 e 14,30 - 19,30; inverno 9,30 – 13,00 e 14,30 – 18,00; chiuso lunedì

    Servizi e sussidi per il visitatore: bookshop, accesso ai disabili

    Contenuto: collezione d’arte sacra della cattedrale

     

    Da segnalare: capsella in avorio (sec. XII - XIII), manifattura arabo – sicula, parato pontificale detto del Costaguti del 1779 - 80

     

    Descrizione

    Presso il museo civico, conosciuto soprattutto per il celeberrimo nucleo delle opere di Pietro della Francesca, nella Sala delle pietre, che corrisponde all’area dell’antico palazzo Malatesta, è esposto dal 1975 il tesoro della cattedrale, in attesa di una futura e diversa sistemazione museale. Tra gli arredi, suppellettili e paramenti qui esposti sono da segnalare: un’ importante capsella in avorio (sec. XII - XIII) di manifattura arabo - sicula contenente un encolpio in bronzo ageminato di fattura orientale (sec. XIII), una statuetta reliquiario della Madonna col Bambino (Centro Italia, sec. XVI), una coppia di reliquiari (Augusta, fine 1500) in legno di ebano, argento, perle e fili d’oro, la “Veste e la Corona del Volto Santo”, importante scultura medievale proveniente dalla cattedrale e il parato pontificale detto del Costaguti del 1779 - 80, in seta francese e merletti austriaci, donato dall’imperatrice d’Austria al Vescovo di Sansepolcro.

     

     

    Sansepolcro

    MUSEO “BERNARDINI – FATTI” della VETRATA ANTICA

    Via Giovanni Buitoni, 9 – 52037 Sansepolcro (AR)

    Tel 0575 – 740336

    museo vetrata@gmail.com

    Regione civile Toscana, diocesi Arezzo – Cortona – Sansepolcro

    Tipologia: arte, arte sacra

    Proprietà: Comune, capitolo della cattedrale, parrocchia

    Condizioni di fruibilità: chiuso

     

    Descrizione

    La collezione è ospitata nella chiesa di San Giovanni Battista e comprende 23 vetrate di medie e grandi dimensioni e un centinaio di frammenti di varie epoche.

     

     

    Diocesi FIESOLE

    Cavriglia (AR)

    MUSEO di ARTE SACRA della PIEVE di SAN GIOVANNI BATTISTA

    Piazza Umberto I, 4 - 52022 Cavriglia (AR)

    Tel 055 – 9166528

    parrocchiacavriglia@jomix.org

    Regione civile Toscana, diocesi Fiesole

    Tipologia: arte, arte sacra

    Proprietà: parrocchia

    Condizioni di fruibilità: aperto. Ingresso gratuito. Orario: inverno a richiesta; estate sabato e domenica 9,00 – 12,00 e 15,00 – 19,00

    Servizi e sussidi per il visitatore: accesso ai disabili

    Contenuto: arredi sacri e dipinti

     

    Da segnalare: croce astile, XIII sec, rame inciso e dorato, bronzo sbalzato, cesellato e inciso.

     

    Descrizione

    Il piccolo museo, inaugurato nel 1996, ha sede nell’oratorio attiguo alla pieve di San Giovanni Battista, già matrice nel 1299 di ben quattordici chiese. Conserva quattro sculture in terracotta invetriata opera di Benedetto Buglioli (fine XV - inizi XVI sec.) rappresentanti S. Giovannino, S. Romolo, Santo Stefano e un Angelo reggi cero, alcuni dipinti, tra cui la grande tela di Benedetto Veli “Circoncisione di Gesù”(1599) e la collezione di arredi sacri della pieve. Questa è costituita da oggetti in argento sbalzato, cesellato e inciso tra cui due ostensori del sec. XVIII, calici del XVII e XVIII sec., un turibolo a navicella di manifattura romana (1785) e numerosi reliquiari del tipo ad ostensorio ed ad urna, di legno intagliato e dorato del XVIII - XIX sec. Il pezzo più importante della raccolta è la bellissima croce astile in rame inciso e dorato, bronzo sbalzato, cesellato e inciso, del XII - XIII sec.

     

     

    Fiesole (FI)

    MUSEO DIOCESANO e CAPITOLARE BANDINI

    Piazzetta della Cattedrale - 50014 Fiesole (FI)

    Tel 055 – 213689

    Uff.beniculturali@diocesifiesole.it

    Regione civile Toscana, diocesi Fiesole

    Tipologia: arte sacra

    Proprietà: capitolo della cattedrale di Fiesole

    Condizioni di fruibilità: aperto. Ingresso a pagamento. Orario: 10,00 – 18,00; chiuso martedì

    Servizi e sussidi per il visitatore : bookshop, attività didattiche

    Attività culturali: 2000, mostra “I Della Robbia e l’arte nuova della scultura invetriata a Fiesole: tesori restaurati”

    Contenuto: dipinti e sculture dal XI al XV sec

     

    Da segnalare: Taddeo Gaddi, “Annunciazione” (XIV sec.); Nardo di Cione, “Madonna del Parto” (XIV sec.); Lorenzo Monaco, “Crocefissione con la Madonna, S.Giovanni e S.Francesco”, (sec. XIV); Andrea della Robbia, “Madonna in adorazione del Bambino”, (fine XV sec)

     

    Descrizione

    Il museo ospita la raccolta che il canonico Angelo Maria Bandini, bibliotecario della Laurenziana di Firenze, costituì fin dal 1795 con l’intento di valorizzare i cosiddetti primitivi. Ebbe una prima sede nell’antico oratorio di S. Ansano e poi, arricchito con nuove opere provenienti dal territorio, fu trasferito nell’attuale edificio dei primi del Novecento. Conserva dipinti e sculture di scuola toscana dal XI al XV sec, tra cui un numeroso e bellissimo gruppo di terracotte invetriate di scuola robbiana. Nelle due sale del primo piano sono esposti dipinti del Duecento (tre croci dipinte), del Trecento e di epoca rinascimentale. Si possono ammirare opere di scuola giottesca di Bernardo Daddi (“S.Giovanni Evangelista”, primi sec. XIV), Taddeo Gaddi (“Annunciazione”, sec. XIV) e Nardo di Cione (“Madonna del Parto”, metà sec. XIV) e di altre correnti dell’arte toscana trecentesca (Lorenzo Monaco, ”Crocefissione tra la Vergine e San Giovanni”). Sono presenti inoltre dipinti rinascimentali come la Croce bifronte e una piccola “Madonna col Bambino” di Neri di Bicci e “I Trionfi” e “S.Giovanni nel deserto” di Iacopo del Sellaio (sec. XV). Esulano dal panorama italiano le due tavole monocrome con scene della Passione di un seguace di Van der Weiden e la grande tavola “Incoronazione della Vergine” del maestro francese dei Cassoni Campana.

    Temporaneamente il museo è chiuso per lavori di restauro che prevedono anche l’allestimento di una nuova sezione di scultura.

     

     

    Fiesole (FI)

    MUSEO della CAPPELLA di S. JACOPO in FIESOLE

    Via S. Francesco - 50014 Fiesole (FI)

    Tel 055- 591118/59477 (Fiesole musei)

    infomusei@comune.fiesole.fi.it

    Regione civile Toscana, diocesi Fiesole

    Tipologia: arte sacra

    Proprietà: diocesi

    Condizioni di fruibilità: aperto. Ingresso a pagamento. Orario: sabato, domenica e festivi 10,00 - 19,00

    Contenuto: oreficerie liturgiche dal XII al XIX sec

     

    Da segnalare: mitria del vescovo Salutati (XV sec.), calice di manifattura toscana del sec. XV, croce astile (1568 - 69) in rame dorato e argentato, con smalti e lapislazzuli, pastorale di S. Romolo in argento del 1570

     

    Descrizione

    L’antica cappella di S. Jacopo, già Oratorio del Palazzo Vescovile, edificato nel sec. X, ampliato nel trecento e decorato nel 1440 dal grandioso affresco di Bicci di Lorenzo raffigurante “L’Incoronazione della Vergine”, accoglie dal 2000 la ricca collezione di oreficerie liturgiche provenienti dalla diocesi. Il nucleo più antico è costituito da alcune croci medioevali del XII - XIII secolo; vi sono poi arredi quattrocenteschi come il reliquiario di S. Giovanni Battista, in rame dorato e smalti, la mitria del vescovo Leonardo Salutati e un piccolo calice con stemma mediceo. La produzione cinquecentesca, di area locale , è rappresentata dalla bellissima croce astile (1568 - 69) in rame dorato e argentato, con smalti e lapislazzuli e dal pastorale di S. Romolo in argento del 1570. Sono inoltre esposti pezzi del 1600 (serie di calici, ostensorio in argento sbalzato e cesellato, 1671), del 1700 (legatura di messale in lamina d’argento, 1762) e del sec. XIX.

     

     

    Fiesole (FI)

    MUSEO MISSIONARIO FRANCESCANO

    Via S. Francesco, 13 - 50014 Fiesole (FI)

    Tel 055 – 59175

    fratifiesole@gmail.com

    Regione civile Toscana, diocesi Fiesole

    Tipologia: missionario

    Proprietà: ordine religioso (frati minori francescani)

    Condizioni di fruibilità: aperto. Ingresso a offerta libera. Orario: da martedì a venerdì 10,00 – 12,00 e 15,00 – 17,00; sabato e domenica 15,00 – 17,00

    Servizi e sussidi per il visitatore: archivio

    Contenuto: oggetti provenienti dalle missioni

     

    Da segnalare: sezione cinese ed egizia

     

    Descrizione

    Il museo, che ha sede nel convento di S. Francesco dal 1925, espone in 6 sale oggetti di varia provenienza raccolti dai padri francescani nelle missioni. Dalla Cina provengono strumenti musicali, statuette di giada, avori, porcellane e abiti; dall’Egitto statuette di divinità, un coperchio di un sarcofago in legno dipinto, mummie, frammenti di stoffe e di sculture. Sono inoltre esposti oggetti di epoca etrusca, romana e altomedioevale rinvenuti tra il 1906 e il 1910 in scavi locali.

     

     

    Figline Valdarno (FI)

    RACCOLTA d’ARTE SACRA della COLLEGIATA di S. MARIA ASSUNTA

    Piazza Marsilio Ficino, 43 - 50063 Figline Valdarno (FI)

    Tel 055-958518

    collegiatafigline@alice.it

    Regione civile Toscana, diocesi Fiesole

    Tipologia: arte, arte sacra

    Proprietà: parrocchia

    Condizioni di fruibilità: aperto a richiesta. Ingresso gratuito. Orario: giugno e luglio, lunedì e sabato; altri mesi e giorni su prenotazione

    Servizi e sussidi per il visitatore: archivio

    Contenuto: dipinti dal XIV al XVIII sec, arredi e paramenti sacri, codici miniati rinascimentali

     

    Da segnalare: due tavole triangolari attribuite a Domenico Ghirlandaio raffiguranti due Angeli, due corali miniati (sec. XV)

     

    Descrizione

    In due piccole sale a cui si accede attraverso la sacrestia della collegiata, dal 1983 è allestita una esposizione di arredi e paramenti sacri, mobili e quadri. Nella prima sono esposti dipinti del ‘500 - ‘600 tra cui “Il martirio di S. Lorenzo” di Lodovico Cingoli (1590), due corali del XV sec, e alcuni pregevoli mobili. La seconda accoglie le oreficerie e i paramenti: ostensori, turiboli, navicelle, calici, reliquiari dal XV al XIX sec, alcune pianete corredate da stola e manipolo fra le quali una in seta bianca e velluto rosso del XVI secolo. Interessanti sono due tavole triangolari attribuite a Domenico Ghirlandaio raffiguranti due “Angeli” e la “Madonna col Bambino” del giottesco Maestro di Figline (XIV sec.).

     

     

    Greve in Chianti (FI)

    MUSEO d’ARTE SACRA di S. FRANCESCO

    Via S. Francesco, 4 - 50022 Greve in Chianti (FI)

    Tel 055-8544685

    museosanfrancesco@alice.it

    Regione civile Toscana, diocesi Fiesole

    Tipologia: arte, arte sacra

    Proprietà: diocesi, Comune

    Condizioni di fruibilità: aperto. Ingresso a pagamento. Orario: dal 1 aprile al 30 settembre, martedì, giovedì e venerdì 15,30 – 18,30; sabato e domenica 10,00 – 13,00 e16,00 – 19,00; chiuso lunedì e mercoledì; dal 1 ottobre al 31 marzo, martedì e giovedì, 15,00 – 18,00, sabato e domenica 10,00 – 13,00 e 15,00 – 18,00; chiuso lunedì e mercoledì

    Servizi e sussidi per il visitatore: accesso ai disabili, bookshop

    Contenuto: arredi e paramenti sacri, dipinti, sculture (XIII - XIX sec.), reperti etruschi, romani e medievali

     

    Da segnalare: pala robbiana “Deposizione di Cristo”, opera della bottega di Santi Buglioni(1494 - 1576)

     

    Descrizione

    Nell’oratorio e nella sacrestia dell’ex - convento di S. Francesco del sec. XV, recentemente restaurato, dal 2002 sono esposti oggetti d’arte e d’ arte sacra provenienti dalle chiese della zona. Nell’oratorio, ornato dalla bella pala robbiana “Deposizione di Cristo”, opera della bottega di Santi Buglioni (1494 - 1576), sono conservati dipinti, sculture (“Madonna col Bambino” attr. a Nanni di Bartolo) e paliotti in scagliola. Nella sacrestia sono conservati arredi sacri (Croce veneziana in cristallo di rocca del XIV sec.) e paramenti; al piano superiore dipinti e il nucleo di argenteria (calici, pissidi e ostensori) e dei reliquiari in legno intagliato e dorato. Nel novembre 2003 è stato inaugurato l’Antiquarium che presenta reperti etruschi, romani e medievali reperiti nel territorio.

     

     

    Incisa in Val d’Arno

    MUSEO di ARTE SACRA

    Via Castellana – Incisa in Val d’Arno (FI)

    Tel 055 – 8333433

    e.bargilli@comune.incisa-valdarno.fi.it

    Regione civile Toscana, diocese Fiesole

    Tipologia: arte sacra

    Proprietò: parrocchia

    Condizioni di fruibilità: aperto.. Ingresso a pagamento. Orario: sabato, domenica e festivi 16,30 – 19,30 e su prenotazione

     

    Descrizione

    Il museo, inaugurato nel 2002, ha come sede l’Oratorio del Crocifisso e contiene suppellettile ecclesiastica dell’Oratorio stesso e di altre chiese del territorio.

     

    Montevarchi (AR)

    MUSEO d’ARTE SACRA della COLLEGIATA di S. LORENZO

    Via Isidoro del Lungo, 4 - 52025 Montevarchi (AR)

    Tel 055 – 980468

    Museo.artesacrasanlorenzo@gmail.com

    Regione civile Toscana, diocesi Fiesole

    Tipologia: arte, arte sacra

    Proprietà: parrocchia

    Condizioni di fruibilità: aperto. Ingresso a pagamento. Orario: giovedì 10,00 – 12,00, sabato e domenica 10,00 – 12,00 e 16,00 – 18,00 e a richiesta

    Servizi e sussidi per il visitatore: parziale accesso ai disabili, bookshop, visite guidate

    Contenuto: suppellettili e arredi sacri (sec. XVI - XVIII, codici miniati (sec. XIV), paramenti, terracotte invetriate robbiane.

     

    Da segnalare: croce processionale (1551 - 1552) in argento sbalzato e cesellato di Pietro di Martino Spigliati, reliquiario del Sacro Latte (1567), tempietto decorato con terracotte di Andrea della Robbia (fine XV sec.)

     

    Descrizione

    Il museo, inaugurato nel 1973, appartiene alla Fraternità del Sacro Latte, una congregazione laica, legata alla collegiata, che aveva il compito di custodire la goccia di latte caduta dalle labbra di Gesù Bambino durante la fuga in Egitto. Nella prima sala infatti, oltre a tre codici miniati dei primi del XIV sec., dipinti di scuola toscana (XIV - XVI sec.) ed alcune pianete sono esposti due reliquiari che contenevano la preziosa reliquia: uno del 1567, in legno dorato a forma di tempietto con sportelli dipinti da Giovanni del Brina, ed uno realizzato nel 1630 dall’orafo fiorentino Michele Genovini. Ma il pezzo più prezioso, vero capolavoro dell’oreficeria fiorentina del XVI sec., è la croce processionale (1551 - 52) in argento sbalzato e cesellato di Pietro di Martino Spigliati, esposta presso due belle croci astili in rame dorato (XV sec.) ed alcuni calici in argento del XVII - XVII sec. Infine nella seconda sala è custodito il bellissimo tempietto decorato con terracotte invetriate da Andrea della Robbia, destinato a conservare la sacra reliquia ed è esposto il bassorilievo “Martirio di S. Martino” datato 1283.

     

     

    Pelago (FI)

    RACCOLTA d’ARTE SACRA di S. CLEMENTE a PELAGO

    Via cavalcanti, 1 - 50060 Pelago (FI)

    Tel 055 – 8327301

    cultura@comune.pelago.fi.it

    Regione civile Toscana, diocesi Fiesole

    Tipologia: arte, arte sacra

    Proprietà: parrocchia

    Condizioni di fruibilità: aperto. Ingresso gratuito. Orario: su prenotazione

    Contenuto: dipinti dal XV al XVIII sec., arredi e suppellettili sacre

     

    Da segnalare: crocefisso in legno policromo con croce ad albero del secolo XIV.

     

    Descrizione

    La raccolta d’arte sacra di Pelago, aperta nel 1994, è stata allestita nella pieve di S. Clemente per raccogliere, talvolta solo temporaneamente, dipinti e arredi delle chiese del territorio. Il corpus più notevole è costituito da una decina di dipinti di pittori di ambito fiorentino dal XV al XVIII sec; sono inoltre esposti arredi sacri e suppellettili: corali, calici in argento del XVIII - XIX secolo, reliquiari ad urna e ad ostensorio, mobili e una croce professionale con baldacchino e fusciacco del 1795. L’opera più interessante è un grande crocefisso in legno policromo con croce ad albero del sec XIV.

     

     

    Reggello (FI)

    MUSEO “MASACCIO” d’ARTE SACRA

    Via casaro molo, 2 - 50066 Reggello (FI)

    Tel 055 – 8665433/868129

    info@museomasaccio.it

    Regione civile Toscana, diocesi Fiesole

    Tipologia: arte, arte sacra

    Proprietà: parrocchia

    Condizioni di fruibilità: aperto. Ingresso a pagamento. Orario: martedì e  giovedì 15,00 – 19,00; sabato e domenica 10,00 – 12,00 e 15,00 – 19,00; da giugno a settembre, primo e terzo sabato del mese 21,00 – 23,00

    Servizi e sussidi per il visitatore: accesso ai disabili, visite guidate

    Contenuto: documentazione relativa al Masaccio, arredi e suppellettile sacra

     

    Da segnalare: documentazione relativa al trittico del Masaccio S. Giovenale

     

    Descrizione

    Il museo, aperto nel 2002, occupa 5 sale e ha sede nei locali attigui alla pieve di San Pietro a Cascia, uno degli esemplari più significativi del romanico toscano. Una sala è interamante dedicata alla documentazione riguardante il trittico di S. Giovenale opera giovanile del Masaccio, conservata nella pieve. Sono inoltre esposti dipinti, sculture, paramenti liturgici e suppellettile sacra.

     

     

    Reggello (FI)

    MUSEO d’ARTE SACRA della ABBAZIA di VALLOMBROSA

    Via San Benedetto, 2 – Vallombrosa Reggello (FI)

    Tel 055 - 862251

    info@monaci.org

    Regione civile Toscana, diocesi Fiesole

    Tipologia: arte sacra

    Proprietà: monastero

    Condizioni di fruibilità: aperto. Ingresso a pagamento. Orario: luglio e agosto, tutti i giorni 10,00 – 12,00 e 15,00 – 18,00; da settembre a giugno su prenotazione

     

    Descrizione

    Il museo, inaugurato nel 2006, ha sede nella torre dell’abbazia e nel salone già occupato dalla stamperia ed espone opere d’arte e suppellettili dell’abbazia.

     

     

    San Giovanni Valdarno (AR)

    MUSEO della BASILICA di SANTA MARIA delle GRAZIE

    Piazza Masaccio, 8 - 52027 San Giovanni Valdarno (AR)

    Tel 055 - 9122445

    basmariassdellegrazie@virgilio.it

    Regione civile Toscana, diocesi Fiesole

    Tipologia: arte, arte sacra

    Proprietà: ecclesiastico, Comune

    Condizioni di fruibilità: aperto. Ingresso a pagamento. Orario: ora legale 10,00 – 13,00 e 14,30 – 18,00; ora solare 15,30 – 18,30; chiuso lunedì e martedì

    Servizi e sussidi per il visitatore: accesso ai disabili, bookshop

    Contenuto: dipinti sec. XV - XVII, oreficerie e arredi sacri

     

    Da segnalare: Beato Angelico, “Annunciazione”(1430 - 1432)

     

    Descrizione

    Il museo, istituito nel 1864, riordinato nel 1959, riaperto al pubblico in un nuovo allestimento nel 1990 in tre locali adiacenti la basilica di S. Maria delle Grazie presenta una piccola ma importate raccolta di dipinti del ‘400 fiorentino ed in particolare dei pittori locali Scheggia e Mariotto di Cristofano, rispettivamente fratello e cognato di Masaccio, che a Valdarno ebbe i suoi natali. Sono inoltre esposte opere di Jacopo del Sellaio (“Annunciazione”, 1472), Mariotto di Nardo (“Trinità”, 1400 - 1405), Domenico di Michelino (“Madonna col Bambino e Santi”, 1446 - 50) e alcune tele seicentesche tra cui la “Decollazione del Battista” (1620) di Giovanni da San Giovanni. Fulcro di tutto il museo è la splendida “Annunciazione” del Beato Angelico proveniente dal convento di S. Francesco di Montecarlo, databile 1430 - 1432 ca. Il museo conserva inoltre il tesoro della basilica, consistente in oreficerie e paramenti sacri.

     

     

    Diocesi FIRENZE

    Castelfiorentino (FI)

    MUSEO di SANTA VERDIANA

    Piazza Santa Verdiana - 50051 Castelfiorentino (FI)

    Tel 0571 - 64096

    santaverdiana@tiscalinet.it

    Regione civile Toscana, diocesi Firenze

    Tipologia: arte, arte sacra

    Proprietà: parrocchia

    Condizioni di fruibilità: aperto. Ingresso a pagamento. Orario: sabato 16,00 – 19,00, domenica e festivi 10,00 – 12,00 e 16,00 – 19,00 e a richiesta

    Servizi e sussidi per il visitatore: accesso parziale disabili, visite guidate, bookshop

    Strutture annesse: archivio storico, biblioteca

    Contenuto: dipinti (XIII - XIX sec.), codici miniati (XIII - XIV sec), paramenti e oreficeria sacra

     

    Da segnalare: “Madonna col Bambino” attribuita al Cimabue (1272 - 1312); croce dipinta attribuita a Corso del Buono (1270 - 1300 ca.); Taddeo Gaddi “Madonna col Bambino” e “Vergine col Bambino tra i santi Giovanni Evangelista, Battista, Zanobi e Jacopo”, (sec. XIV)

     

    Descrizione

    Il museo ha sede in un antico complesso edilizio rustico, detto il Casalone, adiacente al santuario di Santa Verdiana e conserva dipinti ed arredi che fanno parte del patrimonio del santuario ed altri che provengono dalle chiese della campagna circostante. Importante il gruppo di dipinti trecenteschi tra cui si segnalano, oltre alla tavola in parte ridipinta nell’800, rappresentante S. Verdiana, emblema del museo, una “Madonna col Bambino” attribuita al Cimabue (1272 - 1312), la Croce dipinta attribuita a Corso del Buono (1270 - 1300 ca.) e due opere di Taddeo Gaddi “Madonna col Bambino” e “Vergine col Bambino tra i santi Giovanni Evangelista, Battista, Zanobi e Jacopo”. Vi sono inoltre opere del ‘400 e del ‘500 (F.Granacci “Madonna col Bambino e i santi Sebastiano e Francesco”) e dipinti degli ultimi decenni del sec. XVII e del XVIII. La sezione dei paramenti presenta pianete, crocebanda, paliotti di varie manifatture (Firenze, Venezia, Lione, Tours) dal XVI al XVIII sec. Importante anche la sezione dei codici miniati del XIII e XIV sec. e il nucleo di argenteria e oreficeria sacra che presenta oggetti del 1400 (Croce firmata Petrus Antonius e datata 1466 ), del 1600 (sei candelieri di Bernardo Holzmann, 1693 - 1699), del 1700 (calice dell’orafo Adriano Haffner) e prodotti ottocenteschi della bottega degli Scheggi e di Ugolino Francioni.

     

     

    Certaldo (FI)

    MUSEO d’ARTE SACRA

    Piazza Santi Jacopo e Filippo, 2 - 50052 Certaldo (FI)

    Tel 0571 - 656824

    info@conventoagostiniani.it

    Regione civile Toscana, diocesi Firenze

    Tipologia: arte, arte sacra

    Proprietà: parrocchia

    Condizioni di fruibilità: aperto. Ingresso a pagamento. Orario: dal 1 aprile al 30 settembre tutti i giorni 10,00 – 17,30, chiuso lunedì; dall’1 ottobre al 31 marzo 10,00 - 16,30

    Servizi per il visitatore e strutture annesse: accesso ai disabili, visite guidate

    Contenuto: dipinti, sculture arredi sacri dal XII al XVIII sec.

     

    Da segnalare: Meliore, “Madonna di Bagnano“ (sec. XIII); crocefisso ligneo (sec. XIII)

     

    Descrizione

    Inaugurato nel 2001, il museo comprende dipinti, sculture, arredi sacri provenienti dalle chiese del vicariato di Certaldo. Tra i dipinti si segnalano la “Madonna di Bagnano” attribuita a Meliore (sec. XIII), un trittico attribuito a Ugolino di Nerio, affreschi e dipinti di Cenni di Francesco e il Polittico di Puccio di Simone; tra le sculture il bel crocefisso ligneo della seconda metà del sec. XIII. La sezione delle oreficeria spazia dal sec. XIII (antica croce di S. Maria a Casale) ad argenterie sei - settecentesche, come le lampade provenienti da SS. Jacopo e Filippo. Completa l’esposizione una raccolta di paramenti sacri con pianete, piviali e camici di varie epoche.

     

     

    Empoli (FI)

    MUSEO della COLLEGIATA di SANT’ANDREA

    Piazza Prepositura, 3 - 50053 Empoli (FI)

    Tel 0571 - 76284

    museocollegiata@comune.empoli.fi.it

    Regione civile Toscana, diocesi Firenze

    Tipologia: arte

    Proprietà: parrocchia

    Condizioni di fruibilità: aperto. Ingresso a pagamento. Orario: da martedì a domenica 9,00 – 12,00 e 16,00 – 19,00, chiuso lunedì

    Servizi e sussidi per il visitatore: visite guidate, guida, bookshop

    Contenuto: dipinti e sculture dal XIV al XVIII sec.

     

    Da segnalare: Masolino da Panicate, “Pietà” (1424 - 1425); Bernardo Rossellino “L’Annunciazione”; Filippo Lippi , “Maestà” (XV sec.); Lorenzo Monaco, trittico “Madonna dell’Umiltà”, 1404

     

    Descrizione

    Il museo, la cui fondazione risale al 1859, è stato completamente restaurato nel 1956 dopo le distruzioni della seconda guerra mondiale e custodisce nelle sue sei sali capolavori provenienti dalla Collegiata e da altre chiese del territorio. Particolarmente ricco e prezioso il nucleo dei dipinti di scuola toscana dal XIV al XVI sec tra cui spiccano la “Madonna col Bambino tra i Santi Francesco, Giovanni Battista, Andrea e Antonio Abate” attribuito al Maestro del 1336, l’elegante trittico della “Madonna col Bambino e Santi” di Agnolo Gaddi (fine XIV sec), il capolavoro di Masolino da Panicate “Cristo in pietà” (1424 - 1425 ca.), i due trittici di Lorenzo Monaco di cui uno datato 1404 e l’altro databile al terzo decennio del XV sec, la “Madonna col Bambino e il donatore” di Bicci di Lorenzo (1423), la piccola ma preziosa “Maestà” opera giovanile di Filippo Lippi (XV sec) e il Tabernacolo del Sacramento eseguito fra il 1484 e il 1504 da Francesco e Raffaele Botticini che ospita nella nicchia centrale la statua di S. Sebastiano di Antonio Rossellino. Tra le altre sculture conservate nel museo si segnalano inoltre la “Madonna col Bambino” di Tino da Camaino (XIV sec), il bassorilievo in marmo di analogo soggetto di Mino da Fiesole (XV sec.), l’”Annunciazione” scolpita in marmo da Bernardo Rossellino tra il 1444 e il 1447, la bella scultura in legno dipinto rappresentante “S. Stefano” opera di Francesco da Valdambrino (primi del XV sec) e la “Maddalena” sempre in legno policromo attribuita a Neri di Bicci. Nel chiostro sono raccolte terrecotte invetriate opera di Andrea della Robbia (“Eterno Padre Benedicente in gloria” ), della sua scuola e di Benedetto Buglioni e della sua bottega.

     

    Firenze (FI)

     

    CRIPTA DI SANTA REPARATA

    Cattedrale di Santa Maria del Fiore - 50122 Firenze (FI)

    Tel 055 – 2302885

    opera@operaduomo.firenze.it

    www.operaduomo.firenze.it

    Regione civile Toscana, diocesi Firenze

    Tipologia: archeologia

    Proprietà: Opera del Duomo

    Condizioni di fruibilità: aperto. Ingresso a pagamento. Orario: 10-17; domenica chiuso

    Contenuto: percorso storico- archeologico

     

    Descrizione

    Al percorso, inaugurato nell’ottobre 2014, si accede dalla navata destra del Duomo. Sono visitabili gli scavi archeologici relativi alla antica cattedrale di Santa Reparata con reperti di età romana , altomedievale  e medievale, lastre tombali e frammenti di decorazione pittorica. Da segnalare il pavimento a mosaico paleocristiano e la tomba di Filippo Brunelleschi

     

     

     

    Firenze (FI)

    MUSEO e CHIOSTRI MONUMENTALI di S. MARIA NOVELLA

    Piazza S. Maria Novella - 50123 Firenze (FI)

    Tel 055 - 282187/27681 (Comune)

    www.comune.firenze.it/servizi_pubblici/arte/musei/b.htm

    gestione.musei@comune.fi.it

    Regione civile Toscana, diocesi Firenze

    Tipologia: arte, arte sacra

    Proprietà: Comune

    Condizioni di fruibilità: aperto. Ingresso a pagamento. Orario: feriale 9,30 – 17,00; festivo e venerdì 13,00 – 17,00

    Servizi per il visitatore e strutture annesse: accesso ai disabili

    Contenuto: affreschi (XIV - XV sec.), tesoro della basilica

     

    Da segnalare: Paolo Uccello, ”Diluvio Universale”, “ Ebbrezza di Noè” (sec. XV); Andrea di Bonaiuto, affreschi del Cappellone degli Spagnoli; reliquiario del Titolo della Croce (sec. XIV); reliquiario di S. Domenico (1633)

     

    Descrizione

    Il museo è stato riaperto nel nuovo allestimento nel 1983 nel grandioso convento domenicano passato al Comune nel 1868. Grande suggestione offrono il trecentesco Chiostro Verde, interamente affrescato con scene dell’Antico Testamento da Paolo Uccello (“Diluvio Universale”, “Ebbrezza di Noè”) e altri pittori del primo quattrocento e la Sala Capitolare, detta Cappellone degli Spagnoli, del XIV sec. dipinta da Andrea di Bonaiuto e aiuti con scene che esaltano il ruolo dell’ordine nella lotta contro le eresie, mentre le cappelle del Chiostrino dei morti (1337 - 50) presentano affreschi trecenteschi della bottega dell’Orcagna. Il Museo vero e proprio è ospitato nella Cappella degli Ubriachi e nell’antico refettorio e conserva una selezione del ricco tesoro della basilica composto da preziosi tessuti, ricami, sculture lignee, argenterie e oreficerie sacre. Sono da segnalare nella prima sala tra i pezzi più antichi due busti reliquiari di S. Orsola e di una delle vergini compagne del sec. XIV, un reliquiario del Titolo della Croce in cristallo di rocca (XIV sec inizi) e il paliotto dell’Assunta in velluto e broccato d’oro filato su teletta d’oro del 1446 - 66; nella seconda, la Croce Reliquiario delle spine, della veste e della porpora di Cristo (1622), il reliquiario di S. Domenico (1633) di Matteo Nigetti e il Parato di S. Tommaso di Canterbury (1656) composto da stola, pianeta e manipolo.

     

     

    Firenze (FI)

    MUSEO di S. MARIA DEL CARMINE - CAPPELLA BRANCACCI

    Piazza del Carmine, 14 - 50124 Firenze (FI)

    Tel 055 - 2382195/2625961

    www.comune.firenze.it/servizi_pubblici/arte/musei/b.htm

    gestione.musei@comune.fi.it

    Regione civile Toscana, diocesi Firenze

    Tipologia: arte

    Proprietà: Comune

    Condizioni di fruibilità: aperto. Ingresso a pagamento. Orario: feriali 10,00 – 17,00; festivi 13,00 – 17,00; chiuso martedì

    Servizi e sussidi per il visitatore: book shop, attività didattiche, visite guidate, biblioteca

    Contenuto: affreschi rinascimentali

     

    Da segnalare: Masaccio,”Cacciata dal Paradiso”, “Pagamento del Tributo”, (1425 - 1427); Masolino da Panicate, “Tentazione di Adamo ed Eva”, “Predicazione di S. Pietro” (1424 - 1425)

     

    Descrizione

    All’interno della chiesa di S. Maria del Carmine (XIII - XV sec. rifatta nel XVIII) la celeberrima Cappella Brancacci presenta il famoso ciclo di affreschi, recentemente restaurati, eseguiti prima da Masolino da Panicate e poi da Masaccio, raffiguranti scene della vita di S. Paolo e il Peccato Originale. Tra gli affreschi del Masaccio universalmente ammirati sono “La Cacciata dal Paradiso Terrestre” e il “Pagamento del Tributo”, capolavori del grande maestro. La decorazione venne poi ultimata da Filippino Lippi tra il 1481 - 1485.

    In locali attigui, attualmente non aperti al pubblico, sono conservati altri dipinti provenienti dal convento e dalla chiesa di artisti del XV sec.

     

     

    Firenze (FI)

    MUSEO dell’OPERA di SANTA MARIA del FIORE

    Piazza Duomo, 9 - 50122 Firenze (FI)

    Tel 055 – 2302885

    opera@operaduomo.firenze.it

    www.operaduomo.firenze.it

    Regione civile Toscana, diocesi Firenze

    Tipologia: arte, arte sacra

    Proprietà: Opera del Duomo

    Condizioni di fruibilità: aperto. Ingresso a pagamento. Orario: 9– 19 . Chiuso il primo martedi di ogni mese

    Servizi e sussidi per il visitatore: accesso ai disabili, bookshop, visite guidate

    Contenuto: dipinti, sculture, oreficerie, arredi liturgici, codici miniati provenienti dal complesso di S. Maria del Fiore

     

    Da segnalare: Arnolfo di Cambio, ”Bonifacio VIII”, “Madonna dagli occhi di vetro”, marmo (XIV sec. inizi); Donatello,”Maddalena“, legno, “Profeti” e cantoria in marmo (XV sec.); Luca della Robbia “Cantoria” marmo (sec. XV); Michelangelo Buonarroti, “Pietà”, marmo (1555); reliquiario del libretto (1501); parato di S. Giovanni, su disegni del Pollaiolo (XV sec.); altare d’argento (XIV - XV sec. )

     

    Descrizione

    Il museo, inaugurato il 3 maggio 1891, rinnovato nel 1999, è stato ampliato con gli spazi ottenuti attraverso l’acquisizione dell’adiacente immobile ex - Teatro degli Intrepidi e riaperto al pubblico  nell’ottobre 2015. Ha sede in ambienti dell’amministrazione dell’Opera e conserva numerose ed importanti opere provenienti dal complesso monumentale di S. Maria del Fiore (duomo, campanile, battistero di S. Giovanni). L’esposizione inizia con antichi reperti etrusco - romani provenienti dall’area del Battistero e del Duomo; vi è poi la sala delle sculture trecentesche, con le belle statue di Tino di Camaino “Cristo” e” San Giovanni Battista”. Nella sala della facciata Arnolfiana sono contenute le statue del maestro smontate nel 1587 quando venne smantellata l’intera facciata rimasta incompiuta:tra queste la “Madonna dagli occhi di vetro” e “Bonifacio VIII” e quattro statue quattrocentesche degli Evangelisti tra le quali S. Giovanni è opera del Donatello. Nella sala dei fondi oro sono esposti, tra gli altri dipinti, il trittico di S. Sebastiano di Giovanni del Biondo (1360 ca.), sei “compassi” quadrilobati, tra cui il bel “Cristo” di Mariotto di Nardo (XIV - XV sec.) ed elementi provenienti dal Coro di Baccio Bandinelli. La Cappella delle reliquie conserva i ricchi e numerosi reliquiari della cattedrale, tra cui è la segnalare il reliquiario del libretto del 1501 che contiene al suo interno un reliquiario di manifattura francese del sec.XIV con le reliquie. Sul pianerottolo dello scalone troneggia la seconda delle “Pietà” che Michelangelo scolpì ma non ultimò mai tra il 1547 e il 1555. Al piano superiore c’è la sala delle cantorie, dedicata alla cantoria di Luca della Robbia (1431) e di Donatello (1433), che presenta inoltre statue eseguite da Andrea Pisano nel 1340 e da Donatello nel terzo decennio del XV sec (S.Geremia). Nella stanza del tesoro del duomo, dove è collocata anche la famosa statua lignea “Maria Maddalena” di Donatello, sono esposti paramenti e oreficeria di straordinario valore: il parato di S.Giovanni , ricamato in seta, lana e filo d’oro su disegni del Pollaiolo, il dittico a mosaico bizantino “Le festività cristiane “ del 1394 e soprattutto l’altare d’argento opera dei Maestri fiorentini del XIV - XV sec. tra cui, Andrea Verrocchio e il Pollaiolo a cui si deve anche la bellissima croce d’argento dell’altare. Il museo conserva infine le formelle esagonali e a losanga provenienti dal campanile di Giotto, scolpite da Andrea Pisano, Alberto Arnoldi, Luca della Robbia ed altri e le formelle del Ghiberti della Porta del Paradiso (1425 - 1452).

     

    Firenze (FI)

    MUSEO dello SPEDALE degli INNOCENTI

    Piazza SS. Annunziata,12 - 50123 Firenze (FI)

    Tel 055 - 2037308/2037323

    www. istitutodeglinnocenti.it

    info@istitutodeglinnocenti.it

    Regione civile Toscana, diocesi Firenze

    Tipologia: arte

    Proprietà: Istituto degli Innocenti

    Condizioni di fruibilità: aperto. Ingresso a pagamento. Orario: 8,30 – 14,00; chiuso mercoledì

    Servizi per il visitatore e strutture annesse: archivio storico, bookshop, visite guidate su richiesta

    Contenuto: dipinti (sec. XIV - XVII), terracotte robbiane, corali miniati, mobili

     Da segnalare: Domenico Ghirlandaio, “ Adorazione dei Magi” (1485 - 88); Sandro Botticelli “Madonna col Bambino ed un Angelo “ (1467); Luca della Robbia,”Madonna col Bambino” (1447 ca.)

    Descrizione.

    Lo Spedale degli Innocenti fu eretto su progetto di Filippo Brunelleschi dal 1419 al 1445 per accogliere i piccoli affidati alla carità pubblica. Dal 1971 in un grande salone è esposta la collezione delle numerose opere donate nel corso dei secoli: sono soprattutto dipinti tra cui una “Madonna col Bambino e un angelo” eseguita da un giovane Sandro Botticelli (1467), un Trittico raffigurante “L’Annunciazione fra i Santi Nicola di Bari e Antonio Abate” di Giovanni del Biondo (1398 ca,), “La Madonna in trono col Bambino e Santi “eseguita da Pietro di Cosimo nel 1493, il trittico di Giovanni Toscani ”Madonna col Bambino e i santi Girolamo e Caterina” (prima metà XV sec.) e la famosa “Adorazione dei Magi” di Domenico Ghirlandaio (1485 - 1488). Inoltre sono conservati mobili di pregio (cassapanche del sec: XVI e XVII) alcuni corali, tra cui quattro antifonari del XIV sec., il bel altorilievo di Luca della Robbia “Madonna col Bambino” e due stendardi processionali raffiguranti la Madonna della Misericordia che accoglie sotto il suo manto alcuni “Innocentini”, uno iniziato da Domenico di Michelino nella prima metà del 400 e compiuto poi da Michele di Ridolfo nel secolo successivo, ed uno posteriore databile intorno al 1530 ca.

     

     

    Firenze (FI)

    RACCOLTA d’ARTE dell’ARCICONFRATERNITA della MISERICORDIA

    Piazza Duomo, 20 - 50122 Firenze (FI)

    Tel 055 - 239393

    info@misericordia.firenze.it

    Regione civile Toscana, diocesi Firenze

    Tipologia: arte sacra

    Proprietà: confraternita

    Condizioni di fruibilità: aperto. Ingresso gratuito. Orario: lunedì 9,30 – 12,00 e 15,00 – 17,00; chiuso luglio e agosto

    Servizi per il visitatore e strutture annesse: archivio, biblioteca, visite guidate

    Contenuto: suppellettili liturgiche, arredi, mobili e oggetti legati alla vita della confraternita

     

    Da segnalare: croce stazionaria di bronzo e legno della bottega del Giambologna (sec. XVII)

     

    Descrizione

    La raccolta è stata inaugurata nel 2005 nella sede della Misericordia. La piccola raccolta di arte sacra è costituita da oggetti provenienti da lasciti e donazioni o appartenenti fin dall’origine al pio istituto, già attivo dal ‘300 nell’assistenza gratuita a malati e feriti. Oltre ai pregevoli mobili sono esposti oggetti legati alla vita della Misericordia e una serie di suppellettili liturgiche, quali una croce stazionaria di bronzo e legno della bottega del Giambologna (sec. XVII) e gli oggetti ottocenteschi provenienti dalla celebre bottega dell’argentiere fiorentino Gaetano Guadagni. Sono inoltre conservati alcuni Capitoli del XV - XVI sec. e paramenti sacri, tra cui una pianeta di seta verde del 1585.

     

     

    Firenze (FI)

    MUSEO del BIGALLO

    Piazza S. Giovanni, 1 - 50133 Firenze (FI)

    Tel 055 - 288496

    info@bigallo.net

    o.bigallo@tiscali,it

    Regione civile Toscana, diocesi Firenze

    Tipologia: arte

    Proprietà: Orfanatrofio del Bigallo

    Condizioni di fruibilità: aperto. Ingresso gratuito. Orario: da lunedì a sabato visite guidate 10,30 – 16,30; domenica e festivi 9,30 – 12,30, visite per gruppi, massimo 10 persone

    Servizi per il visitatore e strutture annesse: accesso ai disabili, bookshop

    Contenuto: dipinti e sculture (XIII - XV sec.)

     

    Da segnalare: cerchia di Bernardo Daddi, affresco della “Madonna della Misericordia” (1342); trittico portatile (1333) di Bernardo Daddi; “Madonna dell’Umiltà”, Domenico di Michelino (1460 ca.); crocefisso del 1200 della Compagnia del Bigallo

     

    Descrizione

    La Loggia fu costruita nel ‘300 per ospitare la Confraternita di S. Maria della Misericordia, fondata nel 1244 con lo scopo di assistere i fanciulli, curare i malati e seppellire i morti, come è narrato in due dipinti, uno affrescato nel 1386 in cui si vedono i “capitani” che affidano i trovatelli a donne pagate per accudirli, ed uno che adorna le predelle d’altare cinquecentesco dell’oratorio, il cui l’autore Ridolfo Ghirlandaio rappresenta i confratelli che trasportano un morto in spalla. Nel 1425 un’altra Confraternita, la Compagnia di Santa Maria del Bigallo, si unisce alla Misericordia e porta nella Loggia vari cimeli della propria storia. Già nel 1904 le opere d’arte dei due pii istituti confluirono in un piccolo museo, allestito al primo piano, che fu riallestito dopo l’alluvione del 1966 e riaperto nel 1998. Attualmente la collezione ospita dipinti e sculture di ingente valore artistico tra cui: un crocefisso del 1200 della Compagnia del Bigallo, un trittico portatile (1333) di Bernardo Daddi, sempre della cerchia di Bernardo Daddi l’affresco della “Madonna della Misericordia” (1342), in cui vi è la prima veduta di Firenze, una “Madonna dell’Umiltà” di Domenico di Michelino (1460 ca.), una “Madonna col Bambino “ del Maestro di S.Miniato (1470 ca.) e una “Natività” in terracotta policroma del tardo ‘400.

     

     

    Firenze (FI)

    MUSEO di ORSANMICHELE

    Via Arte della Lana, 1 – Firenze

    Tel 055 – 284944

    Regione civile Toscana, diocesi Firenze

    Tipologia: arte sacra

    Proprietà: privata

    Condizioni di fruibilità:

    Contenuto: sculture raffiguranti i santi patroni delle maggiori corporazioni fiorentine originariamente collocate all’esterno di Orsanmichele. Le sculture sono state realizzate in gran parte nel secondo decennio del Quattrocento e sono opere fondamentali del primo Rinascimento.

     

    Descrizione

    Il museo, inaugurato nel 1996, occupa le sale al primo e al secondo piano.

     

     

    Firenze (FI)

    MUSEO DIOCESANO di SANTO STEFANO

    Piazza Santo Stefano al Ponte, 5 - 50123 Firenze (FI)

    Tel 055 - 276351

    arte@diocesifirenze.it

    Regione civile Toscana, diocesi Firenze

    Tipologia: arte, arte sacra

    Proprietà: arcidiocesi

    Condizioni di fruibilità: chiuso temporaneamente

    Servizi per il visitatore e strutture annesse: visite guidate

    Attività culturali: mostre, conferenze, concerti

    Contenuto: sculture e dipinti (XIII - XVII sec.), oreficeria liturgica (XIV - XIX sec.)

     

    Da segnalare: “Madonna di S. Giorgio alla Costa” (1295 ca.), opera giovanile di Giotto; predella di Quarate con l’”Adorazione dei Magi”, i “Santi Jacopo e Ansano e S. Giovanni a Patmos” di Paolo Uccello (1397-1475); “San Giuliano l’ospitaliere”, tavola di Masolino (1383-1440 ca.); “Christus Patiens fra S. Girolamo e S. Alberto da Vercelli” (1450 ca.) di Filippo Lippi; “Pietà di Quintole” (1525) di Francesco Granacci; busto reliquiario di S. Cresci (1703) di Bernardo Holzmann su disegno di Giovanni Battista Foggini; busto in bronzo del beato Davanzato di Pietro Tacca (1577 - 1640)

     

    Descrizione

    Il museo conserva beni storico artistici provenienti dalle chiese non più officiate della diocesi e in particolare dell’area fiorentina. La collezione conta pezzi di straordinaria importanza come la “Madonna di S.Giorgio alla Costa” (1295 ca.) di Giotto, la predella di Quarate con l’”Adorazione dei Magi”, i “Santi Jacopo e Ansano e S. Giovanni a Patmos” di Paolo Uccello (1397 - 1475), la tavola di Masolino (1383 - 1440 ca.) con “San Giuliano l’ospitaliere”, numerosi fondi oro del XIV sec., tra cui del Maestro di santa Verdiana “Santi Giovanni Battista, Lorenzo e Martino, dipinti su tavola del XV sec (da citare in particolare il “Polittico di Caliga” del Maestro della Madonna Straus) e dei secoli XVI - XVIII. Interessante il presepe in terracotta dipinta di Benedetto di Buglione (XV - XVI sec.) e la “Madonna col Bambino” in marmo attribuita a Nino Pisano (sec.XIV). Tra le oreficerie e arredi sacri sono da segnalare la Croce processionale (1415 ca.) di Parri Spinelli (1387 - 1453) in rame sbalzato e argentato con smalto traslucido, il busto reliquiario di S. Cresci di Bernardo Holzmann su disegno di Giovanni Battista Foggini (1703) e il reliquiario in rame dorato di S. Andrea, opera notevole di bottega fiorentina realizzata nel 1373. Dal 2002 è inoltre esposta una piccola sezione di opere d’arte sacra contemporanea.

     

     

    Firenze (FI)

    MUSEO del CONVENTO di OGNISSANTI

    Via Borgo Ognissanti, 42 - 50122 Firenze (FI)

    Tel 055 - 2396802

    Regione civile Toscana, diocesi Firenze

    Tipologia: arte, arte sacra

    Proprietà: ordine religioso

    Condizioni di fruibilità: chiuso

    Servizi per il visitatore e strutture annesse: accesso ai disabili, visite guidate, book shop

    Contenuto: dipinti, sculture in terracotta, argenteria e paramenti sacri

     

    Da segnalare: Domenico Ghirlandaio, “Ultima Cena”, (1488)

     

    Descrizione

    Nel refettorio del convento di Ognissanti sono conservati le sinopie e l'affresco dell'”Ultima Cena” dipinto dal Ghirlandaio nel 1488 su commissione degli Umiliati; nello stesso ambiente sono visibili un’”Annunciazione” del ‘400, due pitture del Romei del’700, antichi lavabi e un bel portale. Nel museo si trovano codici miniati, argenterie e paramenti sacri, sculture in terracotta policroma dal XIV al XVI secolo.

     

     

    Firenze (FI)

    MUSEO e COMPLESSO MONUMENTALE di S. CROCE

    Piazza S. Croce, 16 - 50122 (FI)

    Tel 055 – 2466105

    segreteria@operadisantacroce.it

    Regione civile Toscana, diocesi Firenze

    Tipologia: arte

    Proprietà: FEC (Fondo Edifici di Culto), comune di Firenze

    Condizioni di fruibilità: aperto. Ingresso: a pagamento. Orario: feriali 9,30 - 17,30; festivi 13,00 - 17,30; chiusura cassa ore 17,00

    Servizi per il visitatore e strutture annesse: accesso disabili (parziale), archivio storico

    Attività culturali: “Ragazzi all’Opera”, attività di divulgazione rivolta ai visitatori e alle scolaresche (e-mail: ragazzi@operadisantacroce.it)

    Contenuti: affreschi, dipinti e sculture dal XIII al XX sec.

     

    Da segnalare: opere di Giotto, Cimabue, Donatello, Luca e Andrea Della Robbia, Desiderio da Settignano, Benedetto da Maiano, Rossellino, Verrocchio, Ghiberti, Michelozzo,. Brunelleschi, Taddeo Gaddi, Agnolo Gaddi, Maso di Banco, Bernardo Daddi, Orcagna, Spinello Aretino, Giovanni da Milano, Domenico Veneziano, Bronzino, Alessandro Allori, Santi di Tito, Giorgio Vasari, Cigoli, Canova, Lorenzo Bartolini, Duprè, Pio Fedi, Auteri Pomar, Faveau, Henry Moore;

    Pantheon degli Italiani Illustri (arti e scienze): Michelangelo, Galileo, Machiavelli, Dante, Rossini, Cherubini, Foscolo, Alfieri, Ghiberti, Leon Battista Alberti, Leonardo da Vinci, Amerigo Vespucci, Marconi, Fermi, Meucci.

     

    Descrizione

    Il percorso di visita del complesso monumentale di Santa Croce parte dalla basilica, la più grande chiesa francescana nel mondo.

    Nel corso di quasi otto secoli la basilica e il convento di Santa Croce sono stati oggetto di continue evoluzioni che hanno visto l’intervento di grandi artisti. Una storia incessante di edificazioni e trasformazioni che parte, a pochi anni dalla morte di San Francesco, dall’insediamento dei frati con la costruzione di una prima chiesa, sostituita da quella più maestosa progettata da Arnolfo di Cambio, la realizzazione del primo chiostro, il grande refettorio, il piccolo refettorio o refettorio d’inverno, la cappella Cerchi e i locali attigui, i magnifici interventi del Brunelleschi cui dobbiamo la cappella Pazzi e il secondo chiostro, quelli di Michelozzo con l’ala del Noviziato. Una storia fatta anche di adattamenti, quali quelli dovuti alle innovazioni controriformistiche e realizzati da Giorgio Vasari o quelli che hanno reso il complesso “pantheon delle glorie italiane”.

    Con la sua imponente architettura, i suoi stupendi affreschi, le pale d’altare, le preziose vetrate, le numerose sculture, il complesso di Santa Croce rappresenta una delle pagine più importanti della storia dell’arte fiorentina dal Duecento in poi, in particolar modo del Trecento, grazie alla presenza di Giotto e di tutta la sua scuola.

    Il percorso museale si snoda attraverso i due chiostri del quattrocento, la cappella dei Pazzi progettata dal Brunelleschi e decorata dalle terrecotte invetriate di Andrea della Robbia.

     

    Il museo vero e proprio è ospitato nel refettorio e in ambienti adiacenti. Dopo la disastrosa alluvione del 1966 questo ha avuto un nuovo ordinamento e sono stati allontanati i dipinti su tavola per evitare che subissero altri danni in caso di un nuovo straripamento dell’Arno. Sono conservati affreschi, tele e sculture dal XIV al XVIII sec: il gigantesco Crocefisso del Cimabue (ultimo decennio XIII sec.) emblema del museo e del dramma dell’alluvione, affreschi staccati di Taddeo Gaddi ( “Deposizione” - l’”Albero della Croce”,1333 - 1350), di Andrea Orcagna (“Trionfo della Morte”, “Giudizio finale”, XIV sec.) e di Domenico Veneziano (“I santi Giovanni Battista e Francesco”, 1450 - 60). Tra le sculture spiccano la statua in bronzo dorato rappresentante San Ludovico di Tolosa, realizzata da Donatello nel 1423, la tomba del cardinale Gastone della Torre, opera di Tino da Camaino e le terrecotte di Giovanni e Andrea della Robbia. Da segnalare inoltre il famoso busto reliquiario della Beata Umiliana de’ Cerchi, della fine del XIV secolo. Ed inoltre opere di Giotto, Desiderio da Settignano, Benedetto da Maiano, Rossellino, Verrocchio, Ghiberti, Michelozzo, Brunelleschi, Agnolo Gaddi, Maso di Banco, Bernardo Daddi, Spinello Aretino, Giovanni da Milano, Bronzino, Alessandro Allori, Santi di Tito, Giorgio Vasari, Cigoli, Canova, Lorenzo Bartolini, Duprè, Pio Fedi, Auteri Pomar, Faveau, Henry Moore e il Pantheon degli Italiani Illustri (arti e scienze).

     

     

    Firenze (FI)

    MUSEO della CERTOSA di GALLUZZO

    Buca di Certosa, 2  Galluzzo - 50124 Firenze (FI)

    Tel 055 - 2049226

    certosadifirenze@cistercensi.info

    Regione civile Toscana, diocesi Firenze

    Tipologia: arte

    Proprietà: Stato

    Condizioni di fruibilità: aperto. Ingresso a offerta libera. Orario: inverno 9,00 - 11,30 e 15,00 - 16,30; estate 9,00 – 11,30 e 15,00 – 17,00; chiuso lunedì non festivo

    Servizi per il visitatore e strutture annesse: visite guidate, bookshop

    Contenuto: dipinti dal XIV al XVII sec

     

    Da segnalare: ciclo di affreschi “La Passione di Cristo”del Pontormo (1523 - 1525)

     

    Descrizione

    La Certosa di Galluzzo, costruita tra il 1341 e 1385 per volere di Niccolò Acciaioli che poi la donò all’ordine certosino, è un complesso monumentale di straordinaria importanza composto da vari edifici: la chiesa, di struttura trecentesca, la cui facciata e il coro, in noce intarsiato e intagliato, risalgono al sec. XVI, i locali adiacenti (“Sala del Colloquio”, “Chiostrino del Colloquio”, “Sala del Capitolo” ove è situato il monumento funebre di don Leonardo Buonafè di Francesco di Giuliano da Sangallo del 1550), il vastissimo chiostro, edificato tra il 1491 e il 1520, ove si aprono le celle dei monaci, adorno di 66 busti in terracotta di Giovanni della Robbia; e il Palazzo Acciaioli ove, al primo piano, è collocata la Pinacoteca. Questa conserva un crocefisso ligneo d’arte toscana del XIV sec e importanti dipinti dal XIV al XVII secolo, provenienti dalla Certosa, tra cui sono da segnalare i cinque affreschi con il Ciclo della Passione di Jacopo Carucci detto il Pontormo, dipinti nel 1523 - 1525.

     

     

    Firenze (FI)

    MUSEO di S. MARCO

    Piazza S. Marco, 3 - 50121 Firenze (FI)

    Tel 055 – 2388608

    museosanmarco@polomuseale.firenze.it

    Regione civile Toscana, diocesi Firenze

    Tipologia: arte

    Proprietà: Stato

    Condizioni di fruibilità: aperto. Ingresso a pagamento. Orario: da lunedì a venerdì 8,15 - 13,50; sabato, domenica e festivi 8,15 – 16,50; chiuso 1°, 3°, 5° domenica; 2° e 4° lunedì del mese; 1 gennaio, 1 maggio, 25 dicembre

    Servizi per il visitatore e strutture annesse: accesso ai disabili, bookshop, guida, visite guidate

    Contenuto: dipinti del XV sec., codici miniati (sec. XV - XVI)

     

    Da segnalare: dipinti del Beato Angelico; Domenico Ghirlandaio, “Ultima Cena”

     

    Descrizione

    Il museo custodisce numerose opere del Beato Angelico, Fra Bartolomeo e dei suoi seguaci. Al piano terra è allestita un’esposizione di elementi lapidei e architettonici medievali provenienti dal centro della città. Nel refettorio vi è il grande affresco del Ghirlandaio rappresentante l’”Ultima Cena”, nella sala capitolare la “Crocefissione” del Beato Angelico. Affreschi dell’Angelico sono visibili anche nelle singole celle che si aprono nei corridoi del vasto dormitorio. La biblioteca, realizzata al primo piano da Michelozzo nel 1444, conserva 150 volumi miniati del ‘400 e del ‘500, che vengono esposti a rotazione. Nel quartiere del priore è allestita una raccolta di oggetti e libri appartenuti al Savonarola, di cui è esposto un ritratto eseguito da Fra Bartolomeo.

     

     

    Firenze (FI)

    SALA CAPITOLARE CHIESA S. MARIA MADDALENA DE’ PAZZI SALA del PERUGINO

    Via della Colonna, 9 - 50122 Firenze (FI)

    Tel 055 – 288803

    Regione civile Toscana, diocesi Firenze

    Tipologia: arte

    Proprietà: Stato

    Condizioni di fruibilità: aperto. Ingresso gratuito. Orario: martedì e giovedì 14,30 – 17,30

    Servizi per il visitatore e strutture annesse: guida, bookshop, visite guidate

    Contenuto: affreschi del Perugino (1493 - 96)

     

    Da segnalare: affreschi del Perugino (1493 - 96)

     

    Descrizione

    La chiesa e l’annesso monastero benedettino furono fondati nel XIII secolo. La chiesa venne rimaneggiata prima nel Cinquecento da Giuliano da Sangallo e poi nel Seicento dopo la canonizzazione della santa. Nella sala capitolare, a cui si accede dal fondo della navata destra, è visibile il celebre affresco dipinto dal Perugino raffigurante la “Crocefissione”, databile tra il 1493 e il 1496. Nello stesso ambiente vi è l’affresco di scuola del Perugino “Cristo che dalla croce soccorre S. Bernardo” con relativa sinopia.

     

     

    Firenze (FI)

    MUSEO PARROCCHIALE di ARTE SACRA “ORATORIO di SAN SEBASTIANO de’ BINI”

    Via Romana, 10 – Firenze

    Tel 055 – 221706

    Regione civile Toscana, diocesi Firenze

    Tipologia: arte sacra

    Proprietà: parrocchia

    Condizioni di fruibilità: aperto. Ingresso gratuito. Orario: da settembre a maggio, venerdì, sabato e domenica 15,00 – 18,00; da giugno ad agosto, venerdì, sabato e domenica 16,00 – 19,00

     

    Descrizione

    Aperto nel 2002, il museo ha sede l’oratorio di San Sebastiano ed espone opere di carattere liturgico già presenti nell’Oratorio e nelle vicine chiese di San Felice in Piazza e di San Pietro Gattolini.

     

     

    Firenze (FI)

    MOSTRA PERMANENTE della COMUNITA’ EBRAICA

    Via L.C. Farini, 4 - 501221Firenze (FI)

    Tel 055 – 2346654

    www.firenzebraica.net

    cscsigma@tin.it

    Regione civile Toscana, diocesi Firenze

    Tipologia: arte sacra, storico

    Proprietà: comunita’ ebraica

    Condizioni di fruibilità: aperto. Ingresso a pagamento. Orario: inverno 10,00 – 15,00, venerdì 10,00 – 14,00; estate 10,00 – 18,00, venerdì 10,00 – 14,00, chiuso sabato e festività ebraiche

    Servizi per il visitatore e strutture annesse: guida, bookshop, visite guidate, accesso ai disabili, biblioteca, archivio

    Attività culturali: si organizzano incontri con i membri della comunità

    Contenuto: arredi e oggetti sacri, documentazione fotografica

     

    Descrizione

    Allestito nel Tempio israelitico, costruito in stile eclettico alla fine dell’800, il museo espone arredi, tessuti, oreficerie sacre, oggetti liturgici e antichi codici.

    Una ricca documentazione storica e una ricostruzione lignea del ghetto demolito a fine ‘800 raccontano inoltre la storia della comunità e i suoi rapporti con la città.

     

     

    Impruneta (FI)

    MUSEO d’ARTE SACRA di IMPRUNETA

    Piazza Buondelmonti, 28 - 50023 Impruneta (FI)

    Tel 055 - 2036408 (comune)

    w.morandi@comune.impruneta.fi.it

    cultura@comune.impruneta.fi.it

    Regione civile Toscana, diocesi Firenze

    Tipologia: arte sacra

    Proprietà: Comune, parrocchia

    Condizioni di fruibilità: aperto. Ingresso a pagamento. Orario: sabato 9,30 – 12,30 e 14,30 – 18,30, domenica 9,30 – 13,00 e 14,30 - 19,00

    Servizi e sussidi per il visitatore: no accesso disabili, visite guidate

    Contenuto: collezione di codici miniati ((XIV - XVI sec.), argenterie ((XIV - XIX sec.) e paramenti sacri (XVI - XVIII sec.)

     

    Da segnalare: Lorenzo Ghiberti (attr.), croce astile, (1425 ca.)

     

    Descrizione

    Il museo, inaugurato nel 1987, conserva il tesoro della basilica, in gran parte frutto di donazioni per devozione verso l’immagine sacra della Madonna. La splendida collezione comprende codici miniati, argenterie, preziosi paramenti, terrecotte e il bassorilievo “Il ritrovamento dell’immagine della Madonna” del XV sec.. I codici miniati, esposti in una grande sala con soffitto voltato, risalgono al XIV - XVI secolo: tra i più antichi il graduale I, attribuito a Lippo di Benivieni e il codice II o dei vespri e mattutini di ignoto miniatore bolognese. Le argenterie, raccolte nella sala Silvani, presentano pezzi di straordinaria bellezza come i quattro candelieri e croce in cristallo di rocca e argento (XVII sec.) il reliquiario della Santa Croce attribuito a Cosimo Merlini (1620), il reliquiario di S. Sisto di Simone Pignoni (1614), che riproduce il sarcofago del Verrocchio della Sacrestia di S. Lorenzo, la croce astile in rame dorato inciso e cesellato del XIII - XIV sec., il pezzo più antico della collezione, e infine la bella croce astile in lamina d’argento e dorature attribuita al Ghiberti (1425 ca.). Tra i paramenti splendida è la serie di sei mantelline del XVI - XVII secolo, che ricoprivano l’immagine della Madonna durante le traslazioni; sono inoltre esposte pianete del XVI - XVIII sec., una tovaglia d’altare del XVI sec. e l’apparato sepolcrale di Antonio degli Agli, pievano dell’Impruneta dal 1439 al 1477.

     

     

    Lastra a Signa (FI)

    MUSEO VICARIALE di S. MARTINO A GANGALANDI

    Via Leon Battista Alberti, 37 - 50055 Lastra a Signa (FI)

    Tel 055 - 8720008 (parroco)

    s.martino-gangalandi@libero.it

    Regione civile Toscana, diocesi Firenze

    Tipologia: arte, arte sacra

    Proprietà: parrocchia

    Condizioni di fruibilità: aperto a richiesta. Ingresso gratuito

    Servizi e sussidi per il visitatore: visite guidate

    Contenuto: dipinti (XV - XVI sec.), oreficerie (XIV - XIX sec.) paramenti sacri (XVIII sec.)

     

    Da segnalare: Lorenzo Monaco, “Madonna dell’Umiltà”; Jacopo del Sellaio attr.,”Madonna col Bambino”, (1470 - 80)

     

    Descrizione

    Il piccolo museo, inaugurato nel 1986, è composto da due sale attigue alla prepositura di S. Martino a Gangalandi e conserva dipinti e suppellettili pertinenti in gran parte alla chiesa stessa, la cui abside fu progettata dall’Alberti e che conserva al suo interno opere di Bicci di Lorenzo, Bernardo Daddi e Matteo Rosselli. Al piano terreno sono esposti dipinti dal XV al XVI secolo, tra cui un Trittico di Bicci di Lorenzo (primi XV sec.), la “Madonna dell’Umiltà” di Lorenzo Monaco (1405 - 10) e una “Madonna col Bambino” attribuita a Jacopo del Sellajo (1470 - 80). In otto vetrine al piano superiore sono conservate le oreficerie: una bella raccolta di calici dal XVII al XIX secolo, due belle croci astili di manifattura toscana del XIV - XV sec., una serie di reliquiari in argento (reliquiario della Madonna del latte, 1743) e in legno intagliato e dorato del XVII e XIX secolo ed infine due pianete del XVIII secolo.

     

     

    Montespertoli (FI)

    MUSEO d’ARTE SACRA

    Via di S. Pietro in Mercato, 233 - 50025 Montesperoli (FI)

    Tel 0571 - 609500

    www.firenzeturismo.it

    cultura@comune.montespertoli.fi.it

    Regione civile Toscana, diocesi Firenze

    Tipologia: arte, arte sacra

    Proprietà: parrocchia

    Condizioni di fruibilità: aperto. Ingresso a pagamento. Orario: da aprile a settembre sabato, domenica e festivi 10,00 - 12,00 e 15,00 - 18,00; da ottobre a marzo, sabato 15,00 - 18,00, domenica e festivi 10,00 - 12,00 e 15,00 - 18,00

    Servizi per il visitatore e strutture annesse: visite guidate, archivio storico, bookshop, accesso ai disabili

    Contenuto: dipinti dal XIV al XVIII sec., argenterie, arredi sacri, paramenti, materiale cartaceo.

     

    Da segnalare: Filippo Lippi, “Madonna col Bambino”, (1445 - 1450); Neri di Bicci, “Madonna col Bambino in trono e i Santi Antonio Abate e Giuliano”, (fine XV sec)

     

    Descrizione

    Il museo ha sede in quattro sale presso la pieve di S. Pietro al Mercato e raccoglie preziosi dipinti, argenterie, paramenti sacri, provenienti anche da alcune delle sue 26 chiese suffraganee. L’esposizione, ordinata in base alla chiesa di provenienza, presenta dipinti dal XIV al XVIII secolo tra cui una “Madonna col Bambino “ di Filippo Lippi (1445 - 50 ca.), una “Madonna col Bambino in trono e i Santi Antonio Abate e Giuliano”di Neri di Bicci (fine XV sec.), una piccola “Madonna col Bambino” di Andrea del Giusto (sec. XV), una tavola cuspidata con “S. Lorenzo” del secolo XIV, un trittico datato 1400 di Cenni di Francesco, e l’”Adorazione dei Magi “ di Niccolò Bambini (sec. XVIII). Sono inoltre esposte preziose argenterie e arredi sacri: calici quattrocenteschi, un bacile in rame smaltato del tipo detto Gemellion (Limoges, sec.XIII), una bella croce astile in rame argentato del XV sec., cartaglorie, pissidi, ostensori e numerosi reliquiari dal XVII al XIX sec. L’ultima sala è dedicata ai paramenti (pianete dal XVI al XVIII sec) e al materiale cartaceo tra cui un messale e un antifonario del XV sec.

     

     

    San Casciano in Val di Pesa (FI)

    MUSEO di SAN CASCIANO in VAL di PESA

    Via Lucardesi, 6 - 50026 San Casciano in Val di Pesa (FI)

    Tel 055 - 8256385

    museo@comune.san-casciano-val-di-pesa.fi.it

    Regione civile Toscana, diocesi Firenze

    Tipologia: arte, arte sacra

    Proprietà: confraternita

    Condizioni di fruibilità: aperto. Ingresso a offerta libera. Orario: dal 1 aprile al 31 ottobre, lunedì, martedì e giovedì 10,00 – 13,00; venerdì, sabato e domenica 10,00 – 13,00 e 16,00 – 19,00; dal 1 novembre al 31 marzo, lunedì e giovedì 10.00 – 13,00, sabato e domenica 10,00 – 13,00 e 15,00 – 19,00

    Servizi per il visitatore e strutture annesse: visite guidate, biblioteca, book shop

    Contenuto: dipinti dal XIII al XIX sec.; sculture (XII - XVI sec.); arredi sacri (sec. XIV - XIX)

     

    Da segnalare: Ambrogio Lorenzetti, “Madonna col Bambino”, (1319); Coppo di Marcovaldo:”S. Michele Arcangelo e la sua leggenda” (1250 - 60 ca.); Maestro di Cabestany, fusto scolpito con scene della Natività, (sec. XII)

     

    Descrizione

    Il museo, inaugurato nel 1989, è ospitato nella trecentesca chiesa di S. Maria del Gesù detta anche del Suffragio, perché in essa si riuniva la Compagnia del Suffragio. Nell’unica monumentale navata sono conservati dipinti tra cui l’interessante tempera su tavola del Maestro di Tavernelle con “S. Antonio Abate, S. Sebastiano e S. Rocco” (1510 - 15 ca.), “L’Incoronazione della Vergine“ di Neri di Bicci, (1476 - 81), una “Madonna col Bambino” di Lippo di Benivieni (1320 ca.) e un bel crocefisso ligneo di scuola senese del trecento. Nel piccolo oratorio sono esposte le opere più preziose: il dossale con le “Storie di San Michele Arcangelo” realizzato da Coppo di Marcovaldo prima del 1260, una scultura policroma in marmo (1341) di Gino Micheli raffigurante la “Madonna col Bambino”, il bellissimo fusto in alabastro calcareo scolpito dal Maestro di Cabestany nel sec. XII, tre tavole rappresentanti la “Madonna col Bambino” del Maestro del Trittico di Horne (sec. XIV), di Jacopo del Casentino (XIV sec) ed una di Ambrogio Lorenzetti datata 1319. Al piano superiore sono conservate le oreficerie (croci astili del XIV - XV sec., calice e turibolo del XV sec.) e i paramenti sacri (pianete, tonacelle e piviali) del XVI - XVIII secolo.

     

     

    San Casciano in Val di Pesa (FI)

    MUSEO della MISERICORDIA

    Via Morrocchesi, 72 - 50026 San Casciano in Val di Pesa (FI)

    Tel 055 - 820023

    sede@misericordiasancasciano.it

    Regione civile Toscana, diocesi Firenze

    Tipologia: arte, arte sacra

    Proprietà: confraternita (Compagnia della Misericordia)

    Condizioni di fruibilità: aperto a richiesta. Ingresso a offerta libera. Orario: tutti i giorni 9,00 – 12,30 e 15,00 – 19,00

    Servizi per il visitatore e strutture annesse: accesso ai disabili

    Contenuto: opere raccolte nel corso dei secoli dalla compagnia

     

    Da segnalare: Simone Martini (1280-1344 ca), “Crocefisso” su tavola; Giovanni di Balduccio, pergamo in marmo bianco e verde e pietra serena, (sec. XIV)

     

    Descrizione

    Nell’aula ecclesiale della chiesa di S. Maria sul Prato, costruita dai Domenicani nel 1355, sono raccolte le opere che la compagnia ha raccolto nel corso dei secoli dall’anno della sua fondazione avvenuta intorno al 1240. Di particolare rilievo un crocefisso su tavola di Simone Martini, un pergamo in marmo bianco e verde e pietra serena di Giovanni di Balduccio e una “Madonna col Bambino” e due tavole fondo oro di Ugolino di Nerio.

     

     

    San Donnino (FI)

    CENTRO ARTE e CULTURA

    Piazza Costituzione, 1 - San Donnino - 50013 S. Donnino Campi Bisenzio ( FI)

    Tel 055 - 8998943

    info@ centroartecultura.it

    Regione civile Toscana, diocesi Firenze

    Tipologia: arte, arte sacra

    Proprietà: parrocchia

    Condizioni di fruibilità: aperto. Ingresso gratuito. Orario: martedì 9,00 – 12,00, giovedì 15,30 – 19,30, venerdì 9,00 – 12,00, sabato 17,00 – 19,00, domenica 9,30 – 12,00

    Servizi per il visitatore e strutture annesse: ingresso ai disabili, laboratorio multimediale, archivio,attività didattiche

    Contenuto: dipinti (sec. XV - XVII), oreficeria sacra (XVII - XIX sec.), materiale cartaceo e paramenti sacri (XVII - XVIII sec.)

     

    Da segnalare: Giovanni del Biondo, predella con “Storie di S.Donnino”, (XIV sec.); Matteo Rosselli, “Madonna del Rosario”, sec. XVII sec.)

     

    Descrizione

    Il museo, inaugurato nell’aprile del 2000, è ospitato in locali attigui alla chiesa di S. Andrea, che conserva al suo interno l’affresco del Ghirlandaio col “Battesimo di Cristo”, la “Madonna in trono” (XV sec.), e il grande crocefisso quattrocentesco di Giovanni di Francesco. Espone opere pittoriche di straordinario interesse come i sei affreschi con le “Storie di S. Andrea” di ignoto pittore toscano del XVII sec., un trittico tardo gotico con l’”Annunciazione” (sec. XV), il trittico del XIV secolo attribuito a Giovanni del Biondo e del Maestro di Barberino, che presenta nella predella le “Storie di S. Donnino”, due pregevoli tavole con “S. Giuliano e S. Rocco” (sec. XV) di un seguace del Ghirlandaio e la grande tavola di Matteo Rosselli (1578 - 1650) della “Madonna del Rosario”. Sono inoltre esposti paramenti sacri (XVII - XVIII sec.), materiale cartaceo, oggetti di oreficeria come calici di manifattura toscana del XVII - XVIII sec. e alcuni reliquiari del XVII - XIX sec.

     

     

    San Pancrazio Val di Pesa (FI)

    QUADRERIA e STUDIOLO della PIEVE di SAN PANCRAZIO

    Via San Pancrazio - 50020 San Pancrazio Val di Pesa (FI)

    Tel 055 - 8248119 (parroco)

    Regione civile Toscana, diocesi Firenze

    Tipologia: arte

    Proprietà: parrocchia

    Condizioni di fruibilità: aperto a richiesta. Ingresso gratuito

    Contenuto: affreschi e dipinti del XVI - XVII sec.

     

    Da segnalare: Cosimo Gheri, affreschi dello Studiolo di Niccolò Cavalcanti, (1590 ca.)

     

    Descrizione

    Niccolò Cavalcanti, pievano di S. Pancrazio, chiamò presso la pieve dal 1561 al 1603 artisti fiorentini che l’arricchirono di opera d’arte. Tra questi Cosimo Gheri che affrescò il suo studiolo, seguendo lo schema tipico rinascimentale, con la rappresentazione nella parte inferiore delle arti liberali e in quella superiore di poeti e scienziati sia dell’età classica che suoi contemporanei.

    In sale attigue è allestita un’esposizione di opere su tavola cinquecentesche, trasferite dalla chiesa ai primi del ‘900, di dipinti del XVII sec e di alcuni arredi della pieve tra cui degli stendardi processionali in tela dipinta del XIX - XX sec.

     

     

    San Pietro a Sieve (FI)

    RACCOLTA di ARTE SACRA di BOSCO ai FRATI

    Via di Lucignano, 1 - 50037 San Pietro a Sieve (FI)

    Tel 055 - 848111

    Regione civile Toscana, diocesi Firenze

    Tipologia: arte, arte sacra

    Proprietà: ordine religioso (frati minori francescani)

    Condizioni di fruibilità: aperto. Ingresso: offerta libera. Orario: da lunedì a sabato 10,00 – 12,00 e 18,00 – 19,00; domenica 9,00 – 10,00, 11,45 – 12,00 e 18,00 – 19,00

    Servizi per il visitatore e strutture annesse: accesso ai disabili, visite guidate

    Contenuto: paramenti sacri, oreficerie, dipinti su tavola dal XVI - XVIII sec., sculture (XV - XVI sec.).

     

    Da segnalare: Donatello (attr.), crocefisso ligneo, (1470 ca.)

     

    Descrizione

    Presso il quattrocentesco convento francescano, ristrutturato da Michelozzo, dal 1971 è aperta una raccolta d’opere d’arte provenienti dalla chiesa e dal convento. Sono esposti paramenti sacri, oreficerie, dipinti su tavola dal XVI - XVIII sec. e sculture (XV - XVI sec.). Il pezzo più prezioso , custodito nella “Stanza di Medici” è il crocefisso ligneo scolpito da Donatello nel 1470 ca.

     

     

    Scandicci (FI)

    MUSEO dell’ABBAZIA di SAN SALVATORE a SETTIMO

    Via San Lorenzo, 15 – Badia a Settimo Scandicci (FI)

    Tel 055 – 7310537

    info@badiadisettimo.it

    Regione civile Toscana, diocesi Firenze

    Tipologia: arte sacra

    Proprietà: ecclesiastica e privata

    Condizioni di fruibilità: in corso di progettazione. La badia è visitabile a richiesta. Ingresso gratuito Orario: domenica 16,00 – 19,00

     

     

    Scarperia (FI)

    MUSEI di S. AGATA: ARTE SACRA e ARCHEOLOGIA

    Via della Pieve, 3 - loc. Sant’Agata - 50038 Scarperia (FI)

    Tel 055 - 84606853

    filipppobellandi@tiscali.it

    Regione civile Toscana, diocesi Firenze

    Tipologia: arte, arte sacra

    Proprietà: parrocchia

    Condizioni di fruibilità: aperto. Ingresso a pagamento. Orario: estate, domenica e festivi 16,00 - 19,00; inverno, domenica e festivi 15,00 – 18,00 e a richiesta

    Servizi per il visitatore e strutture annesse: visite guidate, bookshop, biblioteca, accesso ai disabili

    Contenuto: dipinti (XIV - XVII sec.), sculture (XII - XVI sec.), arredi liturgici, ex - voto

     

    Da segnalare: Bicci di Lorenzo, (1430 ca.), “Matrimonio mistico di S. Caterina “; Giovanni della Robbia, “Madonna col Bambino e S. Giovannino”, (1528 ca.)

     

    Descrizione

    Il piccolo museo, che fa parte del sistema museale territoriale del Mugello e Val di Sieve, è ospitato nel cinquecentesco oratorio della Compagnia di S. Jacopo e conserva opere provenienti da tabernacoli e chiese non più officiate del territorio di S. Agata del Mugello. Sono esposte pitture e sculture di tipologia ed epoche diverse: pale d’altare di scuola fiorentina databili dal XVI al XVII sec., il “Matrimonio mistico di S. Caterina “di Bicci di Lorenzo (1430 ca.), una “Madonna col Bambino, S. Gavino e S. Miniato” firmata Nicholaus e datata 1345, tarsie marmoree del XII sec. e la bella terracotta policroma di Giovanni della Robbia “Madonna col Bambino e S. Giovannino” (1528 ca.). Nella sacrestia sono esposti arredi liturgici, tra cui un’antica croce astile del 1378, calici del XVII - XVIII sec., due ostensori del XVIII sec. e un’interessante raccolta di ex - voto.

    Dello stesso complesso museale fanno parte anche il Centro di Documentazione Archeologia di S. Agata e la” Mostra di Vita Artigiana e Contadina” con personaggi in movimento”.

     

     

    Tavarnelle Val di Pesa (FI)

    MUSEO di ARTE SACRA

    Via della Pieve, 19 - 50028 Tavarnelle Val di Pesa (FI)

    Tel 055 - 8050837

    cultura@comune.tavernelle-val-di-pesa.fi.it

    Regione civile Toscana, diocesi Firenze

    Tipologia: arte, arte sacra

    Proprietà: Comune, parrocchia

    Condizioni di fruibilità: aperto. Ingresso: offerta libera. Orario: inverno, sabato e domenica 15,00 – 18,00; estate, sabato e domenica 16,00 – 19,00

    Servizi per il visitatore e strutture annesse: visite guidate, bookshop

    Contenuto: dipinti dal XIII al XVII sec., paramenti e suppellettile sacra (XIII - XIX sec.)

     

    Da segnalare: Meliore, (sec. XIII), “Madonna col Bambino”; Neri di Bicci, “Lamentazione coi santi Luca, Margherita, Maria Maddalena, Giovanni, Caterina e Lucia “, (1473)

     

    Descrizione

    Il museo ha sede nell’ex canonica, ristrutturata nel 1508 da Andrea Buondelmonti, della pieve di S. Pietro in Bossolo e conserva opere delle chiese, spesso non più adibite al culto, delle pievi di S. Pietro in Bossolo e di S. Donato in Poggio. Dal piviere di S. Pietro provengono i dipinti di Neri di Bicci “Lamentazione coi santi Luca, Margherita, Maria Maddalena, Giovanni, Caterina e Lucia“ (1473), “Madonna e S. Sebastiano”, “S. Giovanni e S.Rocco”, la grande tavola”Madonna col Bambino e i santi Nicola, Arcangelo Gabriele e Tobia, Donnino e Giuliano” ed inoltre una “Madonna col Bambino” attribuita a Meliore (sec. XIII) e altri due dipinti con lo stesso soggetto dell’Empoli (1580 ca.) e di Lorenzo di Bicci (fine XIV sec.). Dal piviere di S. Donato provengono invece la bella tavola del Maestro di Marrani “Madonna col Bambino e gli angeli Raffaele e Gabriele” (1470 - 1480 ca.) e un trittico attribuito a Ugolino di Nerio (sec. XIV).

    Sono inoltre esposte oreficerie sacre tra cui una croce astile del XIII sec., calici (XIII - XIX sec.), reliquiari ed ostensori (XVIII - XIX sec.), paramenti liturgici e documenti figurativi di religiosità popolare.

     

     

    Vicchio di Mugello (FI)

    MUSEO di ARTE SACRA e RELIGIOSITA’ POPOLARE “BEATO ANGELICO”

     

    Piazzetta Don Milani - 50039 Vicchio (FI)

    Tel 055 - 8497082

    cultura@comune.vicchio.fi.it

    Regione civile Toscana, diocesi Firenze

    Tipologia: arte, arte sacra

    Proprietà: Comune

    Condizioni di fruibilità: aperto. Ingresso a pagamento. Orario: estate, giovedì 10,00 – 13,00, sabato e domenica 10,00 – 13,00 e 15,00 – 19,00; inverno, sabato e domenica 10,00 – 13,00 e 15,00 – 19,00

    Servizi per il visitatore e strutture annesse: accesso ai disabili

    Contenuto: dipinti (XIV - XVII sec.), sculture (XIII - XVII sec.), arredi e oreficeria sacra

     

    Da segnalare: Maestro della Madonna Straus, “Madonna col Bambino e angeli reggicortina”, (fine sec. XIV); Neri di Bicci, “Vergine in trono col Bambino e santi”, (1475 - 90); Benedetto Buglioli, Fonte Battesimale in terracotta invetriata (1505 ca.); Andrea della Robbia, ” S. Giovanni Battista”.

     

    Descrizione

    Il museo di Vicchio, intitolato al Beato Angelico, nato in questi luoghi, raccoglie opere d’arte e oggetti liturgici che espone in sette sale secondo un ordine topografico per ricostruire il contesto storico, culturale e religioso della zona. Sono esposti dipinti dal XIV al XVII sec. tra cui del Maestro della Madonna Straus “Madonna col Bambino e angeli reggicortina” (fine sec. XIV), Neri di Bicci “Vergine in trono col Bambino e santi” (1475 - 90), Maestro di Montefloscoli “Madonna che dà la cintola a S. Tommaso e santi “(primi sec. XV) e di Cosimo Rosselli “Madonna Assunta , S. Benedetto, S. Giovanni Gualberto e committente” (sec. XV). Sono inoltre esposti suppellettile sacra, oreficerie (Massimiliano Soldani Benzi, ostensorio, 1700), due antifonari del XIII - XIV sec., stendardi processionale, un fonte battesimale in terracotta invetriata attribuito a Benedetto Buglioli (1505 ca.) e un’intensa scultura di Andrea della Robbia raffigurante “S. Giovanni Battista”. D’effetto la ricostruzione dello studiolo del parroco e della sacrestia.

     

     

    Vicchio (FI)

    ORATORIO di SAN FILIPPO NERI CAPPELLA della MISERICORDIA di VICCHIO

    Corso del popolo, 29 – Vicchio (FI)

    Tel 055 – 8449980

    misericordia@invicchio.it

    Regione civile Toscana, diocesi Firenze

    Tipologia: arte sacra

    Proprietà: confraternita della Misericordia

    Condizioni di fruibilità: aperto a richiesta

    Contenuto: arredi sacri e liturgici

     

     

    Diocesi GROSSETO

    Grosseto (GR)

    MUSEO DIOCESANO di ARTE SACRA

    Piazza Innocenzo II, 3 - 58100 Grosseto (GR)

    Tel 0564 - 29044

    economo@grosseto.chiesacattolica.it

    Regione civile Toscana, diocesi Grosseto

    Tipologia: arte, arte sacra

    Proprietà: diocesi

    Condizioni di fruibilità: aperto su appuntamento

    Servizi per il visitatore e strutture annesse: accesso ai disabili

    Contenuto: dipinti e sculture (XIII - XVIII sec.), oreficeria, paramenti sacri e corali miniati

     

    Da segnalare: Sassetta, “Madonna delle ciliege”, (1430 - 1440)

     

    Descrizione

    Le collezioni diocesane occupano un’intera sezione del Museo Archeologico e d’Arte della Maremma, di proprietà comunale, riaperto nel 1999 dopo un accurato restauro e sono in attesa di una sede propria.

    Le collezioni comprendono un centinaio di dipinti e sculture soprattutto di scuola senese dal XIII al XVIII sec., oggetti di oreficeria, corali miniati e paramenti sacri provenienti dalla cattedrale di S. Lorenzo e da altre chiese della Maremma. Nelle prime sale è esposta la collezione del canonico Antonio Cappelli, fondatore del museo, tra le cui opere si ricordano due fondi oro del XV sec.“S. Antonio Abate” di Sano di Pietro e “S. Girolamo” del Maestro dell’Osservanza, una “Santa Cecilia” di Bernardino Mei (1650 - 1660)e la “Crocefissione” di Alessandro Casolari (1583). Tra gli altri dipinti interessante è la tavola ducentesca di Guido da Siena con il “Giudizio Universale”, la famosa “Madonna delle ciliege” del Sassetta (1430 - 1440), “Cristo in pietà “ di Pietro di Domenico (1490 ca.), una “Madonna col Bambino” di Sano di Pietro , ed un dipinto con lo stesso soggetto di Girolamo di Benvenuto (inizi XVI sec.). Tra le sculture notevoli le opere di Giovanni Antonio Mazzuoli e figlio (XVII sec.), di Tommaso Redi (“Dio Benedicente”, 1648 - 1649) provenienti dalla cattedrale e un suggestivo crocefisso in noce intagliato di ignoto scultore senese del ‘400. E’ inoltre esposta una raccolta di oreficeria e paramenti sacri, dal XIV al XIX sec. in maggior parte facenti parte del tesoro della cattedrale. Da S. Lorenzo provengono anche nove corali miniati, antifonari e graduali, del 1285 - 1290.

     

     

    Diocesi LIVORNO

    Livorno (LI)

    MUSEO EBRAICO

    Via Micali, 21 - 57125 Livorno (LI)

    Tel 0586 - 896290 (com. ebraica);349 - 2564537(coop. Amaranta) www.comune.livorno.it/txt/marini.html

    amarantaservice@virgilio.it

    Regione civile Toscana, diocesi Livorno

    Tipologia: arte, arte sacra

    Proprietà: comunità ebraica

    Condizioni di fruibilità: Aperto a richiesta. Ingresso a pagamento

    Servizi per il visitatore e strutture annesse: visite guidate, mostra permanente “Scuola ebraica di Livorno”.

    Contenuto: dipinti, arredi, oreficerie e paramenti.

     

    Da segnalare: arca lignea ricoperta d’oro (XVI sec.)

     

    Descrizione

    Il museo, allestito nell’oratorio ebraico Marini, conserva testimonianze della storia della comunità ebraica di Livorno, una delle più importanti d’Italia. Presenta oggetti di culto sinagogale, patrimonio della comunità: paramenti sacri (XVII - XIX sec.), argenti liturgici, bellissimi tessuti , pergamene e libri.

    Molto interessante la grande arca lignea coperta d’oro proveniente dalla prima sinagoga della città , situata in via Ferdinanda (sec XVI).

    Nei locali attigui al museo sono esposti i pnnelli di una mostra permanente dedicata alla scuola ebraica che, ospitata in questo edificio, durante il periodo delle leggi razziali accolse i ragazzi di religione ebraica, cacciati dalle scuole del Regno d’Italia.

     

     

    Livorno (LI)

    MUSEO di ARTE SACRA di SANTA GIULIA “FRANCESCO TERRENI”

    Largo Duomo, 1 - 57123 Livorno (LI)

    Tel 0586 – 883598

    www.santagiulia.org

    confraternita@santagiulia.org

    Regione civile Toscana, diocesi Livorno

    Tipologia: arte, arte sacra

    Proprietà: confraternita del SS Sacramento e di Santa Giulia

    Condizioni di fruibilità: aperto a richiesta. Ingresso gratuito. Orario: da lunedì a venerdì 10,00 – 13,00

    Contenuto: dipinti (XIV sec.), arredi e paramenti liturgici dal XVII al XIX sec.

     

    Da segnalare: ignoto pittore di ambito fiorentino, “Santa Giulia e storie della sua vita“, (XIV secolo)

     

    Descrizione

    In ambienti attigui al seicentesco oratorio di S. Ranieri che sorge presso la chiesa di Santa Giulia, è aperto dal 2000 un piccolo museo d’arte sacra. Sono esposti paramenti liturgici, ostensori, palmatorie, pissidi, carteglorie, vassoi e altra suppellettile sacra databile dal XVII al XIX sec. Sono inoltre conservati ex - voto e reliquiari in legno e in argento, tra cui quello monumentale della Santa Patrona realizzato da Leopardi e Pieralli nel 1694. L’opera più significativa è la tavola di “Santa Giulia e storie della sua vita” eseguita nel XIV secolo da ignoto pittore fiorentino. Nella sala magistrale è inoltre allestita una mostra permanente che in sette pannelli documenta i secolari rapporti intercorsi tra la confraternita e la città di Livorno.

     

     

    Livorno (LI)

    MUSEO EX - VOTO del SANTUARIO di MONTENERO

    Piazza di Montenero, 10 loc. Montenero - 57100 Livorno (LI)

    Tel 0586 - 576089

    www.santuariomontenero.org

    info@ santuariomontenero.org

    Regione civile Toscana, diocesi Livorno

    Tipologia: specializzato (ex – voto)

    Proprietà: ordine religioso

    Condizioni di fruibilità: aperto. Ingresso gratuito. Orario: da lunedì a sabato 7,30 – 12,30 e 14,30 – 18,30

    Servizi per il visitatore e strutture annesse: accesso ai disabili, bookshop

    Contenuto: raccolta di ex - voto e oreficeria sacra

     

    Da segnalare: ex - voto dipinto da Giovanni Fattori, (1850 ca.)

     

    Descrizione

    In ambienti prossimi alla sacrestia del quattrocentesco santuario di Montenero è aperto un piccolo museo che espone più di 700 ex - voto, in prevalenza di soggetto marinaro, del XIX - XX secolo, tra cui quello dipinto intorno al 1850 da Giovanni Fattori raffigurante un incidente e una scena di guerra di Renato Natali (1941 - 1942). A richiesta sono visibili i pezzi più preziosi e una raccolta di oreficeria, dono anche di regnanti.

     

     

    Livorno (LI)

    MUSEO DIOCESANO di LIVORNO

    Via del Seminario, 61 - 57122 Livorno (LI)

    Tel 0586 – 276243

    www.diocesilivorno.it

    museo@livorno.chiesacattolica.it

    Regione civile Toscana, diocesi Livorno

    Tipologia: arte sacra

    Proprietà: diocesi

    Condizioni di fruibilità: aperto. Ingresso gratuito. Orario: da lunedì a venerdì 9,00 – 3,00, sabato 9,00 – 12,00, martedì e giovedì anche 16,30 – 19,00; chiuso agosto

    Servizi al pubblico: sale e laboratori per attività didattiche, studio e ricerca

     

    Descrizione

    Il museo ha come sede il seminario vescovile; il primo lotto è stato inaugurato nel 2008, il secondo nel 2009.

     

     

    Diocesi LUCCA

    Benabbio (LU)

    MUSEO d’ARTE SACRA

    Piazza Corte Cesare Viviani- 55022 Benabbio (LU)

    Tel 0583 - 804015 (parroco)

    Regione civile Toscana, diocesi Lucca

    Tipologia: arte, arte sacra

    Proprietà: parrocchia

    Condizioni di fruibilità: aperto a richiesta. Ingresso gratuito

    Contenuto: argenteria sacra, dipinti

     

    Descrizione

    Nell’ex - oratorio della Compagnia della SS. Trinità sono raccolti oggetti di argenteria sacra, dipinti e statue lignee, tra cui spiccano il tabernacolo di Matteo Curtali e un’”Annunciazione” lignea di Pietro d’Angelo, padre di Jacopo della Quercia.

     

     

    Camaiore (LU)

    MUSEO di ARTE SACRA

    Via IV Novembre, 71-55041 Camaiore (LU)

    Tel 0584 – 984182

    museoartesacra1@virgilio.it

    Regione civile Toscana, diocesi Lucca

    Tipologia: arte, arte sacra

    Proprietà: parrocchia e confraternita del SS. Sacramento

    Condizioni di fruibilità: aperto. Ingresso: offerta libera. Orario: estate, martedì, giovedì e sabato 16,00 - 19,30, domenica 10,00 – 12,00; inverno, martedì, giovedì e sabato 16 - 18,30, domenica 10,00 – 12,00

    Servizi per il visitatore e strutture annesse: visite guidate, accesso ai disabili

    Attività culturali: mostre, convegni, aperture straordinarie

    Contenuto: dipinti, statue lignee, oreficerie, paramenti e arredi sacri

     

    Da segnalare: Peter di Pannemaker, "Ultima Cena", arazzo, 1516; Matteo Civitali, "Vergine

    Annunziata", (1480 - 1485 ca.).

     

    Descrizione

    II museo, istituito nel 1936, ha sede nei locali della confraternita del SS. Sacramento e

    conserva opere d'arte provenienti dalle chiese del territorio. Sono esposti dipinti, tra cui il Polittico

    "Madonna col Bambino e santi" firmato da Francesco d'Andrea Anguilla del XV sec.,

    un'altra tavola con lo stesso soggetto di Vincenzo Frediani (1481 - 1505); sculture lignee come

    la piccola “Madonna col Bambino” di manifattura lucchese del '200 - '300, il "Sant'Antonio Abate" di Francesco di Valdambrino (inizi sec.XV) e la bella "Vergine Annunziata" attribuita a Matteo Civitali (1480 - 85 ca.). Di rilievo il grandioso arazzo fiammingo con la raffigurazione dell'Ultima Cena attribuito a Peter di Pannemaker (1516) e la vasta collezione di argenteria che espone due croci astili del '300 in lamina d'argento e in parte dorate ed inoltre calici, pissidi, turiboli, navicelle, ostensori, reliquiari, vasi per gli oli santi di artisti lucchesi del XVI - XIX sec. Tra i paramenti sacri spicca un parato del XV sec. composto da pianeta, dalmatica, tunicella e piviale e la preziosa mitria abbaziale di manifattura fiorentina del XV sec. ricamata in argento, oro e seta. Inoltre sono custodite statue e bassorilievi in marmo e calcare, pergamene, documenti e libri liturgici dal 1300 al 1700.

     

     

    Lucca (LU)

    BATTISTERO e CHIESA dei SS. GIOVANNI e REPARATA

    Piazza S. Giovanni - 55100 Lucca (LU)

    Tel 0583 – 490530

    info@museocattedralelucca.it

    Regione civile Toscana, diocesi Lucca

    Tipologia: arte, archeologia

    Proprietà: ecclesiastica

    Condizioni di fruibilità: aperto. Ingresso: a pagamento. Orario: inverno: sabato e domenica 10,00 – 17,00 e a richiesta; estate 10,00 – 18,00

    Servizi per il visitatore e strutture annesse: accesso parziale ai disabili, visite guidate, bookshop

    Contenuto: resti di edifici dal I a.C. al XII sec. d.C.

     

    Descrizione

    La chiesa risale al IV sec ma è stata ricostruita in epoca romanica e ha subito profonde modificazioni in età barocca. Dal 1992 è stato istituito un percorso archeologico collegato al museo della cattedrale che prevede la visita delle stratificazioni storiche e ai resti di edifici databili dal I sec. a.C. al XII sec. d.C.

     

     

    Lucca (LU)

    MUSEO della CATTEDRALE

    Piazza Antelminelli, 5 - 55100 Lucca (LU)

    Tel 0583 - 490530

    info@museocattedralelucca.it

    Regione civile Toscana, diocesi Lucca

    Tipologia: arte, arte sacra

    Proprietà: ente chiesa cattedrale

    Condizioni di fruibilità: aperto. Ingresso a pagamento. Orario: tutti i giorni 10,00 – 18,00; da novembre a marzo, feriali 10,00 – 14,00, sabato e domenica 10,00 – 17,00; chiuso a Natale, la mattina del 1 gennaio e di Pasqua

    Servizi per il visitatore e strutture annesse: accesso ai disabili, visite guidate, bookshop, audio guide, sale per attività didattiche

    Attività culturali: il museo organizza mostre nel vicino oratorio e concerti

    Contenuto: statue e reperti lapidei, oreficerie e paramenti sacri, argenteria sacra dal VI al XVIII secolo, dipinti codici e messali.

     

    Da segnalare: “Dittico “ eburneo del console Areobindo, (prima metà del secolo VI); Croce dei Pisani (1411); Jacopo della Quercia, “Apostolo”, (inizio sec. XV); ornamenti del Volto Santo

     

    Descrizione

    Inaugurato nel 1992, il museo occupa otto sale, una casa - torre del ‘200 e un oratorio; conserva opere d’arte , arredi e suppellettili di proprietà della cattedrale databili dal VI al XIX secolo. L’opera più antica è il “Dittico “ eburneo del console Areobindo della prima metà del secolo VI; tra i pezzi più importanti un reliquiario a cofanetto di bottega limosina della metà del XIII secolo, il pastorale detto di S. Martino in argento dorato opera dell’orafo Francesco Marti del sec. XV, la famosa Croce dei Pisani eseguita nel 1411 dall’orafo Vincenzo di Michele da Piacenza e un rarissimo corpus di cinque corali del 300, oltre al vasto campionario di argenteria liturgica riferibile in gran parte a botteghe lucchesi del XVII - XVIII secolo. Due sale sono dedicate alla pittura del rinascimento e manierismo lucchese, mentre tra le sculture spicca un “Apostolo” di Jacopo della Quercia (inizio sec. XV). Interessante anche la sezione delle stoffe della famosa manifattura lucchese attiva per cinque secoli e la sala del tesoro del Volto Santo, che espone gli aurei ornamenti della statua reliquiario conservata in duomo.

    Il museo ha una seconda sede nella sacrestia della cattedrale.

     

     

    Lucca (LU)

    SACRESTIA del DUOMO e MONUMENTO di ILARIA DEL CARRETTO

    Piazza S. Martino, 1 - 55100 Lucca (LU)

    Tel 0583 - 490530

    info@museocattedralelucca.it

    Regione civile Toscana, diocesi Lucca

    Tipologia: arte

    Proprietà: ecclesiastica

    Condizioni di fruibilità: aperto. Ingresso: a pagamento. Orario: estate, feriali 9,30 – 17,45, sabato 9,30 – 18,45; inverno, feriali 9,30 – 16,45, sabato 9,30 – 18,45; chiuso durante le celebrazioni e a Natale, Capodanno e Pasqua

    Servizi per il visitatore e strutture annesse: accesso ai disabili, visite guidate, book shop

    Contenuto: Jacopo della Quercia, monumento sepolcrale di Ilaria del Carretto, (primo decennio XV sec.) e dipinti del XV - XVI sec.

     

    Da segnalare: Jacopo della Quercia, monumento sepolcrale di Ilaria del Carretto (primo decennio XV sec.); Domenico Ghirlandaio, “Madonna col Bambino e i Santi Pietro, Clemente, Sebastiano e Paolo”, (1470 ca.)

     

    Descrizione

    Dal 1995 la sacrestia del duomo ospita il famoso monumento sepolcrale di Ilaria del Carretto, commissionata nel 1405 dal marito Paolo Guinigi, signore della città, a Jacopo della Quercia che eseguì uno dei capolavori assoluti della scultura quattrocentesca italiana. Nello stesso ambiente sono conservati anche alcuni dipinti tra cui una tavola raffigurante “Madonna col Bambino e i Santi Pietro, Clemente, Sebastiano e Paolo”, opera di Domenico Ghirlandaio (1470 ca.).

    La sacrestia è la seconda sede del museo della cattedrale di Lucca.

     

     

    Lucca (LU)

    MUSEO DIOCESANO

    Palazzo Real Collegio - 55100 Lucca (LU)

    Tel 0583 - 43091 (curia)

    Regione civile Toscana, diocesi Lucca

    Tipologia: arte, arte sacra

    Proprietà: diocesi

    Condizioni di fruibilità: in corso di progettazione

     

     

    San Cassiano di Controne (LU)

    COMPLESSO MONUMENTALE della CHIESA di SAN CASSIANO

    Via della Chiesa - 55050 San Cassiano di Controne (LU)

    Tel 0583 - 809275

    Regione civile Toscana, diocesi Lucca

    Tipologia: arte, arte sacra

    Proprietà: parrocchia

    Condizioni di fruibilità: in corso di allestimento

     

    Descrizione

    L’ambiente è stato restaurato ma per ora contiene solo documentazione fotografica di vari oggetti (paramenti, affreschi, dipinti, statue, pergamene) che testimoniano la storia della vita religiosa e dell’arte della zona.

     

     

    Diocesi MASSA CARRARA - PONTREMOLI

    Aulla (MC)

    ABBAZIA di SAN CAPRASIO sito archeologico e sala espositiva

    Piazza Abbazia – Aulla (MC)

    Tel 0187 – 420148

    museo@sancaprasio.it

    Regione civile Toscana, diocesi Massa Carrara

    Tipologia: archeologia

    Proprietà: Comune

    Condizioni di fruibilità:

     

    Descrizione

    Il museo, inaugurato nel 2003 a seguito degli scavi archeologici e dei restauri dell’abbazia fondata nell’anno 884, espone in 5 sale reperti romani e medievali.

     

     

    Fivizzano (MS)

    RACCOLTA d’ARTE SACRA dell’EX - CONVENTO degli AGOSTINIANI

    Via Umberto I , 20 - 54100 Fivizzano (MS)

    Tel 0585 – 948115

    info@comune.fivizzano.ms.it

    Regione civile Toscana, diocesi Massa Carrara - Pontremoli

    Tipologia: arte sacra

    Proprietà: parrocchia

    Condizioni di fruibilità: aperto. Ingresso gratuito. Orario: 9,00 - 12,00 e 15,00 – 18,00, chiuso sabato pomeriggio e domenica

    Contenuto: argenteria e arredi sacri, codici miniati del XIV sec., paramenti sacri

     

    Da segnalare: ostensorio con croce e candelieri in argento del XVIII sec.; coperta di messale argenteo (XIX sec); antifonari miniati (XIV sec).

     

    Descrizione

    Nella vecchia sacrestia dell’ex - convento degli agostiniani è esposta una raccolta d’arte che testimonia la storia religiosa e civica della comunità. La fede e la devozione popolare avevano arricchito la chiesa di un patrimonio artistico molto considerevole, che è stato depauperato nei secoli in seguito a eventi storici e naturali. Quel che rimane è comunque di fattura molto pregevole: arredi e argenteria sacra, con calici d’argento di manifattura toscana, candelieri lignei barocchi, busti lignei di santi d’epoca rinascimentale, antifonari miniati del XIV sec. e pregevoli paramenti sacri (piviali, tonacelle e pianete). Tra le opere più notevoli un ostensorio con croce e candelieri in argento del XVIII sec. e una coperta di messale argenteo del XIX secolo.

     

     

    Massa Carrara (MS)

    MUSEO DIOCESANO di MASSA CARRARA – PONTREMOLI sezione di MASSA

    Via Alberica, 26 - 54100 Massa (MS)

    Tel 0585 – 499241

    bbcc@massacarrara.chiesacattolica.it

    Regione civile Toscana, diocesi Massa Carrara - Pontremoli

    Tipologia:arte sacra

    Proprietà: diocesi

    Condizioni di fruibilità: aperto. Ingresso a pagamento. Orario: inverno, venerdì e sabato 9,30 – 12,30 e 16,00 – 19,30; domenica 16,00 – 19,30; da giugno ad agosto venerdì 18,00 – 23,00, sabato e domenica 21,30 – 23,30

    Servizi per il visitatore e strutture annesse: accesso ai disabili

    Attività culturali: mostre temporanee periodiche

    Contenuto: paramenti e arredi sacri, argenteria, dipinti e sculture

     

    Da segnalare: Bernardino del Castelletto, pala del secolo XV; Ferdinando Tacca, Crocefisso bronzeo, sec. XVII; Giovanni Vambrè, reliquiario; “Madonna col Bambino”, (1685)

     

    Descrizione

    Il museo, inaugurato nel 2006, occupa il piano nobile del palazzo, dell’ultimo quarto del XVI secolo, che fino al 1970 era stato residenza vescovile.

    Espone il ricco patrimonio della cattedrale e altre opere provenienti da altre chiese della diocesi. Nucleo fondamentale è costituito dal tesoro della cattedrale: preziosi parati e raffinate argenterie, insegne episcopali e corredi legati ai singoli vescovi, tra cui spiccano per la ricercatezza della fattura i pezzi legati alla committenza della nobile famiglia Cybo, che tanta parte ebbe nella storia locale. Dall’altare della cappella vescovile proviene la bella pala del secolo XV attribuita a Bernardino del Castelletto.

    Il museo diocesano di Massa Carrara – Pontremoli ha una seconda sede a Pontremoli.

     

     

    Pontremoli (MS)

    MUSEO DIOCESANO di MASSA CARRARA – PONTREMOLI sezione di PONTREMOLI

    Piazza Duomo, 1 - 54027 Pontremoli (MS)

    Tel 0187 – 89900223

    bbcc@massacarrara.chiesacattolica.it

    Tipologia: arte sacra

    Proprietà: diocesi

    Regione civile Toscana, diocesi Massa Carrara – Pontremoli

    Condizioni di fruibilità: aperto a richiesta. Ingresso gratuito.

     

    Descrizione

    Il museo è stato allestito nei locali del Palazzo Vescovile ed espone opere provenienti dalle chiese del territorio.

     

     

    Diocesi MASSA MARITTIMA - PIOMBINO

    Campiglia Marittima (LI)

    MUSEO d’ARTE SACRA

    Via Libertà, 15 – Campiglia Marittima (LI)

    marbol@alice.it

    Regione civile Toscana, diocesi Massa Marittima

    Tipoloogia: arte sacra

    Proprietà: arte sacra

    Condizioni di fruibilità: aperto. Ingresso gratuito. Orario: estate, da lunedì a venerdì 18,00 – 20,00 e domenica 21,00 – 23,00

     

    Descrizione

    Il museo, inaugurato nel 2004, ha sede in un edificio medievale risultato da uno scavo archeologico ed espone arredi e oggetti liturgici, databili tra il Cinquecento e l’Ottocento, della chiesa prepositurale di Campiglia Marittima.

     

     

    Castagneto Carducci (LI)

    CENTRO per la CONSERVAZIONE dell’ARREDO SACRO e del COSTUME RELIGIOSO

    Via Bolgherese - 57022 Castagneto Carducci (LI)

    Tel 0565 – 763752

    misericordiacastagneto@simail.it

    Regione civile Toscana, diocesi Massa Marittima - Piombino

    Tipologia: arte sacra

    Proprietà: confraternita

    Condizioni di fruibilità: aperto. Ingresso: offerta libera. Orario: estate, tutti i giorni 9,30 – 12,30 e 16,00 – 19,00; inverno, domenica 15,00 – 18,00; chiuso lunedì

    Servizi per il visitatore e strutture annesse: accesso ai disabili

    Contenuto: arredi liturgici e paramenti sacri

     

    Da segnalare: pianeta in taffettas broccato del 1770

     

    Descrizione

    Il museo, inaugurato nel 2000, è situato nell’edificio noto con l’appellativo di Madonna della Rosa, che fu sede della confraternita del Carmine e in seguito della compagnia della Misericordia. Espone arredi liturgici, paramenti sacri, vasi sacri, messali della Misericordia, provenienti da chiese della zona e della famiglia della Gherardesca, feudatari di Castagneto e poi vicari della Repubblica Fiorentina. La pianeta più antica, in broccato celeste, risale al 1750 - 1770; interessante anche un espositorio ligneo del XIX secolo. In sagrestia sono inoltre raccolti alcuni arredi e gli oggetti peculiari delle associazioni laiche come quattro lanterne processionali e un bussolotto per la questua.

     

     

    Massa Marittima (GR)

    MUSEO SANTA CECILIA di ORGANI MECCANICI ANTICHI

    Corso Diaz, 28 – Massa Marittima (GR)

    Tel 0566 – 940282

    info@museidegliorgani.it

    Regione civile Toscana, diocesi Massa Marittima

    Tipologia: specializzato

    Proprietà: privato

    Condizioni di fruibilità: aperto. Ingresso a pagamento. Orario: inverno, da martedì a domenica 10,00 – 12,30 e 15,00 – 18,00; estate da martedì a domenica 10,00 – 13,00 e 16,00 – 19,00.

     

    Descrizione

    Il museo, aperto nel 2003, ha sede nella chiesa di San Pietro all’Orto ed espone 12 organi antichi di manifattura italiana  che vanno dal 1680 al 1839, oltre a parti di organi.

     

     

    Massa Marittima (GR)

    MUSEO di ARTE SACRA COMPLESSO MONUMENTALE di S. PIETRO in ORTO

    Corso Diaz, 36 – Massa Marittima (GR)

    Tel 0566 – 906291

    musei@coopcollinemetallifere.it

    Regione civile Toscana, diocesi Massa Marittima – Piombino

    Tipologia: arte sacra

    Proprietà: Comune, parrocchie

    Condizioni di fruibilità: aperto. Ingresso: a pagamento. Orario: da martedì a domenica , da aprile a ottobre 10,00 – 13,00 e 15,00 – 18,00, da novembre a marzo, 11,00 – 13,00 e 15,00 – 17,00

     

    Descrizione

    Il museo, inaugurato nel 2005, ha sede nel convento di San Pietro all’Orto e, in 5 sale, espone opere di arte sacra provenienti dalle chiese della città.

     

     

    Piombino (LI)

    MUSEO DIOCESANO d’ARTE SACRA “ANDREA GUARDI” CITTA’ di PIOMBINO

    Via del Coro, 8 - 57025 Piombino (LI)

    Tel 0565 - 32631

    info@museiartesacra.net

    Regione civile Toscana, diocesi Massa Marittima - Piombino

    Tipologia: arte sacra

    Proprietà: diocesi

    Condizioni di fruibilità: aperto. Ingresso gratuito. Orario: da martedì a venerdì 17,00 – 19,00; sabato e domenica 10,00 – 12,00 e 17,00 – 18,00; chiuso 1 e 6 gennaio, Pasqua, 1 maggio, 15 agosto, 1 novembre, 8, 25, 26, 31 dicembre

    Servizi per il visitatore e strutture annesse: accesso ai disabili

    Contenuto: oreficeria e arredi sacri, sculture lignee e marmoree

     

    Da segnalare: opere di Andrea Guardi (XV sec.)

     

    Descrizione

    Il museo, situato in alcuni locali dell’antico convento degli agostiniani, adiacente la concattedrale di S. Antimo, raccoglie in tre sale opere prevalentemente di Andrea Guardi a cui si deve il progetto dello splendido chiostro realizzato nel 1470, ma anche manufatti lapidei erratici e opere scultoree provenienti dalla città come la statua di Ciolo e Marco da Siena del XIV secolo. Con l’esposizione di oreficerie, arredi sacri e paramenti liturgici rappresenta inoltre il completamento della visita alla chiesa, che custodisce pregevoli opere artistiche.

     

     

    Portoferraio (LI)

    MUSEO NAPOLEONICO della MISERICORDIA

    Salita Napoleone – Portoferraio (LI)

    Tel 0565 – 918785

    revere.mise@tiscali.it

    Regione civile Toscana, diocesi Massa Marittima – Piombino

    Tipologia: storico, arte sacra

    Proprietà: confraternita della Misericordia

    Condizioni di fruibilità: aperto. Ingresso a pagamento. Orario: a richiesta dal 15 giugno al 15 settembre 9,30 – 12,30

     

    Descrizione

    Il museo ha sede in 3 sale attigue alla chiesa della Misericordia. Nella prima sala sono esposte opere d’arte e oggetti sacri della confraternita. Nella seconda e terza sala sono esposti cimeli napoleonici e d’epoca.

     

     

    Suvereto (LI)

    MUSEO CIVICO PARROCCHIALE di ARTE SACRA SAN GIUSTO

    Piazza Vittorio Veneto, 3 - 57028 Suvereto ( LI)

    Tel 0565 - 829923 (Comune)/829986

    suvereto@comune.suvereto.li.it

    Regione civile Toscana, diocesi Massa Marittima - Piombino

    Tipologia: arte, arte sacra

    Proprietà: Comune, parrocchia

    Condizioni di fruibilità: aperto. Ingresso gratuito. Orario: dal 15 luglio al 15 settembre , tutti i giorni 19,30 – 23,00

    Servizi per il visitatore e strutture annesse: accesso ai disabili

    Contenuto: arredi e paramenti sacri, statue e dipinti

     

    Da segnalare: Francesco di Valdambrino (attr.), “Annunciazione”; Vecchietta (attr.), “Arcangelo Annunziante”; Orazio Gentileschi, “S. Antonio da Padova con Gesù Bambino”, (XVIII sec.)

     

    Descrizione

    Il museo, inaugurato nel 2000, è situato nell’oratorio della confraternita della Misericordia e del SS. Sacramento, costruito nel 1881, e custodisce dipinti ed arredi provenienti in gran parte dalla pieve di S. Giusto ma anche da altri edifici sacri del paese. Tra i dipinti sono da segnalare una tela attribuita ad Orazio Gentileschi “S. Antonio da Padova con Gesù Bambino” (XVIII sec.), un dipinto rappresentante l’”Annunciazione” attribuito a Orazio Borgianni e datato 1610 ed un “Matrimonio mistico di S. Caterina “di ignoto pittore toscano del ‘700. Ricca la collezione di argenterie e arredi sacri, con calici , candelieri, reliquiari, crocefissi,ostensori, e carteglorie dal XVI al XX sec. e paramenti dell’800 e ‘900. Ma le opere più significative sono due statue lignee rappresentanti l’”Annunciazione” e l’”Arcangelo annunziante” attribuite la prima a Francesco di Valdambrino e la seconda al Vecchietta.

     

     

    Diocesi MONTE OLIVETO MAGGIORE

    Chiusure (SI)

    MUSEO dell’ABBAZIA di MONTE OLIVETO

    Abbazia di Monte Oliveto Maggiore  - 53020 Chiusure, Asciano (SI)

    Tel 0577 – 707611

    abbazia@monteolivetomaggiore.it

    Regione civile Toscana, diocesi Monte Oliveto Maggiore

    Tipologia: arte, arte sacra

    Proprietà: Stato, ordine religioso (monaci benedettini olivetani)

    Condizioni di fruibilità: aperto. Ingresso gratuito. Orario: inverno 9,15 – 12,00 e 15,15 – 17,00; estate 9,15 – 12,00 e 15,15 – 18,00

    Servizi per il visitatore e strutture annesse: parziale accesso ai disabili, biblioteca storica

    Contenuto: dipinti e sculture dal XIV agli inizi del XVII sec,  arredi sacri

     

    Da segnalare: Crocefisso ligneo, (XIV sec.); Giovanni di Paolo, ”S. Bernardino”

     

    Descrizione

    Il museo, ospitato nell’aula capitolare dell’archicenobio di Monte Oliveto Maggiore, ospita tesori artistici provenienti dall’abbazia e dalle chiese della piccola diocesi. Sono opere che abbracciano un arco di tempo di tre secoli, dal 1300 agli inizi del 1600, tra cui si segnalano un piccolo Crocefisso trecentesco, una tavola con “S. Bernardino” di Giovanni di Paolo, due tavole con “S. Benedetto e un Santo Olivetano” della metà del 1500, un gruppo di interessanti acquarelli su carta del XVIII secolo e suppellettili, calici, patene e croci, testimonianza del patrimonio liturgico dell’abbazia.

     

     

    Diocesi MONTEPULCIANO - CHIUSI - PIENZA

    Abbadia S. Salvatore (SI)

    MUSEO dell’ABBAZIA di S. SALVATORE

    Via del Monastero, 42 - 53021 Abbadia S. Salvatore (SI)

    Tel 0577 – 778083

    cultura@comune.abbadia.siena.it

    Regione civile Toscana Diocesi, Montepulciano - Chiusi - Pienza

    Tipologia: arte, arte sacra

    Proprietà: ordine religioso

    Condizioni di fruibilità: aperto. Ingresso a offerta libera. Orario: estate: 10,00 - 12,30 e 16,00 - 19,30; inverno: aperto a richiesta; chiuso lunedì

    Attività culturali: “La Casula di S. Marco Papa”, mostra, 1992

    Contenuto: suppellettile sacra, dipinti, libri

     

    Da segnalare: casula di S. Marco, (VIII-IX sec.); scrigno reliquiario, (VIII sec.)

     

    Descrizione

    Il museo, a cui si accede dal chiostro seicentesco dell’abbazia, è ospitato in un unico ambiente che espone le suppellettili residue di quello che un tempo fu il ricchissimo patrimonio della potente abbazia. Fulcro della raccolta è la casula detta di S. Marco Papa, una delle più antiche stoffe ancora conservate, databile dal VIII al IX secolo, di provenienza persiana e siriana. Prezioso anche lo scrigno reliquiario a cofanetto in legno, piombo granato, rame dorato e vetro di arte scoto - irlandese del VIII secolo e il busto reliquiario di S. Marco Papa in rame dorato e smalti, lavoro di oreficeria toscana della fine del ‘300. Sono inoltre conservati sigilli, un pastorale, mazze e lanternoni processionali, calici e un gruppo di gioielli donati come ex - voto al santuario della Madonna del Castagno di Abbadia.

     

     

    Castelmuzio di Trequanda (SI)

    MUSEO d’ARTE SACRA

    Via. G. Milanesi, 1 - 53020 Castelmuzio di Trequanda (SI)

    Tel 0577 - 665189

    Regione civile Toscana, diocesi Montepulciano - Chiusi - Pienza

    Tipologia: arte, arte sacra

    Proprietà: confraternita

    Condizioni di fruibilità: aperto. Ingresso gratuito. Orario: tutti i giorni 9,00 – 19,00

    Servizi per il visitatore e strutture annesse: bookshop, visite guidate, parziale accesso ai disabili

    Contenuto: dipinti, arredi sacri, testimonianze della storia della confraternita

     

    Da segnalare: Giovanni di Paolo, “S. Bernadino”, (1450 ca.); piatto per le elemosine di manifattura tedesca del XV secolo

     

    Descrizione

    Il museo, aperto dal 1973, è ospitato nella chiesa della confraternita di San Bernardino, nel cui interno sono conservate preziose tavole di scuola senese dal Trecento al Cinquecento, tra cui un grande dipinto della bottega del Beccafumi con la “Trinità, S. Bernardino e S. Bartolomeo” (XVI sec.), una tavola di Giovanni di Paolo raffigurante “S. Bernardino” (1450 ca.) e una “Madonna col Bambino” attribuita al duccesco Niccolò di Segna. Interessante è un reliquiario di S. Bernadino del 1623 sotto il quale è collocata una delle tavolette che il santo utilizzava durante le prediche col monogramma JHS, attribuito a Sano di Pietro. Il vero e proprio museo è ordinato nella sacrestia e in locali adiacenti e ospita suppellettile sacra e testimonianze della storia di Castelmuzio tra cui: reliquiari a ostensorio e a obelisco, una croce reliquiario in madreperla, calici, quattro messali, un piatto per le elemosine di manifattura tedesca del XV secolo, un parato del primo ottocento, un’urna cineraria del III secolo. Inoltre sono esposti anche mobili, le stoviglie della confraternita e le “tracolle”, strumenti che venivano usti al posto delle campane in quaresima.

    La confraternita ha in custodia la Pieve di Santo Stefano a Cennano e la chiesa di Sant’Anna in Camprena, che è possibile visitare insieme al museo.

     

     

    Chianciano Terme (SI)

    MUSEO della COLLEGIATA di S. GIOVANNI BATTISTA

    Via Solferino, 38 - 53042 Chianciano Terme (SI)

    Tel 0578 - 30378

    Regione civile Toscana, diocesi Montepulciano - Chiusi - Pienza

    Tipologia: arte, arte sacra

    Proprietà: parrocchia

    Condizioni di fruibilità: aperto. Ingresso: a offerta libera. Orario: estate, 16,00 - 19,00; inverno, aperto a richiesta; chiuso domenica e lunedì

    Servizi per il visitatore e strutture annesse: bookshop, visite guidate, biblioteca

    Contenuto: dipinti, sculture lignee, argenteria e paramenti liturgici dal XIV al XIX sec.

     

    Da segnalare: Maestro di Chianciano, polittico, (prima metà sec. XIV); Lorenzo di Niccolò (attr.), “Madonna dell’Umiltà”, (inizi XV sec.); “Madonna col Bambino in trono”, statua lignea, bottega Nicola Pisano (1265 - 1270).

     

    Descrizione

    Il museo, nato nel 1923 come sala d’arte, è stato riordinato nel 1988 in tre ambienti nell’arcipretura e custodisce opere databili dal XIII al XIX secolo che provengono dalla vicina cattedrale e da altre chiese di Chianciano. La raccolta annovera bei dipinti, tra i quali spicca un polittico del Maestro di Chianciano con la “Madonna col Bambino, l’Arcangelo Michele e i Santi Giovanni Battista, Macario e Bartolomeo” (XIV sec.), una “Madonna dell’Umiltà” attribuibile a Lorenzo di Niccolò (XV sec.) e un “S. Giovanni che sostiene Chianciano” di ignoto pittore del XV sec. Sono inoltre esposte sculture lignee (“Madonna col Bambino in trono”, bottega Nicola Pisano del 1265 - 70), una grande croce dipinta dell’inizio del XIV sec riferita a Segna di Bonaventura, oreficeria e argenteria sacra (croce astile seicentesca, calici del XIV sec, aspersori, ostensori del XVIII sec.), corali miniati del XV - XVI secolo, tessuti e paramenti liturgici tra cui un parato in velluto rosso del ‘600.

     

     

    Chiusi (SI)

    MUSEO della CATTEDRALE e CUNICOLI ETRUSCHI

    Piazza Carlo Baldini, 7 - 53043 Chiusi (SI)

    Tel 0578 – 226490

    museocattchiusi@alice.it

    Regione civile Toscana, diocesi Montepulciano - Chiusi - Pienza

    Tipologia: archeologia, arte, arte sacra

    Proprietà: Opera della cattedrale

    Condizioni di fruibilità: aperto. Ingresso: a pagamento. Orario:

    Aprile e Maggio: dal lunedì al venerdì dalle 10.00 alle 12.45. Sabato, domenica e festivi dalle 10.00 alle 12.45 e dalle 15.20 alle 18.15

    Dal 1° Giugno al 15 Ottobre:  tutti i giorni dalle 10.00 alle 12.45 e dalle 15.20 alle 18.15.

    Dal 16 Ottobre:  dal lunedì al venerdì dalle 10.00 alle 12.45, sabato e domenica dalle 10.00 alle 12.45 e dalle 15.20 alle 17.30

    Apertura straordinaria per gruppi (min. 15 persone) su prenotazione.

    Servizi per il visitatore e strutture annesse: per il museo visite guidate a richiesta, parziale accesso ai disabili

    Contenuto: epigrafi, arredi e suppellettili sacre (XV al XVII sec), parati, dipinti, codici miniati del XV secolo

     

    Da segnalare: 21 codici miniati benedettini del XV secolo

     

    Descrizione

    Il museo, nato nel 1932, è stato riallestito nel 1984 e nel 1992 è stato ampliato di quattro nuove sale nel palazzo vescovile. Il percorso museale è ricco e differenziato. La sezione epigrafico - scultorea comprende reperti romani e provenienti dalle catacombe di Santa Mustiola e Santa Caterina e frammenti di un ciborio della scomparsa basilica di S.Mustiola. Una seconda sezione espone arredi e suppellettili (XV - XIX secolo) provenienti soprattutto dalla cattedrale, tra cui un cofanetto portareliquie della Bottega degli Embriachi del XV sec., un piatto per elemosine di produzione tedesca del 1400, e tessuti e paramenti sacri, tra cui due pianete di produzione fiorentina rinascimentale. La sezione più preziosa è quella che custodisce 21 codici miniati del XV sec. provenienti dall’abbazia di Monte Oliveto Maggiore, decorati da pittori come Sano di Pietro, Francesco di Giorgio Martini e Liberale da Verona. Le sale aperte nel 1992 espongono opere provenienti da altre chiese della diocesi: dipinti (Sano di Pietro, “Madonna col Bambino”, 1455 - 60; Vincenzo Rustici, “Sacra Famiglia”, inizi 1600), oreficerie (croce d’altare del ‘400 ) e paramenti sacri.

    Il percorso prosegue attraverso i cunicoli del V sec. a. C., detti “Labirinto di Porsenna”, fino ad una grande cisterna etrusco - romana del I sec. a.C. e si conclude con la visita alla torre campanaria del XII secolo.

     

     

    Pienza (SI)

    MUSEO DIOCESANO

    Corso Rossellino, 30 - 53026 Pienza (SI)

    Tel 0578 - 749905

    giorgi@comune.pienza.si.it

    Regione civile Toscana, diocesi Montepulciano - Chiusi - Pienza

    Tipologia: arte, arte sacra

    Proprietà: Provincia, diocesi

    Condizioni di fruibilità: aperto. Ingresso: a pagamento. Orario: estate: 10,00 – 13,00 e 15,00 – 18,00; inverno: sabato e domenica 10,00 – 13,00 e 15,00 – 18,00

    Servizi per il visitatore e strutture annesse: book shop, visite guidate, accesso ai disabili

    Contenuto: dipinti, arredi, paramenti sacri e oreficeria liturgica dal XIII al XIX secolo, arazzi fiamminghi e codici miniati del ‘400.

     

    Da segnalare: piviale di Pio II, (1315 - 1340); Vecchietta,” Madonna in trono fra Santi”, (XV sec.); Pietro Lorenzetti, “Madonna col Bambino”, (1315 ca.)

     

    Descrizione

    Il museo diocesano di Pienza nasce nel 1998 dal museo della cattedrale (1901) in undici sale del palazzo vescovile. Il rigido ordinamento cronologico presenta, dipinti, arredi, paramenti sacri e oreficeria liturgica dal XIII al XIX secolo della cattedrale e di altre chiese della zona, e fa eccezione solo per le sale dedicate ai mirabili arazzi fiamminghi quattrocenteschi, ai corali miniati (sec. XV) della cattedrale e alle memorie del pontefice Pio II Piccolomini. Tra questi, gemma del museo, il piviale di manifattura inglese eseguito tra il 1310 - 1340 con scene di vita della Madonna in filo di seta, argento e perle con la tecnica detta opus anglicanum. Tra le pitture si segnalano la tavola del Vecchietta” Madonna in trono fra Santi” (XV sec.), una “Madonna della Misericordia” di Luca Signorelli (1495 - 1505), il “Riposo nella fuga in Egitto”di Fra Bartolomeo (1487 - 1504), una “Madonna col Bambino” di Pietro Lorenzetti (1315 ca.) e un piccolo trittico con la “Madonna dell’Umiltà”(XIV sec.) variamente attribuito. Molto ricca la collezione di arredi e suppellettile sacra che espone tra l’altro una preziosa croce trecentesca in filigrana d’oro di probabile fattura serbo - bizantina, la croce reliquiario detta del Corallo di ignoto orafo tedesco del XV sec, il busto reliquiario di S. Andrea realizzato nel 1462 - 1463 dall’orafo fiorentino Simone di Giovanni Ghini e un raffinatissimo pastorale in argento e smalti del ‘400.

     

     

    Scrofiano (SI)

    RACCOLTA d’ARTE SACRA della COLLEGIATA di S. BIAGIO a SCROFIANO

    Via Collegiata, 2 - 3040 Scrofiano di Sinalunga (SI)

    Tel 0577 - 660083

    Regione civile Toscana, diocesi Montepulciano - Chiusi - Pienza

    Tipologia: arte, arte sacra

    Proprietà: parrocchia

    Condizioni di fruibilità: aperto a richiesta. Ingresso gratuito. Orario: su prenotazione

    Servizi per il visitatore e strutture annesse: biblioteca

    Contenuto: argenteria e suppellettile sacra, tessuti, paramenti liturgici, dipinti

     

    Da segnalare: Segna di Bonaventura, (XIII sec.),”Madonna col Bambino”; presepio in cartapesta, (XVIII sec.)

     

    Descrizione

    La raccolta è ubicata in tre locali adiacenti alla collegiata di S. Biagio che ospita nelle sue navate dipinti di Santi di Tito (XVI sec.) e Domenico Crespi detto il Passignano (1560 - 1636). La collezione è costituita da argenterie e suppellettili sacre (reliquiario del dito di S. Biagio, 1705; navicella di manifattura toscana, 1643; quattro reliquiari a ostensorio dell’argentiere senese Giacomo Bonechi, sec. XVIII), tessuti e paramenti liturgici (XVII - XVIII sec) e dipinti quali la “Madonna col Bambino” di Segna di Bonaventura (XIII sec.). Interessante inoltre un presepio in cartapesta del XVIII secolo.

     

     

    Diocesi PESCIA

    Borgo a Buggiano (PT)

    MUSEO del SANTUARIO del SS. CROCEFISSO

    Corso Indipendenza, 56 - 52011 Borgo a Buggiano (PT)

    Tel 0572 - 32047

    Tipologia: arte, arte sacra

    Proprietà: parrocchia

    Regione civile Toscana, diocesi Pescia

    Condizioni di fruibilità: aperto a richiesta. Ingresso gratuito

    Contenuto: arredi sacri e paramenti liturgici

     

    Da segnalare: reliquiario di San Nicola di Bari, 1407

     

    Descrizione

    Il museo è collocato nella sagrestia e nei locali adiacenti l’antica chiesa di San Pietro a Borgo a Buggiano, rinnovata nella seconda metà del secolo XVIII per ospitare il miracoloso Crocefisso che aveva “grondato sangue” il 18 agosto 1399. Il Crocefisso, collocato dietro l’altare maggiore, è opera di ignoto scultore della prima metà del sec. XIV ed è affiancato da due statue di terracotta dipinta della fine del sec. XV, raffiguranti la Vergine e San Giovanni. Gli oggetti più preziosi del santuario hanno trovato collocazione nel museo: fra gli altri, pregevoli reliquiari settecenteschi, candelieri di bronzo del XVII secolo e altri arredi. Dalla chiesa di Stignano proviene una croce stazionale settecentesca in argento sbalzato e cesellato, pregevole opera di artigianato orafo toscano del primo XVIII secolo, mentre dal museo di Buggiano Castello, attualmente chiuso per restauro, provengono la preziosa reliquia di Santa Flavia, di manifattura toscana del sec. XV, di argento cesellato con un piccolo smalto, il reliquiario di San Nicola di Bari del 1407 di produzione fiorentina e, fra gli altri arredi, un ostensorio in argento cesellato di Ugo di Toscana (sec. XVII), un dittico su tavola coperta da monocromo lumeggiato d’oro raffigurante la Crocefissione e la Deposizione, un antico piatto di Limoges del sec. XIII. Al santuario del Crocefisso appartengono numerosi calici di pregevole arte orafa toscana dal sec. XVII al XVIII. Tra i tessuti liturgici, una pianeta della prima metà del ‘600 in velluto e una pianeta del ‘700 con fondo damascato a raso e broccato d’oro.

     

     

    Buggiano Castello (PT)

    MUSEO dell’OPERA di SAN NICOLAO

    52011 Buggiano Castello (PT)

    Tel 0572 - 32047

    Tipologia: arte, arte sacra

    Proprietà: parrocchia

    Regione civile Toscana, diocesi Pescia

    Condizioni di fruibilità: chiuso per restauro

    Contenuto: arredi sacri e paramenti liturgici. Gli oggetti, gli arredi sacri, gli argenti e i paramenti liturgici sono attualmente esposti nel museo del santuario del SS. Crocefisso, a Borgo a Buggiano.

     

     

    Massa e Cozzile (PT)

    MUSEO di SAN MICHELE

    Piazza Cavour, 1° - Massa e Cozzile (PT)

    Tel 0572 – 928354

    m.niccoli@comune.massa-e-cozzile.pt.it

    Regione civile Toscana, diocesi Pescia

    Tipologia: arte sacra

    Proprietà: ecclesiastica

    Condizioni di fruibilità: aperto. Ingresso gratuito. Orario: dal 1 giugno al 30 settembre, domenica e festivi 6,30 – 19,30; dal 1 ottobre al 30 maggio, sabato, domenica e festivi 15,30 – 18,30

     

    Descrizione.

    Il museo, inaugurato nel 2004, ha sede in 4 locali adiacenti alla cappella del convento delle Visitandine ed espone oggetti provenienti dalla chiesa di Santa Maria Assunta.

     

     

    Monsummano Terme (PT)

    MUSEO del SANTUARIO di MARIA SANTISSIMA di FONTENUOVA

    Piazza G. Giusti, 305/e - 51015 Monsummano Terme (PT)

    Tel 0572 - 51102

    Tipologia: arte, arte sacra

    Proprietà: parrocchia

    Regione civile Toscana, diocesi: Pescia

    Condizioni di fruibilità: aperto a richiesta. Ingresso gratuito

    Servizi ai visitatori: accesso disabili

    Contenuto: tesoro del santuario

     

    Da segnalare: corona della Vergine, ignoto orafo fiorentino, 1608

     

    Descrizione

    Il museo è annesso al santuario di Maria Santissima di Fontenuova.

    Nella “Osteria dei Pellegrini” (1610) adiacente al santuario, è collocato il museo della città e del territorio, con la sezione di arte sacra in cui si conservano gli oggetti del tesoro del santuario, in gran parte donate dai granduchi fra cui il più prezioso è la corona offerta al santuario nel 1609 con data e dedica del Granduca Ferdinando de’ Medici, in rame dorato a fuoco, laminato d’oro e smaltato, sulla quale sono incastonate 86 pietre preziose, e che testimonia con la sua qualità elevata la perizia degli orafi locali. Altri oggetti furono donati dai granduchi Ferdinando e Cristina di Lorena: due coppie di candelieri del sec. XVII, in lamina d’argento, della bottega orafa fiorentina dei Castelli. Degno di nota è anche un crocefisso in avorio scolpito a tutto tondo, e attribuito al Giambologna.

     

     

    Montecatini Terme (PT)

    MUSEO della PREPOSITURA di SAN PIETRO

    Via Prataccio, 7 - 51015 - Montecatini Terme (PT)

    Tel 0572 - 73727 (parroco)

    Tipologia: arte, arte sacra

    Proprietà: parrocchia

    Regione civile Toscana, diocesi Pescia

    Condizioni: chiuso per restauro

     

    Descrizione

    Il museo, chiuso per restauro, conteneva un affresco staccato attribuito alla scuola dell’Orcagna, paramenti, argenteria granducale, il reliquiario di Santa Barbara, una Madonna lignea del 1200.

     

     

    Pescia (PT)

    MUSEO della CATTEDRALE

    Via G. Giusti - 51017 Pescia (PT)

    Tel 0572 - 476805

    Tipologia: arte, arte sacra

    Proprietà: parrocchia

    Regione civile Toscana, diocesi Pescia

    Condizioni di fruibilità: chiuso per restauro

     

     

    Pescia (PT)

    MUSEO DIOCESANO

    Monastero della Visitazione - 51017 Pescia (PT)

    Tel 0572 - 476224

    Tipologia: arte, arte sacra

    Proprietà: diocesi

    Regione civile Toscana, diocesi Pescia

    Condizioni di fruibilità: in corso di progettazione

     

    Descrizione

    Le opere d’arte sacra, le sculture, i dipinti, gli arredi dei sec. XV - XVI sono in deposito temporaneo presso la biblioteca capitolare, e non sono visibili.

     

     

    Pescia (PT)

    PINACOTECA nell’ex – MONASTERO BENEDETTINO di SAN MICHELE

    Piazza Matteotti, 13 – Pescia (PT)

    Tel 0572 – 476307

    Riccardo.arretini@gmail.com

    Regione civile Toscana, diocesi Pescia

    Tipologia: arte sacra

    Proprietà: parrocchia e privato

    Condizioni di fruibilità: aperto. Ingresso libero. Orario: da martedì a sabato 9,00 – 13,00 su appuntamento

     

    Descrizione

    Il museo, aperto nel 2009, ha sede nell’antico monastero benedettino di san Michele  che ospita la parrocchia di san Michele e la sede centrale del Liceo Statale. Le opere, esposte in tre sale, provengono dall’antico monastero.

     

     

    Ponte Buggianese (PT)

    MUSEO del SANTUARIO della MADONNA del BUON CONSIGLIO

    Piazza Santuario 17 - 51019 Ponte Buggianese (PT)

    Tel 0572 - 635022

    Tipologia: arte sacra

    Proprietà: parrocchia

    Regione civile Toscana, diocesi Pescia

    Condizioni di fruibilità: aperto a richiesta. Ingresso gratuito

    Servizi al pubblico: accesso ai disabili

    Contenuto: arredi sacri e paramenti liturgici

     

    Da segnalare: due croci astili sec. XVIII

     

    Descrizione

    Il museo parrocchiale è attiguo alla sagrestia del santuario della Madonna del Buon Consiglio, affrescato interamente da Pietro Annigoni dal 1967 al 1976 con episodi tratti dalle Sacre Scritture. In due sale sono esposti gli arredi sacri della chiesa, databili tra il XVII e il XIX: reliquiari settecenteschi, due pianete del sec. XVIII, un reliquiario della Vergine della fine del ‘700. Interessanti per la presenza della data incisa sono due croci astili: la prima, datata 1706, in lamina di rame argentato, e la seconda del 1738, anch’essa in lamina di rame argentata, entrambe di manifattura toscana.

     

     

    Diocesi PISA

    Bientina (PI)

    MUSEO d’ARTE SACRA

    Borgo della Pieve - 56031 Bientina (PI)

    Tel 0587 – 758445

    cultura@comune.bientina.pi.it

    Tipologia: arte sacra

    Proprietà: parrocchia, Comune

    Regione civile Toscana, diocesi Pisa

    Condizioni di fruibilità: aperto. Ingresso gratuito. Orario: quarta domenica del mese 16,00 – 18,00 e a richiesta

    Contenuto: arredi sacri e paramenti liturgici

     

    Descrizione

    Il museo è stato inaugurato nel 1993 nei locali adiacenti alla canonica. Sono esposti arredi sacri, paramenti liturgici, reliquiari, ex - voto. Gli argenti risalgono prevalentemente al sec. XVIII e sono opera di argentieri di ambito lucchese, pisano e fiorentino (Michelangelo Vambrè, Paolino Batoni, Bernardo Pitterman) mentre i paramenti sono assegnabili al sec. XVII - XVIII.

     

     

    Calci (PI)

    MUSEO STORICO ARTISTICO della CERTOSA di CALCI

    Via Roma, 79 - 56011 Calci (PI)

    Tel 050 – 938430

    certosadicalci@beniculturali.it

    Tipologia: arte

    Proprietà: Stato

    Regione civile Toscana, diocesi Pisa

    Condizioni di fruibilità: aperto. Ingresso: a pagamento. Orario: solo visite guidate 8,30 - 18,30; domenica e festivi 8,30 - 12,30; chiuso lunedì

    Contenuto: dipinti, sculture, affreschi

     

    Descrizione

    Nella certosa (1366), il percorso museale comprende gli ambienti monastici, i chiostri, la chiesa, le celle dei monaci, il refettorio, e una pinacoteca in cui sono esposti dipinti di scuola toscana, dal ‘400 al ‘700, sculture e affreschi.

     

     

    Pisa (PI)

    MUSEO delle SINOPIE

    Piazza Duomo, 17 - 56126 Pisa (PI)

    Tel 050 - 3872210

    info@opapisa.it

    Tipologia: arte

    Proprietà: ecclesiastica

    Regione civile Toscana, diocesi Pisa

    Condizioni di fruibilità: aperto. Ingresso: a pagamento. Orario: inverno: 10,00 – 17,00; estate: 8,00 – 20,00

    Contenuto: sinopie degli affreschi del Camposanto di Pisa

     

    Da segnalare: Maestro del Trionfo della Morte, “Storie degli anacoreti”, (sec. XIV)

     

    Descrizione

    Nel 1336 fu decisa la costruzione di un capannone per il ricovero degli infermi, adiacente allo Spedale di Pisa, detto “della Misericordia” (1257 - 1263). L’edificio, terminato nel 1338, è dal 1979 adibito a Museo delle Sinopie. Le sinopie sono i disegni preparatori dell’affresco, tracciati con terra rossastra, che normalmente non sono visibili, perché coperti dall’affresco. Dopo il terribile incendio per cause belliche del Camposanto, nel luglio 1944, il ciclo di affreschi fu gravemente danneggiato: a seguito dei lavori di restauro, con la tecnica dello strappo furono asportati gli affreschi restanti, e riapparvero quindi le sinopie, che, a loro volta strappate e riportate, formano il museo. I soggetti delle sinopie sono le storie della vita di Cristo, i Novissimi, e la grande sequenza dell’Antico Testamento affrescata da Benozzo Bozzoli (sec. XV), che si possono ammirare nel chiostro del Camposanto Monumentale.

     

     

    Pisa (PI)

    CAMPOSANTO VECCHIO

    Piazza Duomo, 17 - 56126 Pisa (PI)

    Tel 050 – 3872210

    info@opapisa.it

    Tipologia: arte, archeologia

    Proprietà: Opera del Duomo

    Regione civile Toscana, diocesi Pisa

    Condizioni di fruibilità: aperto. Ingresso: a pagamento. Orario: da novembre a febbraio10,00 – 17,00; marzo 9,00 – 19,00; da aprile a settembre 8,00 – 20,00

    Contenuto: affreschi di Taddeo Gaddi, Benozzo Bozzoli (sec. XIII - XV); sarcofagi e reperti medievali

     

    Da segnalare: affresco del Trionfo della Morte, (sec. XIV)

     

    Descrizione

    Il Camposanto Monumentale venne iniziato nel 1278, per opera dell’architetto Giovanni de Simone, lo stesso che aveva edificato lo Spedale negli anni dal 1257 al 1263. Fu fortemente danneggiato nel luglio del 1944 dall’incendio causato dal bombardamento e degli affreschi che lo ricoprivano ne furono salvati ben pochi. Le pareti erano state interamente affrescate da grandi pittori a partire dal Trecento: il ciclo pittorico comprendeva “Storie dalla vita di Cristo”, i “Novissimi” (il famoso “Trionfo della Morte”), “Episodi della vita di Giobbe”, di Taddeo Gaddi (sec. XIV), di San Ranieri, dei Santi Efisio e Potito e la grande sequenza dell’Antico Testamento affrescata nel ‘400 da Benozzo Gozzoli. Nel grande salone adiacente il lato nord sono stati ricomposti i più antichi affreschi del ‘300, mentre sotto le volte del chiostro sono allineati sarcofagi classici, sepolture pavimentali, reperti medievali e moderni.

     

     

    Pisa (PI)

    MUSEO dell’OPERA del DUOMO

    Piazza Arcivescovado,6 - 56126 Pisa (PI)

    Tel 050 - 3872210

    info@opapisa.it

    Tipologia: arte, arte sacra

    Proprietà: Opera del Duomo

    Regione civile Toscana, diocesi Pisa

    Condizioni di fruibilità: aperto. Ingresso: a pagamento. Orario: da novembre a febbraio 10,00 – 17,00; periodo natalizio 9,00 – 18,00; marzo 9,00 – 19,00; da aprile a settembre 8,00 – 20,00; ottobre 9,00 – 19,00

    Contenuto: sculture, dipinti, arredi sacri, paramenti liturgici, argenti, tarsie lignee, Exultet e libri corali

     

    Da segnalare: Crocefisso ligneo, arte borgognona, sec. XII; sculture di Tino da Camaino, Giovanni e Nino Pisano; tesoro della cattedrale

     

    Descrizione

    Il museo, inaugurato l’8 novembre 1986, ha come sede l’antico Palazzo dei Canonici, edificato nel secolo XIII, e si articola su due piani per un totale di 25 sale. Le opere provengono dagli edifici monumentali della piazza e descrivono un arco temporale dal XII al XIX secolo; ad esse si aggiungono raccolte archeologiche egiziane, etrusche e romane. Dalla cattedrale proviene il Cristo ligneo di arte borgognona, seconda metà del XII sec., che era parte di un gruppo della Deposizione, di altissima qualità. Nella sala quadrangolare, la più antica, un tempo facente parte di un torrione, sono esposte 27 statue e nove busti in marmo provenienti dall’esterno del battistero o dai vari timpani sopra le arcatelle del battistero, di scuola di Nicola e Giovanni Pisano, rimossi a scopo conservativo. La sala 7 è interamente dedicata a Giovanni Pisano: sette opere in marmo, del periodo fra il 1306 e il 1312, tutte provenienti dall’esterno del duomo, fra cui la “Madonna del colloquio”. La sala 8 è dedicata a Tino di Camaino, capomastro dell’Opera del Duomo e allievo di Giovanni Pisano, che è qui presente con la tomba di San Ranieri, (1305), e la Corte di Arrigo VII, il gruppo di cinque statue scolpite per il grande sepolcro dell’imperatore, a cui sono state aggiunte nel 2005 due sculture restaurate provenienti dalla facciata, raffiguranti angeli reggicartiglio; nella sala è stato installato un monitor per la visita virtuale del complesso scultoreo di ArrigoVII. Nino Pisano, figlio di Andrea, è presente nella sala 9, con il sepolcro dell’arcivescovo Giovanni Scarlatti, (metà sec. XIV), e il sepolcro dell’arcivescovo Francesco Moricotti, datato 1395, molto simile al precedente. La scultura di scuola pisana del XV e XVI secolo è esposta nella sala 10, con opere prevalentemente di Andrea Guardi (sepolcro dell’arcivescovo Pietro Ricci). Nella sala 11 è esposto il tesoro della cattedrale, i 14 pezzi più antichi e sacri della tradizione religiosa e civile della repubblica pisana: fra gli altri, un reliquiario in rame dorato e smaltato, (manifattura di Limoges, sec. XIII), un crocefisso di Giovanni Pisano, legno policromo ritrovato in cattedrale nel 1986, una Madonna in avorio sempre di Giovanni Pisano (1299), i resti della “cintola del duomo”, argento smaltato e gemme su damasco rosso (XIII - XIV sec.), che cingeva tutta la cattedrale all’esterno durante le feste più solenni, e la Croce detta dei Pisani, manifattura italiana (sec. XII), in argento, rame dorato e serpentino, legata al ricordo della prima Crociata. L’ex - cappella del seminario, costruita nel 1700, ospita ora le raccolte di argenteria che, esposte in nove vetrine, sono tutte di provenienza della cattedrale e offrono un panorama di capolavori di oreficeria in cesello, a incisione e a sbalzo, dal XVI al XIX secolo. La sala 15 è dedicata alle tarsie lignee provenienti in prevalenza dal coro della cattedrale, e comprende 37 pezzi del XV secolo di maestri fiorentini e pisani. Nella sala 16 sono esposte le pergamene, fra le quali emerge l’Exultet 2, di miniatore beneventano del XII secolo, mentre l’Exultet 3 è opera di un miniatore toscano del XIII secolo; notevole una pergamena di miniatore pisano del XV sec., che ricorda la fondazione e consacrazione del duomo nel 1118. Nelle sale dalla 17 alla 20 sono esposti gli arredi preziosi, patrimonio tessile un tempo custodito nelle sacrestie, in sequenza cronologica dal XV alla metà del XIX sec., che testimoniano la storia delle stoffe nei vari materiali pregiati, sete, velluti, damaschi, lampassi, laminati ricamati. Sotto il portico, nel 2004, sono state collocate due sculture di scuola pisana, raffiguranti due apostoli.

     

     

    Pisa (PI)

    MUSEO DIOCESANO

    Palazzo Arcivescovile - 56126 Pisa (PI)

    Tel 050 -

    Tipologia: arte, arte sacra

    Proprietà: diocesi

    Regione civile Toscana, diocesi: Pisa

    Condizioni di fruibilità: in corso di progettazione

     

     

    Diocesi PISTOIA

    Quarrata (PT)

    MUSEO DIOCESANO sezione di FERRUCCIA QUARRATA

    Via Biana - 51030 Quarrata (PT)

    Tel 0573 -  718895

    mariniq@tin.it

    Tipologia: arte sacra

    Proprietà: parrocchia

    Regione civile Toscana, diocesi Pistoia

    Condizioni di fruibilità: aperto. Ingresso: offerta libera. Orario: sabato 16,00 – 19,00, domenica 10,00 – 12,00 e 16,30 - 18;00

    Contenuto: arredi sacri

     

    Da segnalare: paliotto in velluto con ricami e stemmi (sec. XVII)

     

    Descrizione

    Il museo è collocato dal 2002 entro tre locali al primo piano della canonica della chiesa dei SS. Filippo e Giacomo. La prima sala espone, in sei vetrine, numerosi parati, piviali, pianete e camici dal XVII al XIX secolo. La seconda sala è dedicata agli arredi devozionali: corone e un abito settecentesco per la vestizione della Madonna del Rosario. Nella terza sala, la ricostruzione di un altare attraverso le suppellettili del corredo liturgico della chiesa e, fra gli altri oggetti, un paliotto in velluto rosso a ricami degli inizi del Seicento su modelli ispirati a Jacopo Ligozzi, un calice in argento del XVII secolo di produzione fiorentina, ostensorio e navicella degli inizi del sec. XIX.

     

     

    Pistoia (PT)

    ANTICO PALAZZO dei VESCOVI e MUSEO della CATTEDRALE di SAN ZENO

    Piazza del Duomo - 51100 Pistoia (PT)

    Tel 0573 - 369275

    Tipologia: arte, arte sacra, archeologia

    Proprietà: privata per l’edificio, ecclesiastica per le opere d’arte sacra

    Regione civile Toscana, diocesi Pistoia

    Condizioni di fruibilità: temporaneamente chiuso. Ingresso: a pagamento. Orario: martedì, giovedì e venerdì 10,00 – 13,00 e 15,00 – 17,00 solo visite guidate

    Servizi: bookshop, parzialmente accessibile

    Contenuto: arredi liturgici, reliquiari sec. XIV - XVII

     

    Da segnalare: reliquiario di San Zeno (1369) e reliquiario di San Jacopo (1407, Lorenzo Ghiberti)

     

    Descrizione

    Il museo, inaugurato nel 1984, è situato all’interno dell’antico Palazzo dei Vescovi, (inizi sec. XII), nella sacrestia di San Jacopo (1144 - 1145) e ospita fra gli altri oggetti il tesoro dell’attigua cattedrale di San Zeno; sono esposti alcuni reperti, provenienti da scavi moderni in duomo che testimoniano presenze altomedievali in loco: un’urna cineraria in alabastro di tipo “volterrana” (III sec. a.C.), che ospitò per secoli le ossa di San Felice fino alla loro traslazione, tre frammenti di pavimento con decorazione a mosaico (V - VII sec.), un frammento di pietra con iscrizione dell’VIII sec, longobarda, e la teca - reliquiario in marmo dei Santi Bartolomeo, Lorenzo e Biagio (sec. XIV). Nella sacrestia nuova (sec. XIV), affrescata da Giovanni Bartolomeo Cristiani nel 1387 (Crocefissione) e Sano di Giorgio (1407, “Gli operai di San Jacopo ricevono in udienza un gruppo di pellegrini”), in una vetrina sono esposte due sculture di un artista trecentesco, affine ad Agostino di Giovanni: la “Vergine Annunciata” e una figura maschile, un tempo sul cenotafio di Cino da Pistoia. Fra le due statue spicca il prezioso reliquiario di San Zeno a forma di braccio, in argento dorato e pietre, opera del maestro Enrico Belandini, provenzale (1369). Nella vetrina 3 due eccezionali oggetti, il calice detto di Sant’Atto, in argento dorato filigranato di Andrea e Tallino di Jacopo d’Ognabene, del 1286, e la Croce detta di Sant’Atto, in argento dorato e pietre dure, di influenza germanica, del 1280 ca. Nell’antica sacrestia di San Jacopo, un tempo sede del tesoro omonimo, in cui si svolse il noto episodio del furto sacrilego operato secondo la tradizione da Vanni Pucci e dai suoi compagni il 25 gennaio 1293, che Dante ricorda nella Divina Commedia, XXIV Canto dell’Inferno, è esposto il reliquiario di San Jacopo, capolavoro dell’oreficeria tardo gotica datato 1407, riferibile a Lorenzo Ghiberti e alla sua bottega. Nella vetrina 5 sono esposti altri due preziosi reliquiari, il reliquiario della Vergine, in argento dorato e firmato nel 1379 dall’orafo fiorentino Romolo di Salvo, e il reliquiario di San’Eulalia, in argento in parte dorato, vetro e pietre, attribuito al maestro Gualandi da Firenze e databile 1444. Nella vetrina 6 altri reliquiari, di bottega fiorentina e pistoiese, un raro cofanetto in ebano e avorio intarsiato della seconda metà del ’400, realizzato da una bottega vicina a quella dei fratelli Embriachi, un calice datato 1384, opera dell’orafo pistoiese Andrea di Pietro Braccini. Nella sala è collocata la scultura di legno policromo Angelo che mostra la testa del Battista, un tempo attribuita a Francesco Vallambrino, senese, e recentemente retrodatata al 1361 e nell’ambito dell’opera di Giovanni Pisano. Salendo al primo piano, la prima sala è tutta dedicata ad arredi sacri con l’intento di mostrare una vasta gamma di oggetti liturgici e di parati dei secoli XVIII e XIX; in una delle sale successive , un tempo sagrestia della contigua cappella di San Jacopo, sono esposti oggetti che sono le copie di quelli andati distrutti in un incendio che nel 1641 devastò la sacrestia. A seguito della sciagura, i canonici si impegnarono a sostituire tutti gli arredi, e quindi il tesoro annovera un nucleo di arredi secenteschi notevole sia per qualità che per quantità. Altri oggetti furono donati dal vescovo Caccia, in sostituzione di quelli andati perduti: fra gli altri, un sontuoso pastorale, una mitria e una fibula da piviale. Recentemente sono stati restaurati ed esposti la Casula di sant’Atto (vescovo a Pistoia del sec. XII), di produzione locale del 1400, che porta applicata una striscia a ricamo di un periodo precedente, I metà del ‘300. In una vetrina una stupenda Croce astile opera di un maestro fiorentino di ambito giambolognesco (metà sec. XVI), e una “Pace” attribuita a scuola romana del 1642. La vetrina 14 ospita gli oggetti fatti eseguire dopo il grande incendio dalla famiglia Rospigliosi e dalla sacrestia di San Zeno. Nel corridoio che collega la cappella di San Nicola è collocata una vetrina che ospita il reliquiario di San Bartolomeo, donato nel 1663 da Giulio Rospigliosi, ed eseguito da un artista romano di influssi berniniani, il reliquiario della Croce, datato 1711 e realizzato a Roma, mentre il reliquiario di Santa Margherita da Cortona è probabilmente opera di un orafo fiorentino (1755 - 1766). Nelle vetrine successive si ammirano altri paramenti liturgici, in particolare due pianete del XVII sec., un ostensorio realizzato nel 1773 dal romano Giuseppe Valadier, calici e candelieri del XIX sec. In una saletta è stata ricostruita la sala della Falconiera, con le pareti affrescate a tempera da Giovanni Boldini negli anni 1866 - 1870.

     

     

    Pistoia (PT)

    MUSEI di PALAZZO ROSPIGLIOSI

    Via Ripa del Sale, 3 - 51100 Pistoia (PT)

    Tel 0573 – 28740

    museodiocesano@diocesi.pistoia.it

    Tipologia: storico

    Proprietà: ecclesiastico

    Regione civile Toscana, diocesi Pistoia

    Condizioni di fruibilità: temporaneamente chiuso

    Servizi:visita guidata, book shop  

     

    Descrizione

    Palazzo Rospigliosi fu edificato alla metà del sec. XVI per volontà di Giovan Battista Rospigliosi e appartenne alla famiglia fino al 1981 quando, alla morte di Clemente Rospigliosi, l’edificio fu lasciato per testamento alla cattedrale di Pistoia perché lo destinasse a museo, denominato di Papa Clemente IX (1667 - 1669).

    Il museo consta di un appartamento situato al piano nobile articolato in  quattro sale che conservano il sontuoso arredo seicentesco voluto per accogliere il papa, al secolo Giulio Rospigliosi, al suo passaggio in città, avvenimento in effetti non documentato. L’arredo con mobili, suppellettili, dipinti, è lo specchio del gusto di una committenza nobiliare, legata alla produzione di artisti locali, infatti il nucleo più consistente della quadreria è costituito dalla tele del pittore pistoiese Giacinto Gimignani (1606 - 1681) e di altri esponenti dello stesso periodo, come Jacopo Vignali, Lorenzo Lippi e Felice Ficarelli. Gli unici dipinti antichi sono una tavola, “I Progenitori”, di Fra Paolino, (1530 - 1532) e la tela “Betsabea al bagno”, di Sebastiano Vini, della seconda metà del ‘500. In un salotto si trova il dipinto “Morte di Germanico” opera di Nicolas Poussin, eseguito tra il 1626 e il 1628, replica di un soggetto simile nella collezione Barberini, e un ritratto di Papa Clemente IX in una sontuosa cornice dorata. Nella camera del Papa un letto a baldacchino in damasco rosso, in cui secondo tradizione avrebbe dormito il Papa.

     

     

    Pistoia (PT)

    MUSEO del SANTUARIO MADONNA dell’UMILTA’

    Via Vitoni, 2  Pistoia (PT)

    Tel 0573 - 22045

    Tipologia: arte sacra

    Proprietà: parrocchia

    Regione civile Toscana, diocesi Pistoia

    Contenuto: arredi liturgici e tesoro della Madonna dell’Umiltà

    Condizioni di fruibilità: in corso di progettazione

     

    Descrizione

    Nel santuario sono custoditi paramenti liturgici e argenti sacri che sono stati esposti in una mostra insieme al tesoro della Madonna dell’Umiltà nel 1992; dopo quella data sono stati ritirati e non vengono esposti.

     

     

    Piteglio (loc. Popiglio) (PT)

    MUSEO DIOCESANO sezione di POPIGLIO

    Piazzetta della Chiesa - 51020 Piteglio, loc. Popiglio (PT)

    Tel 0573 – 9761133

    museodiocesano@diocesipistoia.it

    Tipologia: arte sacra

    Proprietà: parrocchia

    Regione civile Toscana, diocesi Pistoia

    Condizioni di fruibilità: aperto. Ingresso gratuito. Orario: aperto da aprile a ottobre, sabato e domenica 16,00 – 19,00

    Servizi al pubblico: visite guidate, bookshop

    Contenuto: arredi liturgici (sec. XVII), dipinti e sculture (sec. XIV - XVII)

     

    Da segnalare: polittico “Madonna col Bambino e santi” del Maestro di Popiglio, (1350 ca.)

     

    Descrizione

    Il museo d’arte sacra di Popiglio si articola in due sedi espositive: la sagrestia della pieve di S.Maria Assunta e l’oratorio della Compagnia del Corpus Domini. La prima sede, la sagrestia di S.Maria Assunta (1571), è stata inaugurata nel 1993, e consta di una grande sala con vetrine in cui sono esposti alcuni oggetti sacri. Molti furono donati dalla famiglia dei Vannini, a partire dal XVII sec., un angelo in argento fuso e sbalzato, parte di un reliquiario più complesso, opera di un ignoto orafo romano della prima metà del XVII sec., una grandiosa croce in argento del 1677, dell’argentiere romano Marco Gamberucci. Dono dei Vannini è anche l’imponente ostensorio datato 1683. Fra le opere d’arte l’antico polittico dell’altare maggiore della pieve, “Madonna col Bambino e i Santi Pietro, Lorenzo, Giovanni e Jacopo”, databile alla prima metà del XIV sec., e attribuita ad un anonimo pittore pistoiese, detto “Maestro di Popiglio; segue una scultura di Santa Lucia, (XIV sec.), di scultore pisano - lucchese. Altri arredi liturgici da segnalare sono una grande lampada a sospensione in argento, di produzione fiorentina, della seconda metà del XVII sec., una croce reliquiario in lamina d’argento (1729) dell’argentiere romano Antonio Politi, e un raffinato ostensorio in argento (1693). Nei due grandi armadi da sagrestia sono raccolti corali miniati del XIV sec., 12 candelieri e una croce stazionale, una numerosa serie di reliquiari alla romana in lamina d’argento, fra cui quattro hanno il punzone dell’orafo Antonio Politi (1729). Due arredi provengono dal patrimonio della Compagnia della SS. Concezione: una pisside in argento, del 1704, del maestro borgognone Natale Migliè (Noel Millet) attivo a Roma agli inizi del XVIII sec., e un elegante calice della stessa bottega (1766).

    La seconda sezione del museo, allestita nell’oratorio della Compagnia del Corpus Domini, espone un gran numero di paramenti della pieve e di altre chiese del territorio prevalentemente dei sec. XVI e XVII, fra cui è dominante la raccolta di pianete, la più antica dell’ultimo quarto del Cinquecento. Ad una parete il dipinto “ Annunciazione” di Sebastiano Vini, (1577).

    Il museo è una sezione del museo diocesano di Pistoia insieme alla sedi di Ferruccia Quarrata e Pistoia

     

     

    Ponte Buggianese (PT)

    MUSEO del SANTUARIO della MADONNA del BUON CONSIGLIO

    Piazza Santuario, 17 – Ponte Buggianese (PT)

    Tel 0572 – 635022

    Regione civile Toscana, diocesi Pistoia

    Tipologia: arte sacra

    Proprietà: santuario

    Condizioni di fruibilità: aperto a richiesta. Ingresso gratuito. Orario: 7,00 – 12,00 e 15,00 – 18,00

     

    Descrizione

    Il piccolo museo, inaugurato nel 1982, costituisce il complemento alla vista della chiesa con il ciclo di affreschi di Pietro Annigoni ed espone in una sala arredi sacri della chiesa.

     

     

    Diocesi PITIGLIANO - SOVANA - ORBETELLO

    Montemerano (GR)

    RACCOLTA d’ARTE SACRA della CHIESA di SAN GIORGIO

    Montemerano - 58050 Montemerano (GR)

    Tel 0564 - 602736

    Tipologia: arte sacra

    Proprietà: parrocchia

    Regione civile Toscana, diocesi Pitigliano - Sovana - Orbetello

    Condizioni di fruibilità: aperto. Ingresso gratuito. Orario: estate 8,00 – 20,00; inverno 8,00 – 18,00

    Servizi al pubblico: visite guidate

    Contenuto: corali (sec. XV) e croce astile (Toscana, sec. XV)

     

    Da segnalare: tavola, “Madonna della Gattaiola”, Maestro di Montemerano, (sec. XV)

     

    Descrizione

    La chiesa di San Giorgio fu iniziata dopo il 1296 e consacrata nel 1430, come attesta una lapide murata nella facciata. Dopo un lungo periodo di chiusura per lavori di restauro e di consolidamento, la chiesa è ora aperta e si avvia a diventare un luogo di raccolta di opere d’arte provenienti anche da altri edifici sacri della zona. Le pareti sono state affrescate in un periodo fra il XV e il XVI secolo, con vari cicli pittorici, fra cui le storie di San Giorgio, fine sec. XV, di autore ancora ignoto, un frammento della “Storia di Sant’Orsola”; sulla parete dell’arcone di ingresso alla tribuna, frammenti di un grande affresco “Giudizio Universale”, attualmente in fase di studio. Gli affreschi dell’abside, “Storie della Vita di Cristo”, e le vele della volta, “ Evangelisti”, sono stilisticamente vicini al pittore senese Andrea di Niccolo’. In una delle teche, una tavola “Madonna della Gattaiola”, in realtà parte di una “Annunciazione” del Maestro di Montemerano (metà sec. XV), seguace di Giovanni di Paolo e Sano di Pietro. Interessante il polittico “Madonna in trono col Bambino e Santi” di Sano di Pietro, firmato e datato 1458, e la scultura lignea policroma “San Pietro”, già attribuita a Lorenzo di Pietro detto il Vecchietta, databile intorno al 1450. Fra gli oggetti liturgici, tre corali (sec. XV) e una croce astile in lamina di rame dorata e legno, opera di un orafo toscano del XV secolo.

     

     

    Pitigliano (GR)

    MUSEO DIOCESANO nel PALAZZO ORSINI

    Piazza Fortezza Orsini,25 - 58017 Pitigliano (GR)

    Tel 0564 – 616074

    www.palazzo-orsini-pitigliano.it

    donprez@libero.it

    Tipologia: arte, arte sacra, archeologia

    Proprietà: diocesi

    Regione civile Toscana, diocesi Pitigliano - Sovana - Orbetello

    Condizioni di fruibilità: aperto. Ingresso: a pagamento. Orario: da martedì a domenica: 10,00 – 13,00 e 15,00 – 18,00; chiuso lunedì e dal 10 gennaio al 15 marzo

    Contenuto: sculture lignee, sec. XV – XVI; arredi sacri

     

    Da segnalare: “Madonna col Bambino”, bottega di Jacopo della Quercia, sec. XV

     

    Descrizione

    Il palazzo sede del museo fu iniziato dagli Aldobrandeschi nel XIII sec. e in seguito ampliato a partire dal 1466 da Niccolò III degli Orsini; nel Cinquecento fu trasformato in fortezza per opera di Antonio da Sangallo il Giovane. Concesso alla diocesi di Sovana nel 1743 quale residenza del vescovo, fu designato nel 1989 come deposito di opere d’arte e aperto al pubblico come museo ufficialmente nel 1999. Al primo piano, un lungo corridoio ospita numerose sculture lignee, Santi e Sante dei sec.XV e XVI, mentre nelle sale successive sono esposti arredi liturgici, reliquiari databili fra il XVI e il XIX sec.; nelle vetrine oggetti preziosi, collane, braccialetti in oro e corallo provenienti dalla cattedrale di Sovana, e corone per dipinti, ornamenti preziosi per la “Madonna col Bambino” del santuario di Piancastagnaio. Una sala è interamente dedicata alla famiglia Orsini e presenta un ciclo di affreschi recentemente restaurato, commissionato da Niccolo’ III forse in occasione delle nozze con Elena di Montalanico, avvenute tra il 1470 e il 1480. Nella stessa sala è collocata una statua lignea, con scarse tracce policrome, raffigurante Niccolo’III, opera di un artista di area lombarda, dei primi decenni del XVI sec. Nella sala adiacente è esposta la “Madonna col Bambino” in legno policromo, della metà del sec.XV, proveniente dalla chiesa di Sant’Agostino a Santa Fiora, che dopo svariate attribuzioni sembra ormai ascrivibile a Jacopo della Quercia o alla sua bottega. Nella stessa sala, una tavola firmata da Guidoccio Cozzarelli, datata 1494, con “Madonna in trono, Bambino e Santi”. Un sala è dedicata agli argenti, disposti secondo una divisione tipologica per genere di arredi: calici, in particolare uno del ‘400 con placchette in smalto, alcune paci, ampolle e servizi per l’aspersione. I reliquiari sono nella sala successiva: il reliquiario a braccio di San Gregorio VII, e l’importante reliquiario a ostensorio delle Sante Flora e Lucilla, di un orafo lombardo del ‘400, con smalti traslucidi. Uno degli oggetti più importanti è lo sportello di tabernacolo con Cristo in pietà, dalla cattedrale di Sovana, databile fra il 1467 e il 1470, recentemente attribuito all’orafo Urbano da Cortona. Nelle sale successive alla loggetta del Sangallo sono esposte due tele di Francesco Zuccarelli, (1702 - 1788) nativo di Pitigliano, un dipinto a tondo di Bernardino Mei (sec. XVII), e altre tele di Pietro Aldi e Paride Pascucci, autori locali del sec. XIX. Un ultimo ambiente riunisce le vesti liturgiche, pianete e una mitria provenienti dalla cattedrale di Sovana (sec. XVI) e un riccio di pastorale di forme tardocinquecentesche.

     

     

    Pitigliano (GR)

    SINAGOGA – MUSEO dell’ASSOCIAZIONE PICCOLA GERUSALEMME

    Vicolo Marghera – 58017 Pitigliano (GR)

    Tel 0564 – 61322

    www.lapiccolagerusalemme.it

    lapiccolagerusalemme@libero.it

    Regione civile Toscana, diocesi Pitigliano – Sovana – Orbetello

    Tipologia: storico artistico

    Proprietà: comunità ebraica

    Condizioni di fruibilità: aperto. Ingresso a pagamento. Orario: da domenica a venerdì 10,00 – 12,00 e 15,00 – 17,30

     

    Descrizione

    Il museo consiste nella sinagoga, non più aperta al culto, e nella visita agli altri edifici del ghetto, forno degli azzimi, bagno rituale, cimitero.

     

     

    Roccalbegna (GR)

    RACCOLTA d’ARTE dell’ORATORIO del S. CROCEFISSO

    Via del SS Crocefisso - 58053 Roccalbegna (GR)

    Tel 0564 - 989122

    Tipologia: arte, arte sacra

    Proprietà: parrocchia

    Regione civile Toscana, diocesi Pitigliano - Sovana - Orbetello

    Condizioni di fruibilità: aperto a richiesta. Ingresso gratuito. Orario: 8,00 – 12,00 e 16,00 – 19,00

     

    Da segnalare: Crocefisso attribuito a Luca di Tommè, (1366 ca.)

     

    Descrizione

    Il museo ha sede nell'oratorio del SS. Crocefisso, la prima pieve di Roccalbegna trasformata per accogliere il Crocefisso di Luca di Tommè. L’oratorio, ancora aperto al culto, contiene numerose testimonianze artistiche del territorio: il più famoso e importante è il Crocefisso attribuito a Luca di Tommè, per il quale è stata proposta una datazione anteriore al 1366. Altre opere da ricordare sono le copie di quattro testate di bare, già ritenute del Vanni e poi assegnate a Sebastiano Folli, artista senese del XVI - XVII sec. Era consuetudine per le confraternite avere le testate di bara decorate e fissate ad un cataletto, una portantina cioè, destinata al trasporto dei confratelli defunti. Molti gli arredi sacri nella sagrestia, paliotti, una croce astile del XIV sec., lampade votive, reliquiari e due oggetti ormai in disuso, un piccolo torchio per la preparazione del vino per la Messa e un tabernacolo portatile in cui inserire la pisside per la comunione agli infermi

     

     

    Diocesi PRATO

    Prato (PO)

    MUSEO DIOCESANO dell’OPERA del DUOMO

    Piazza Duomo, 49 - 59100 Prato (PO)

    Tel 0574 – 29339

    www.diocesiprato.it

    musei.diocesani@diocesiprato.it

    Sistema museale: sistema museale pratese

    Tipologia: arte sacra

    Proprietà: diocesi

    Regione civile Toscana, diocesi Prato

    Condizioni di fruibilità: aperto. Ingresso: a pagamento. Orario: lunedì, giovedì e venerdì 9,00 - 13,00 e 14,30 - 18,30; mercoledì 9,00 – 13,00; sabato 10,00 – 13,00 e 14,30 – 18,30; domenica 10,00 – 13,00; chiuso martedì

    Servizi al pubblico: visite guidate

    Contenuto: tavole; dipinti dal XIII al XVIII sec.; tesoro della cattedrale

     

    Da segnalare: pulpito di Donatello, (1434 - 1438)

     

    Descrizione

    Il museo diocesano, inaugurato come primo nucleo nel 1967 nel Palazzo Vescovile, ha via via occupato varie sale in cui sono esposte importanti opere di pittura e scultura a partire dal ‘200, arredi liturgici e paramenti sacri. La sala del Due - Trecento, un tempo Biblioteca del Palazzo dei Preposti (poi Palazzo Arcivescovile), espone una suggestiva “Testa di Cristo” in legno policromato, opera toscana del 1220 circa, parte di un imponente Crocefisso, un altorilievo in arenaria eseguito intorno al 1262, “Madonna in trono fra i Santi Michele arcangelo, Pietro e Paolo, e la figura del committente”, abate Benvenutus,opera di Giroldo di Jacopo da Como, una “Madonna col Bambino” lignea degli inizi del XIV sec., opera di un artista toscano, memore dell’arte francese e del gusto senese e pisano, una tavola antica e venerata, la “Madonna del parto”, dipinta intorno al 1320 per la pieve di Santo Stefano da un artista giottesco locale, forse Convenevole di Duccio; altre tavole di artisti fiorentini operanti fra il 1365 e il 1370 sono una “Madonna col bambino” del cosiddetto Maestro di san Lucchese e due pannelli cuspidati provenienti dal Duomo, di Giovanni Bonsi, dell’ambito di Nardo di Cione; del primo Quattrocento una “Annunciazione” di Lorenzo di Niccolò, fiorentino, allievo del Gerini, un’anconetta “Madonna bambino e dodici santi”, di Mastro Francesco, un polittico di cui restano due pannelli ( la parte centrale è al Museum of Art di Philadelphia) con quattro santi, opera di Giovanni Toscani (1415). Alcune vetrine espongono suppellettili sacre di manifattura fiorentina (sec. XIV - XV): calici, tre croci astili, reliquiari e un codice miniato del XIII sec. La sala dei parati prende il suo nome dal parato di S. Stefano, realizzato in velluto rosso su fondo in teletta d’oro e arricchito da notevoli ricami figurati, del XVI sec., donato da Alessandro de’ Medici, poi Papa Leone XI; nelle vetrine raffinati graduali da coro con miniature: il corale D ha figure ispirate allo Starnina e a Lorenzo Monaco, eseguite nel 1429 - 1430 da Rossello Franchi e Matteo Torelli, il corale C miniato nel 1435 per la Badia di S. Fabiano dal fiorentino Meo di Frosino, allievo di Agnolo Gaddi, i corali B e A di Attavante Attavanti (1452 - 1517). La sala della cintola è dedicata alle opere collegate al culto della reliquia della Sacra Cintola, venerata dal XII - XIII sec.: alcuni rilievi in marmo bianco, tra cui “L’Assunta che dà la cintola a San Tommaso” del senese Niccolò di Cecco del Mercia e di suo figlio Sano, scolpiti per un pulpito esterno nel 1358 - 1360 , una veste del primo Settecento, per la statua della Madonna di Giovanni Pisano, in cattedrale, con pietre dure e un fittissimo ricamo in oro di manifattura fiorentina, altre suppellettili sacre in argento del corredo della Cappella della Cintola, e il moderno modello in gesso del paliotto con la “Dormitio Virginia” realizzato nel 1983 da Emilio Greco (1913 - 1995). Nel seminterrato reperti di scavi, resti ceramici, olle, catini, boccali e maioliche dal periodo etrusco (IV sec. a. C.), al XV sec., che documentano la frequentazione del luogo anche prima della nascita della città. Nella sala del Rinascimento dipinti del XV - XVI sec., fra cui spicca il capolavoro di Filippo Lippi, che fu a Prato dal 1452 al 1466: la pala con le “Esequie di San Gerolamo”, eseguita per la cattedrale intorno al 1453. Altri dipinti sono la tavola cuspidata a fondo oro con la “Trinità”, di Andrea di Giusto Manzini, (1435 - 1440), la pala con la “Madonna e bambino in trono con i santi Giusto e Clemente”, (1449), di Piero di Lorenzo di Pratese, stretto collaboratore di Filippo Lippi, un Crocefisso dipinto sulle due facce attribuito al Botticelli (fine sec. XV). La sala del pulpito prende il nome dalla prestigiosa opera che racchiude, il famoso pulpito realizzato da Donatello e Michelozzo sull’angolo esterno della Cattedrale, per l’esposizione della reliquia della sacra cintola. I rilievi del parapetto, eseguiti tra il 1434 e il 1438 da Donatello e collaboratori, vennero tolti nel 1970 dalla loro collocazione per motivi di conservazione. Nella sala è esposta anche la piccola capsella della Sacra Cintola, in rame dorato, osso e corno, eseguita da Maso di Bartolomeo, allievo di Donatello, fra il 1446 e il 1447, che fino agli inizi del Seicento contenne la reliquia. Nelle sale seguenti sono esposte oreficerie e suppellettile sacra dal XVI al XIX sec., notevoli fra gli altri tre Crocefissi da altare in bronzo, il più antico di autore fiorentino della seconda metà del ‘500, uno dorato di Antonio Susini, allievo del Giambologna e un terzo che si richiama all’Algardi, della fine del ‘600. Due gli ostensori provenienti dal Duomo, uno del primo ‘700 di ascendenza romana, e il secondo eseguito nel 1729 - 1730 da Lorenzo Loi. La sala del Sei - Settecento ospita alcune grandi tele provenienti dagli altari barocchi, di Carlo Dolci, Livio Mehus, Jacopo Chimenti (l’Empoli), Matteo Rosselli, Bartolomeo Bimbi e altri. Dalla sala si esce sotto il lato residuo del chiostro romanico della cattedrale (II metà del XII sec.), in marmo bianco e serpentino verde, con originalissimi capitelli zoomorfi (Maestro di Cabestany). Da qui si entra nella cappella sepolcrale dei Migliorati (XII sec.), quindi si raggiunge l’antiquarium che espone alcune lastre tombali, frammenti del pavimento musivo dell’antica pieve (XI - XII sec.), resti di capitelli (fra cui uno del Maestro di Cabestany), catini e frammenti architettonici del chiostro. Contigua alle “ Volte”, suggestive sepolture sotto il transetto della cattedrale, con affreschi e insegne del XIV - XVIII secolo, è la Cappella di santo Stefano, affrescata nel primo ‘400, in cui troveranno posto importanti reliquiari del XVI e XVII sec.

     

     

    Prato (PO)

    MUSEO di PITTURA MURALE

    Piazza San Domenico, 8 - 59100 Prato (PO)

    Tel 0574 - 440501

    pittura murale@diocesiprato.it

    Tipologia: arte, arte sacra

    Proprietà: diocesi

    Regione civile Toscana, diocesi Prato

    Condizioni di fruibilità: aperto. Ingresso: a pagamento. Orario: lunedì, giovedì e venerdì 9,00 – 13,00 e 14,30 – 18,30; mercoledì 9,00 – 13,00; sabato 10,00 – 13,00 e 14,30 – 18,30; domenica e festivi 10,00 – 13,00; chiuso lunedì, Natale, Capodanno, Pasqua, 1 maggio e 25 aprile

    Servizi al pubblico: visite guidate, parzialmente accessibile ai disabili

    Contenuto: sinopie, arredi sacri

     

    Da segnalare: ciclo di Paolo Uccello (sinopia)

     

    Descrizione

    Il museo nasce nel 1974 per l’esigenza di sistemazione stabile degli affreschi, delle sinopie e altre pitture murali non ricollocabili in seguito a lavori di restauro in Prato e soprattutto in cattedrale o scarsamente visibili e ha sede nel convento di San Domenico (1283 - 1316). Nei locali del museo è ospitata dal 1998 e rimarrà fino al 2008 la mostra “I Tesori della città”, che espone circa 50 capolavori del Trecento e Quattrocento pratese provenienti dal Museo Civico in Palazzo Pretorio (Bernardo Daddi, Giovanni da Milano, Lorenzo Monaco, Filippo e Filippino Lippi, Luca Signorelli) che è chiuso per restauri. Nell’allestimento tradizionale, l’atrio di ingresso accoglie una serie di insegne sepolcrali e frammenti del Trecento - Quattrocento recuperati dal chiostro domenicano, fra cui una “Madonna col Bambino” attribuibile a Pietro di Miniato (1415 ca.) e una “Deposizione” del primo ‘400. Al primo piano, l’affresco e la relativa sinopia del Tabernacolo del Ceppo, (1391) di Niccolo’ Gerini, una “Madonna col Bambino” e la sinopia dell’imponente Tabernacolo di Figline (1393 - 1395) di Agnolo Gaddi. Le sinopie degli affreschi di Paolo Uccello, “Disputa di Santo Stefano”, “Nativita’ della Vergine”, e “lapidazione di Santo Stefano” (completata da Andrea di Giusto) provenienti dalla Cattedrale, sono precedute da un affresco staccato che imita un polittico con predella (“Madonna col Bambino fra i santi Niccolo’ e Lorenzo”) dipinto da Pietro e Antonio di Miniato nel 1411.Interessanti sono i resti di un rarissimo ciclo di graffiti figurati su muro (1480 - 1490), provenienti dal giardino di Palazzo Vaj opera del pratese Girolamo Ristori che propongono con ricchezza di particolari i temi di una festa primaverile, una scena mitologica e teste di imperatori romani. Nella Galleria è esposto il grande affresco (staccato dal convento di Santa Teresa, ora adibito a carcere) opera di Baldassarre Franceschini detto il Volterrano (1611 - 1689), datato 1650 e siglato. Nelle salette minori un rilievo in marmo bianco e serpentino di un’arca sepolcrale, con l’”Annunciazione” (1338 - 1340), di Giovanni d’Agostino e alcuni oggetti di pertinenza del convento, come calici, ampolline e pissidi in argento (XVII - XVIII sec.): fra le croci astili, una della prima metà del ‘600, raffinatissima, in argento lavorato a sbalzo e fusione, di ignoto orafo fiorentino, con la Madonna della Cintola sul retro. Nell’ultima saletta sono esposti alcuni paramenti e arredi sacri del convento, una croce reliquiario settecentesca tipico lavoro della manifattura francescana di Gerusalemme, un leggio pieghevole da coro in legno intagliato e dorato (1763) e due grandi reliquiari settecenteschi ad ostensorio. Il secondo ordine del chiostro del convento, collegato al museo, è in fase di ristrutturazione per accogliere una scelta di reperti ceramici (utilizzati come riempimento leggero delle volte del coro, nella contigua chiesa di San Domenico), che documentano l’intera produzione da mensa, cucina dispensa e trasporto realizzata agli inizi del ‘300, l’insieme più completo mai rintracciato in Toscana.

    Il museo è la seconda sede del museo dell’Opera del Duomo

     

     

    Prato (fraz. Figline) (PO)

    MUSEO della PIEVE di S. PIETRO APOSTOLO

    Via vecchia di Cantagallo, 4 - 59027 Prato fraz. Figline (PO)

    Tel. 0574 - 460555

    Tipologia: arte sacra, archeologia

    Proprietà: parrocchia

    Regione civile Toscana, diocesi Prato

    Condizioni di fruibilità: aperto. Ingresso gratuito. Orario: a richiesta

    Contenuto: reperti archeologico altomedioevali, dipinti, arredi sacri

     

    Descrizione

    Il museo è aperto dal 1973 in due sale attigue alla chiesa di San Pietro. Nella prima, la sala delle ceramiche figlinesi, sono esposti vari catini (e rare matrici per gli stessi) in terracotta acroma, databili intorno al XIV - XV sec., una collana di bronzo altomedievale, e altri oggetti provenienti da scavi locali. Fra i dipinti, un pannello di polittico a fondo oro con “San Giovanni Battista”, attribuito al pistoiese Bartolomeo Bocchi (quarto decennio del Quattrocento), una pala con “Madonna e bambino fra i santi Sebastiano e Rocco”, del pratese Tommaso di Piero (1464 - 1529), e una tela “Cristo che consegna le chiavi a San Pietro” del fiorentino Giovan Pietro Naldini (1580 - 1642). La sala del tesoro contiene arredi sacri della pieve, fra cui un interessante calice del primo Quattrocento, una croce processionale del XVI sec., con eleganti rilievi nei quadrilobi, mentre nelle vetrine sono esposti alcuni calici, il più bello dei quali è opera di Cosimo Mari (1736), un ostensorio in argento, con raggera e cherubini dorati, di Antonio Mazzi e Domenico Cianfogni (1727). Di recente si è aggiunto al museo per donazione privata un Crocefisso in legno policromato di artista fiorentino (fine XVI - inizi XVII sec.).

     

     

    Vaiano (PO)

    MUSEO della BADIA di SAN SALVATORE

    Piazza Agnolo Firenzuola, 1 - 59021 Vaiano (PO)

    Tel 328 - 6938733

    Tipologia: arte sacra, archeologia

    Proprietà: parrocchia

    Regione civile Toscana, diocesi Prato

    Condizioni di fruibilità: aperto. Ingresso gratuito. Orario: sabato 16,00 – 19,00, domenica 10,00 – 12,00 e 16,00 – 19,00 e su prenotazione.

    Servizi e sussidi al pubblico: accesso ai disabili

    Contenuto: reperti archeologici, arte sacra

     

    Da segnalare: altare con corredo, sec. XVII

     

    Descrizione

    Nel 1999 si è riaperto il museo nell’ala meridionale dell’abbazia eretta nel X sec. dai benedettini cassinesi, ristrutturata nel XII sec. dopo il passaggio ai Vallombrosani e successivamente ancora rimaneggiata. Il percorso museale è articolato in modo da valorizzare anche gli ambienti restaurati (salotto, refettorio e appartamento dell’abate), in cui sono esposti gli oggetti, prevalentemente arredi liturgici. La prima sala, parte dell’antico refettorio, accoglierà il materiale di scavo venuto alla luce sotto la chiesa e il chiostro, da sepolture longobarde e altomedievali, mentre è già esposto materiale di scavo di altra provenienza, come ceramiche acrome, boccali, lucerne in ferro e maioliche quattrocentesche. Nella sala seguente si propone un altare con corredo completo del Sei - Settecento, con paliotto, candelieri, reliquiari e ostensori; inoltre calici, pissidi e un interessante paliotto in marmo del 1699. Di lato all’altare un ciborio in arenaria, con tracce di doratura, databile intorno al 1470, opera vicina ad Antonio Rossellino. Nell’ambiente successivo, un tempo salotto dell’abate, viene presentata la compagnia del SS. Sacramento: l’altare con l’esposizione solenne, la “residenza” del sec XVIII in legno scolpito, laccato e dorato, un crocefisso processionale del primo ‘700, e oggetti vari usati nelle cerimonie. La penultima sala, già camera dell’abate, e l’ultima sono destinate ad ospitare suppellettili sacre e dipinti provenienti da chiese del territorio: in particolare una croce astile in rame dorato del XV sec., e il dipinto “Commiato del Cristo dalla Vergine” forse opera di Giacinto Gimignani da Pistoia (1606 - 1681). Nelle stesse sale a rotazione saranno esposti paramenti sacri del XVII - XVIII sec. Altri due ambienti fanno parte del percorso museale: la cappellina e lo studiolo dove si è ricostruito l’ambiente con uno scrittoio e uno scaffale coi documenti del monastero. Un’ultima sala è dedicata a processioni e religiosità popolare, con la macchina per la processione della Madonna del Rosario, in legno argentato e dorato (sec. XIX).

     

     

    Diocesi SAN MINIATO

    Fucecchio (FI)

    MUSEO di FUCECCHIO

    Piazza Vittorio Veneto, 27 - 50054 Fucecchio (FI)

    Tel. 0571 - 268262

    museo@comune.fucecchio.fi.it

    Tipologia: arte, arte sacra

    Proprietà: Comune, diocesi

    Regione civile Toscana, diocesi San Miniato

    Condizioni di fruibilità: aperto. Ingresso: a pagamento. Orario: da martedì a venerdì 10,00 – 13,00, sabato e domenica 10,00 – 13,00 e 16,00 – 19,00

    Servizi al pubblico: parzialmente accessibile ai disabili, book shop

    Contenuto: arte, arte sacra

     

    Da segnalare: “Madonna e Santi”, tavola di Scheggia, sec. XV

     

    Descrizione

    Il museo, inaugurato nel marzo 2004, comprende fra le altre collezioni una raccolta di arte sacra, circa 20 dipinti dei secoli XIII - XVIII, argenti sacri e paramenti liturgici. Importante una tavola “Madonna e Santi”, dello Scheggia, fratello di Masaccio, sec. XV.

     

     

    San Miniato (PI)

    ORATORIO del LORETINO RACCOLTA ARCHEOLOGICA – PALAZZO COMUNALE

    via Vittime del Duomo, 11 - 56028 San Miniato (PI)

    Tel 0571 – 400458

    cultura@comune.san-miniato.pi.it

    Tipologia: arte

    Proprietà: Comune

    Regione civile Toscana, diocesi San Miniato

    Condizioni di fruibilità: aperto. Ingresso gratuito. Orario: martedì e domenica 10,00 – 13,00 e 15,00 – 18,00; chiuso lunedì e festivi

    Contenuto: affreschi e tabernacolo del crocefisso

     

    Da segnalare: tabernacolo ligneo, (sec. XVI)

     

    Descrizione

    L’oratorio era in origine una Cappella Palatina, trasformata per accogliere il Crocefisso di Castelvecchio, qui trasferito dalla chiesa dei SS. Giusto e Clemente nel 1399 dopo un fatto miracoloso. Il piccolo ambiente presenta sull’altare un ricco tabernacolo ligneo dorato, con una nicchia al centro destinata al crocefisso, che dal 1718 è custodito nella chiesa del SS. Crocefisso. L’opera lignea fu commissionata e pagata nel 1529 ai maestri Vincenzo di Bastiano e Luca, di cui non si hanno altre notizie, ma che sembrano ispirarsi ad Andrea del Sarto. Gli scomparti, con “Storie della Passione e Santi”, sono dipinti di Francesco di Agnolo Lanfranchi detto lo Spillo, fratello di Andrea Del Sarto (1526). Le pareti sono affrescate con episodi della vita di Cristo, i quattro Evangelisti, profeti e Sibille: non si conosce il nome dell’autore, che fa riferimento alla cerchia di Agnolo Gaddi e Nicolò di Pietro Gerini, (primi decenni sec. XV).

     

     

    San Miniato (PI)

    COLLEZIONE dell’ARCICONFRATERNITA della MISERICORDIA

    Palazzo Roffia, Via A. Conti, 40/42 - 56028 San Miniato (PI)

    Tel 0571 – 418041

    cultura@comune.san-miniato.pi.it

    Tipologia: arte, arte sacra

    Proprietà: confraternita

    Regione civile Toscana, diocesi San Miniato

    Condizioni di fruibilità: aperto. Ingresso: a pagamento. Orario: dal 1 ottobre al 31 marzo, sabato e domenica 15,00 – 18,00; dal 1 aprile al 30 settembre  sabato e domenica 10,00 – 13,00 e 15,00 – 19,00; chiuso lunedì

    Servizi e sussidi: visite guidate

    Contenuto: dipinti e sculture sec. XIII - XV, arredi legati all’attività della confraternita

     

    Da segnalare: gruppo ligneo della Deposizione, (sec. XIII)

     

    Descrizione

    La confraternita ha sede nel Palazzo Roffia, edificio in stile toscano tardo rinascimentale della seconda metà del sec. XVI, opera di un architetto della cerchia di Baccio d’Agnolo. La raccolta, formatasi anche grazie a lasciti e donazioni, presenta come aspetto particolare l’insieme degli arredi che rimandano all’attività devozionale e al soccorso degli infermi, esposti in parte stabilmente e in parte a rotazione. La “Deposizione”, gruppo ligneo costituito dal Cristo, la Maddalena e San Giovanni quasi a grandezza naturale è il fulcro della raccolta; è opera di ignoto del sec. XIII e proviene dalla cappella della SS. Trinità. Importante il dipinto su tavola con l’”Incoronazione della Vergine”, del cosiddetto Maestro della Natività Johnson, eseguito entro il 1480. Una proposta di attribuzione recente fa risalire a Domenico di Zanobi, discepolo di Filippo Lippi. Un restauro recente ha permesso di attribuire a Vincenzo Dandini (1609 - 1675) una tela con i “Santi Giorgio, Giovanni evangelista e Cecilia”.

     

     

    San Miniato (PI)

    MUSEO DIOCESANO d’ARTE SACRA

    Piazza Duomo, 1 - 56028 San Miniato (PI)

    Tel 0571 – 418071

    museodiocesano@diocesisanminiato.it

    Tipologia: arte, arte sacra

    Proprietà: diocesi

    Regione civile Toscana, diocesi San Miniato

    Sistema museale: Sistema Museale del Valdarno di Sotto

    Condizioni di fruibilità: aperto. Ingresso: a pagamento. Orario: lunedì e martedì 14,00 – 16,00, venerdì 10,00 – 13,00 e 14,00 – 17,00, sabato e domenica 10,00 – 13,00 e 14,00 – 18,00; chiuso mercoledì e giovedì,  25 e 26 dicembre, 31 dicembre e 1 gennaio, Pasqua e 15 agosto

    Servizi e sussidi: accesso ai disabili, visite guidate, sale per attività didattiche

    Contenuto: dipinti, arredi liturgici, sculture, documenti storici

     

    Da segnalare: due scene della Passione di ignoto fiammingo, (fine sec. XVI)

     

    Descrizione

    Il museo è stato inaugurato nel 1966 nel palazzo vescovile ed è stato ampliato successivamente. Vi sono raccolti un centinaio di oggetti del territorio diocesano, i più interessanti dei quali provengono dalla cattedrale, dalla chiesa dei SS. Jacopo e Lucia, dalla chiesa e convento di S. Francesco e dalla chiesa di Santo Stefano, oltre ai dipinti seicenteschi del lascito Sanminiatelli. Provengono dalla facciata della cattedrale un gruppo di 31 bacini in ceramica con motivi geometrici e zoomorfi, ultimo quarto del sec. XII, di manifattura nord - africana, e parti di un ambone firmate da Giroldo di Jacopo da Como, datate 1274. Dalla chiesa di San Domenico sono giunti dipinti su tavola, fra cui “Santa Caterina d’Alessandria”, parte di un polittico di Jacopo da Cione (c. 1365 - 1370), due tavole con “San Giovanni Battista” e “Sant’Antonio Abate” e una formella, che facevano parte di un’opera più complessa, attribuita a Maestro Francesco (sec. XIV), il “San Girolamo nello studio” di Cenni di Francesco, (1411), e la sua predella, con “San Girolamo in penitenza nutrito dall’angelo”, del suo collaboratore Jacopo da Firenze. Della metà del XV sec. due dipinti su tavola, “San Michele Arcangelo”, e la predella con la “Lotta fra angeli e demoni”, del cosiddetto Pseudo Ambrogio di Valdese, e la ”Santa Caterina d’Alessandria”, con la predella con il “Martirio della santa”, di Rossello di Jacopo Franchi. Sono stati staccati dal convento di San Francesco i frammenti di una Maestà del cosiddetto Maestro degli ordini, alias Jacopo di Mino del Pellicciaio. Il busto di terracotta “Redentore” con tracce di policromia proviene dalla chiesa di S.Stefano ed è stato attribuito al Verrocchio (1465). Due croci astili in rame dorato dell’ultimo quarto del sec. XIV sono rappresentative della tipologia di area lucchese - san miniatese. Due opere di Neri di Bicci, (1418 - 1492) provengono da antiche pievi: “Madonna in trono col bambino fra quattro santi”, del 1452, e la “Madonna che offre la cintola a San Tommaso”, ca. 1470. Al piano superiore due dipinti con scene della Passione, “Caduta di Cristo sotto la croce” e “Trasporto di Cristo al sepolcro” sono di autore ignoto, ma di cultura nordica della fine del sec. XVI, forse il fiammingo Abramo Bloemaert. Fra i dipinti secenteschi, “San Francesco morente confortato dall’angelo”, di Giovanni Bilivert, (1585 - 1644) allievo del Cigoli, e “Sacrificio di Isacco”, un tempo attribuito a Matteo Rosselli, e recentemente a Lorenzo Lippi (1606 - 1665).

     

     

    San Miniato (PI)

    RACCOLTE d’ARTE SACRA del CONSERVATORIO di SANTA CHIARA

    Via Roma,15 - 56028 San Miniato (PI)

    Tel 0571 – 43050

    segreteria@fondazionesantachiara.it

    Tipologia: arte, arte sacra

    Proprietà: ordine religioso

    Regione civile Toscana, diocesi San Miniato

    Condizioni di fruibilità: aperto. Ingresso: a pagamento. Orario: domenica 15,00 – 18,00

    Servizi e sussidi: visite guidate

    Contenuto: arredi liturgici, dipinti

     

    Da segnalare: “Apparizione di Cristo alla Maddalena”, Ludovico Cardi detto il Cigoli, (1559 - 1613)

     

    Descrizione

    Il Conservatorio un tempo fuori dalle mura della città, era il convento femminile di clausura dell’ordine francescano di Santa Chiara, fondato alla metà del XIV sec. forse su un precedente cenobio benedettino. La raccolta del Conservatorio ha una sua spiccata tipicità negli arredi tessili ricamati dalle stesse monache durante la loro vita claustrale. Tra le opere d’arte, un dipinto di Ludovico Cardi, detto il Cigoli (1559 - 1613), “Apparizione del Cristo alla Maddalena”, una “Immacolata Concezione e San Francesco e Santa Chiara” di Jacopo Chimenti, detto l’Empoli (1551- 1640). Sull’altare laterale a destra la tavola di Pier Francesco Foschi (1502 - 1567), “Cristo sorretto da angeli”. Un paliotto in scagliola, con la raffigurazione di Santa Chiara (primi decenni sec. XVIII) sta a sinistra dell’ingresso, dono di una famiglia benestante, come il reliquiario in ebano e avorio, con sportellini dipinti, di manifattura toscana della prima metà del sec. XVII, dono della famiglia Bonaparte. Due sono le croci dipinte presenti: la prima firmata da Deodato Orlandi, pittore di area lucchese, datata 1301, la seconda attribuita a Jacopo di Mino del Pellicciaio, detto anche Maestro degli ordini, di ambito senese, (sec. XIV).

     

     

    San Miniato (PI)

    RACCOLTE PALEONTOLOGICHE del SEMINARIO VESCOVILE

    Piazza del Seminario - 56028 San Miniato (PI)

    Tel 0571 - 418273

    Tipologia: scientifico

    Proprietà: seminario

    Regione civile Toscana, diocesi San Miniato

    Condizioni di fruibilità: chiuso

     

     

    Diocesi SIENA - COLLE DI VAL D’ELSA - MONTALCINO

    Asciano (SI)

    MUSEO CIVICO ARCHEOLOGICO e d’ARTE SACRA PALAZZO CORBOLI

    Corso Matteotti - 53041 Asciano (SI)

    Tel 0577 - 719510

    riccarelli@comune.asciano.siena.it

    Regione civile Toscana, diocesi Siena - Colle di Val d’Elsa - Montalcino

    Tipologia: arte sacra, archeologia

    Proprietà: Comune, parrocchia

    Condizioni di fruibilità: aperto. Ingresso: a pagamento. Orario: inverno, da venerdì a domenica 10,30 – 13,00 e 15,00 – 17,30; estate, da martedì a domenica 10,30 – 13,00 e 15,00 – 18,30

    Servizi per il visitatore e strutture annesse: accesso ai disabili, visite guidate, bookshop, biblioteca

    Contenuto : sculture e dipinti dei sec. XIIV - XV, arredi sacri

     

    Da segnalare: Ambrogio Lorenzetti, "San Michele arcangelo che uccide il Drago", (sec. XIV); Maestro dell’Osservanza, "Natività della Vergine", (sec. XV); Duccio di Boninsegna (attr.), "Madonna col Bambino"; Francesco di Valdambrino, "Vergine Annunciata" e "Angelo Annunziante", (sec. XV)

     

    Descrizione

    Il museo di Palazzo Corboli, inaugurato il 19 luglio 2003, presenta opere provenienti dal Museo Etrusco e comprendenti materiale archeologico del V - I sec a.C., rivenuto negli scavi della necropoli di Poggio Pinci, e dal Museo d’arte sacra, precedentemente ospitato nell’oratorio della Compagnia di Santa Croce. Quest’ultimo espone importanti sculture e dipinti del Trecento e Quattrocento senese e pochi arredi, tra cui una croce astile in ottone dorato e smalti del XV sec. e il ciborio ligneo di Fra Raffaello da Reggio. Tra i dipinti spiccano la "Madonna col Bambino" attribuita a Duccio di Boninsegna, la grande pala "Natività della Vergine" del Maestro dell’Osservanza (sec. XV) e "San Michele arcangelo che uccide il Drago", capolavoro di Ambrogio Lorenzetti. Tra le sculture da segnalare le due opere lignee della "Vergine Annunciata" e "Angelo Annunziante" di Francesco di Valdambrino, (sec. XV).

     

     

    Buonconvento (SI)

    RACCOLTA d’ARTE SACRA dell’ORATORIO della MISERICORDIA di BUONCONVENTO

    Via Soccini - 53022 Buonconvento (SI)

    Tel 0577 – 8077190

    cultura@comune.buonconvento.si.it

    Tipologia: specializzato (oggetti di confraternita), arte sacra

    Proprietà: confraternita

    Regione civile Toscana, diocesi Siena - Colle di Val d’Elsa – Montalcino (SI)

    Condizioni di fruibilità: aperto a richiesta. Ingresso gratuito

    Contenuto: oggetti relativi alla vita della confraternita

     

    Da segnalare: cataletto di manifattura senese e ignoto pittore, seconda metà XVII sec

     

    Descrizione

    Nell’oratorio di San Sebastiano sono confluite le sedi e gli oggetti di varie confraternite operanti a Buonconvento già nel 1410 che, dopo varie vicissitudini, nel 1864 ebbero statuti nuovi e il titolo di Pia Misericordia di Buonconvento. Alcune opere, fra cui una pala d’altare, alcune testate di bare e la statua barocca del Santo Papa sono state collocate nel vicino museo d’arte sacra. In attesa di ulteriore sistemazione l’oratorio presenta uno spaccato significativo della vita della compagnia, con una vasta gamma di oggetti, fra cui lampade professionali, cappe dei confratelli, e una lettiga usata per soccorrere gli ammalati, ancora in uso fino agli anni Cinquanta. Sull’altare maggiore un Crocefisso di ignoto scultore senese del XV sec. e nella sala adiacente la scultura lignea “Sant’Antonio da Padova”, e un cataletto del XVII secolo, reperto raro per la sua completa integrità, che reca sulle testate dipinti sacri ad opera di un pittore senese della seconda metà del ‘600, dell’ambito di Bernardino Mei e due piccole sculture “San Rocco” e “San Lorenzo”. Fra gli oggetti tipici della confraternita, due urne lignee a forma di calice destinate alle votazioni, della fine del ‘500.

     

     

    Buonconvento (SI)

    MUSEO d’ARTE SACRA della VAL D’ARBIA

    Palazzo Ricci Soccini, Via Soccini, 18 - 53022 Buonconvento (SI)

    Tel 0577 – 807181

    museoartesacra@provincia.siena.it

    www.museoartesacra.it

    Tipologia: arte, arte sacra

    Proprietà: Comune, parrocchia

    Regione civile Toscana, diocesi Siena - Colle di Val d’Elsa - Montalcino

    Condizioni di fruibilità: aperto. Ingresso: a pagamento. Orario: estate, 10,00 – 13,00 e 15,00 – 18,00, tutti i giorni tranne lunedì; dal 1 novembre al 31 marzo, sabato e domenica 10,00 – 13,00 e 15,00 – 17,00

    Contenuto: tavole e dipinti di area senese, arredi liturgici e paramenti sacri dal XIII al XVII sec

     

    Da segnalare: Brescianino, “Madonna che allatta il bambino e santi”, sec. XVI

     

    Descrizione

    Il museo vanta una storia abbastanza lunga- Nel 1926 il parroco don Crescenzo Massari inaugurò una piccola sala adiacente alla pieve di San Pietro e Paolo allo scopo di esporre i reperti raccolti o ritrovati per salvaguardarli. Nel 1979 il museo fu trasferito in un altro palazzo in due grandi sale, a cui dieci anni dopo se ne aggiunsero altre due. La sede definitiva viene raggiunta più tardi, con il trasferimento, dopo la conclusione dei restauri, nel Palazzo Ricci - Soccini, bell’esempio di palazzo ottocentesco interamente rinnovato nel 1909 secondo le tendenze dello stile liberty, omogeneo sia negli elementi strutturali che decorativi anche negli interni. La sala centrale del secondo piano espone la tavola “Madonna col Bambino” di Duccio da Buoninsegna, fine sec. XIII, una “Madonna col Bambino” dalla chiesa di Murlo, legata a Duccio, e il Crocefisso attribuito ad un ignoto a cui si dà il nome convenzionale di Maestro della Croce di Buonconvento, vicino alla stile di Niccolo’ di Segna. Due tavole sono di mano di Pietro Lorenzetti: il soggetto è per entrambe “Madonna col bambino”, la prima eseguita fra il 1336 e il 1348, anno della morte per peste nera, la seconda con intervento della bottega del maestro, che probabilmente presiede anche alla esecuzione di una navicella in rame dorato insieme ad un ignoto orafo senese (prima metà sec. XIV). Nella seconda sala due opere di Luca di Tommè: “Madonna che allatta il bambino e due angeli”, e “Matrimonio mistico di Santa Caterina d’Alessandria e i santi Biagio e Bartolomeo”, eseguite intorno al 1360. Il polittico di Andrea di Bartolo “Annunciazione e i santi Antonio Abate e Maddalena” fu riunito solo nel 1026: è una delle poche opere firmate e datate dall’artista (1397). Del maestro di Sant’Ivo, della bottega di Agnolo Gaddi, è la tavola “Matrimonio mistico di Santa Caterina d’Alessandria e santi” (fine sec. XIV). Nella sala sono esposte anche due pezzi di oreficeria: il braccio reliquiario dei Santi Innocenti (prima metà sec. XIV), dalla pieve di Piana a loro dedicata, e un turibolo a forma di tempietto gotico. Nella sala terza, consistente la presenza di Sano di Pietro: tre opere, “Madonna col Bambino e i santi Apollonia e Bernardino” e l’”Incoronazione della Vergine”, entrambe del 1460 circa, e il trittico “Madonna col Bambino, san Bernardino e Caterina da Siena”, anteriore di un decennio. Matteo di Giovanni è autore di una “Madonna col bambino e due angeli” (1470), la cui predella con le storie della Vergine sembra più attribuibile al suo allievo Guidoccio Cozzarelli. Forse lo stesso Guidoccio è autore anche della “Madonna col bambino e due angeli”, della pieve di Corsano, trasformata in “Madonna del Rosario” nel ‘600 e oggetto di grande devozione. La “Madonna che allatta il bambino e i santi Giovanni Battista e Girolamo”, attribuita al Brescianino (inizi sec. XVI), è l’immagine scelta a rappresentare il museo. Nelle altre sale una serie di opere di piccolo formato del ‘600, con la prevalenza di manufatti legati alla tradizione liturgica delle confraternite laiche, fra cui caratteristiche senesi sono le “testate di bara”, pannelli dipinti che ornavano i cataletti, legate al culto dei defunti. Sono collocati qui un “Ecce homo” di Rutilio Manetti (sec. XVII), e il “San Pietro liberato dal carcere” di Bernardino Mei. Nella saletta adiacente e nella sala VI, caratterizzata da esuberanti festoni decorativi, sono esposti i paramenti liturgici databili fra il XVI e il XVII sec., di manifattura italiana, fra cui la pianeta verde con disegni a fiore di cappero e la pianeta veneziana con disegni a cineserie (1771), e una vasta selezione di oreficerie liturgiche provenienti dalle chiese della Val d’Arbia per un periodo che va dal primo Trecento alla fine dell’Ottocento. Nel salone a piano terra sono collocate molte pale d’altare delle chiese della Valle, tre su tavola :”Assunzione della Madonna, i santi Sebastiano, Tommaso, Gregorio Magno, angeli e profeti”, di Pietro di Domenico, “Annunciazione coi santi Antonio Abate e Francesco”, attribuita a Gerolamo di Benvenuto e “Immacolata Concezione, profeti e santi” di Bartolomeo di David, allievo del Beccafumi. Le undici pale d’altare su tela sono un’antologia della pittura senese tra la fine del Cinquecento e la metà del Seicento, con opere di Alessandro Casolari, “Annunciazione” e “Nativita’” (1597), uno dei capolavori di Francesco Vanni, “Madonna col bambino, San Lorenzo e Santa Caterina”, firmata e datata (1598), “Assunzione della Vergine e santi”, di Rutilio Manetti (1608), “Assunzione della Vergine coi Santi Pietro e Andrea” di Pietro Sorri (1605), “Madonna col bambino in trono e i santi Sigismondo e Giovanni Battista” di Francesco Bartalini, e la “Madonna del Rosario con santi e beati” di Astolfo Petrazzi, dipinta intorno al 1640. Tra le sculture, un Santo Papa, che potrebbe essere Paolo V, di ignoto senese del XVII sec.

     

     

    Castiglione d’Orcia (SI)

    SALA d’ARTE SAN GIOVANNI

    Via di San Giovanni, 10 – Castiglione d’Orcia (SI)

    Tel. 0577 – 888986

    info@parcodellavaldorcia.com

    Regione civile Toscana, diocesi Siena – Colle di Val d’Elsa – Montalcino

    Tipologia: arte sacra

    Proprietà: Comune, parrocchia

    Condizioni di fruibilità: aperto. Ingresso a pagamento. Orario: da aprile al 15 ottobre, da martedì a domenica 10,00 – 12,30 e 14,30 – 17,30

     

    Descrizione

    La sala ha sede nell’antico convento di San Giovanni e, in un’unica sala, espone dipinti e arredi liturgici provenienti da chiese a da confraternite della zona.

     

     

    Chiusdino (SI)

    MUSEO CIVICO E DIOCESANO D’ARTE SACRA DI SAN GALGANO

     

    Via Umberto I, 19 53012 Chiusdino(SI)

    Tel. 0577 – 756738

    Regione civile Toscana, diocesi Siena – Colle di Val d’Elsa – Montalcino

    Tipologia: arte sacra

    Proprietà: Comune, diocesi

    Condizioni di fruibilità: aperto. Ingresso a pagamento. Orario: fino al 25 Marzo: Sabato e Domenica dalle ore 10:00 alle 17:30;  dal 26 Marzo: tutti i giorni dalle ore 10:00 alle 18:00 

    Descrizione

     Situato nella cornice medievale del centro storico di Chiusdino, il museo è allestito nello storico Palazzo Taddei, interamente ristrutturato e aperto al pubblico nel dicembre 2015, e  accoglie in 4 piani  10 sale tematiche con dipinti, sculture e oreficeria sacra dedicata a San Galgano. Il Palazzo stesso offre, oltre ad un panorama e scorci mozzafiato, parte degli affreschi originali interamente restaurati . Tra le opere esposte più significative ricordiamo: Bassorilievo di San Galgano «condotto a Montesiepi» (opera di Giovanni d’Agostino della prima metà del XIV secolo), San Galgano conficca la spada nella roccia (opera di Urbano da Cortona del 1446) e Madonna col Bambino (opera di Niccolò di Segna del 1336).Una particolarità del museo è la «sala sacra» dove si trovano custodite le reliquie, che rimangono a tutti gli effetti oggetti di culto, in quanto resti dei corpi dei santi.

    Colle di Val d’Elsa (SI)

    MUSEO CIVICO e DIOCESANO d’ARTE SACRA di COLLE in VAL D’ELSA

    Via del Castello, 33 - 53034 Colle di Val d’Elsa (SI)

    Tel 0577 – 923888

    Museo.civico@comune.collevaldelsa.it

    Tipologia: arte, arte sacra

    Proprietà: Comune, diocesi

    Regione civile Toscana, diocesi Siena - Colle di Val d’Elsa - Montalcino

    Condizioni di fruibilità: aperto. Ingresso: a pagamento. Orario: dal 1 aprile al 30 settembre, da martedì a domenica 11,30 - 17,00; dal 1 ottobre al 31 marzo, sabato, domenica e festivi 11,30 - 17,00 

    Servizi al pubblico: visite guidate

    Attività: mostra “Arredi liturgici della Cattedrale di Colle di Val d’Elsa”, (1993); “Invito al museo”, (1994)

    Contenuto: dipinti di scuola senese, toscana e di altre provenienze dal XII al XVII sec.; arredi sacr;, oreficerie liturgiche; raccolta di tele di autori locali (sec. XIX - XX)

     

    Da segnalare: “Maestà”, Maestro di Badia a Isola, (fine sec. XIII)

     

    Descrizione

    Nel 1995 il Museo Civico e il Museo d’arte sacra si sono fusi formando un unico museo, ospitato per ora nell’antico Palazzo dei Priori, in attesa di una sistemazione definitiva di più ampio respiro. La prima sala espone le opere di pittura e scultura più antiche, come la grande tavola della “Maestà”, del cosiddetto Maestro di Badia a Isola, (sec. XIII), la “Madonna col Bambino” di Segna di Bonaventura (primi del Trecento), ancora una “Madonna col Bambino” della metà del Trecento di Niccolo’ di Ser Sozzo. Della fine del Trecento e degli inizi del Quattrocento sono presenti alcuni autori interessanti come Cennino Cennini , “Natività della Vergine”, Lorenzo di Bicci, “Madonna col Bambino e santi”, lo pseudo Ambrogio di Valdese, “Trittico” e Ventura di Moro,” Trittico”. Al Quattrocento appartiene il fiorentino Pier Francesco, con una “Madonna con Bambino”, mentre nel Cinquecento operano Giovanni Maria Tolosani, affresco con l’”Adorazione dei Magi”, e la tavola “Presentazione al Tempio”; nella cornice originale intagliata da Baccio d’Angiolo è esposta la “Pietà coi santi Nicola e Gerolamo”, dipinta nel 1519 da Ridolfo del Ghirlandaio. Un grande Crocifisso ligneo dipinto del Trecento si fa risalire stilisticamente a Marco Romano e nella vetrina sono esposti corali miniati da un maestro senese della fine del Duecento e un grande corale fiorentino (seconda metà Quattrocento). Nel salone d’ingresso opere di pittura soprattutto toscana del Cinque e Seicento: una piccola tavola con la “Madonna e il Bambino” di Girolamo Genga, una pala di Francesco Umbertini detto il Bachiacca, “Annunciazione e santi Sebastiano, Nicola e Rocco” e la grande pala con la “Deposizione di Cristo e santi”, datata 1584, del fiorentino Francesco Rosselli. Segue una piccola sezione iconografica inerente i personaggi della storia civile e religiosa di Colle Val d’Elsa del primo Seicento, fra cui il vescovo Usimbardi, che commissionò a Ludovico Cardi detto il Cigoli la “Pietà” qui presente (fine sec. XVI), e del quale sono esposti vari ritratti su tela e un busto marmoreo, opera di Felice Palma (inizi sec. XVII). Sulla lunga parete interna sono disposti come in una galleria numerosi dipinti a soggetto sacro prevalentemente del Seicento, e nel salone dipinti dell’Ottocento, in particolare la tela “ Assunta coi santi Pietro e Agostino”, di Antonio Puccinelli (1859). Al centro della sala in alcune vetrine sono esposti arredi sacri e reliquiari. Degno di nota un corredo eucaristico in argento, ritrovato nel 1963, che testimonia dell’esistenza di una comunità cristiana di etnia ostrogota del VI sec. Numerose le argenterie liturgiche, fra cui calici gotici, e di epoche successive. E’ esposta nel salone di ingresso una collezione di opere di soggetto profano, di pittori locali, attivi fra fine Ottocento e primi Novecento: Solvetti, Meoni, Manganelli, Cannicci.

     

     

    Montalcino (SI)

    MUSEO CIVICO e DIOCESANO RACCOLTA ARCHEOLOGICA di MONTALCINO

    Via Ricasoli, 31 - 53024 Montalcino (SI)

    Tel 0577 - 846014 - 848144 (Comune)

    www.prolocomontalcino.it

    info@prolocomontalcino.it

    Tipologia: arte, arte sacra

    Proprietà: Comune, parrocchia

    Regione civile Toscana, diocesi Siena - Colle di Val d’Elsa - Montalcino

    Condizioni di fruibilità: aperto. Ingresso: a pagamento. Orario: estate, 10,00 – 18,00; inverno, 10,00 – 13,00 e 14,00 – 17,00; chiuso lunedì

    Servizi e sussidi: accesso ai disabili, visite guidate

    Contenuto: arte, arte sacra

     

    Da segnalare: “Madonna col Bambino”, Simone Martini; “Crocefisso” del Valdambrino; Croce di Sant’Antimo

     

    Descrizione

    Il museo, presente già da tempo sul territorio in due raccolte distinte, venne unificato nel 1977 e trasferito verso la metà degli anni ’80 nella sede attuale, l’ex - convento agostiniano dei SS. Filippo e Giacomo.

    L’accesso al museo avviene dal chiostro, dove sono stati sistemati alcuni affreschi staccati dal convento di San Francesco a Montalcino: “Crocefissione” e “Maddalena, Santa e San Francesco” del cosiddetto Maestro del 1346, pittore senese, e un “Crocefisso fra i Santi Pietro e Paolo” di ignoto senese del 1438.

    La sala A è prevalentemente dedicata a Bartolo di Fredi, con la pala “Deposizione di Cristo” al centro, firmata e datata 1383, e il grande polittico, terminato nel 1388, che ha al centro l’”Incoronazione della Vergine”, ed è stato ricomposto negli elementi laterali, la predella e la cuspide, con i santi e le storie della Vergine, un tempo smembrati e dispersi in altri musei. Di un altro polittico è invece rimasta solamente la “Madonna col Bambino”. Di Angelo di Nalduccio e Domenico di Agostino sono le due statue lignee dell’”Annunciazione” (1369 - 1370). Angelo di Nalduccio è autore anche di una “Madonna con Bambino”, scultura del 1370 circa.

    La sala B presenta Simone Martini, la “Madonna che tiene il bambino”, tavola del terzo decennio del XIV sec., Ambrogio Lorenzetti, due tavolette con i “Santi Pietro e Paolo” (metà sec. XIV), Luca Tommè, “Madonna col Bambino”, (1360 ca.). Le altre sculture presenti sono tre grandi Crocefissi lignei, sec. XIV, e due grandi figure di “Annunciazione”. Nella sala è raccolto un gruppo di opere di epoca più tarda, di Benvenuto di Giovanni, “Effusio Sanguinis” della fine del Quattrocento, e del figlio Girolamo, “Adorazione del Bambino” (inizi Cinquecento).

    Importante il Crocefisso scolpito da Francesco di Valdambrino, (1420 ca.) e il maestoso “San Pietro in cattedra”, eseguito dallo stesso autore nel 1423.

    La sala C espone la “Madonna che allatta il Bambino e due angeli”, di Giovanni di Paolo (1440 ca.), contemporanea alla “Madonna dell’Umiltà” di Sano di Pietro, che è autore anche del San Bernardino del 1450 circa. Curiosamente, di fronte è esposta una tavola del Vecchietta con lo stesso soggetto, che insieme a “Sant’Antonio Abate” faceva parte di un polittico disperso. Il Vecchietta dipinse anche la “Madonna col Bambino incoronata dagli Angeli”, (metà sec. XV).

     

     

    Poggibonsi (SI)

    COLLEZIONE di EX - VOTO del SANTUARIO di S. MARIA del ROMITUZZO

    Via Burresi, 17 - 53038 Poggibonsi (SI)

    Tel 0577 – 938071

    info@romituzzo.it

    Tipologia: specializzato (ex - voto)

    Proprietà: santuario

    Regione civile Toscana, diocesi Siena - Colle di Val d’Elsa - Montalcino

    Condizioni di fruibilità:

     

    Descrizione

    Nel santuario esisteva una raccolta di ex - voto dipinti su tavola che sono stati restaurati e collocati in altra sede, mentre sono rimasti sulle pareti del santuario stesso gli ex - voto anatomici.

     

     

    Poggibonsi (SI)

    MUSEO d’ARTE SACRA di STAGGIA

    Piazza Grazzini, 4 fraz. Staggia - 53038 Poggibonsi (SI)

    Tel 0577 - 930363

    Tipologia: arte, arte sacra

    Proprietà: parrocchia

    Regione civile Toscana, diocesi Siena - Colle di Val d’Elsa - Montalcino

    Condizioni di fruibilità: aperto. Ingresso gratuito. Orario: sabato 15,00 – 17,00 e a richiesta

    Contenuto: dipinti, arredi sacri

     

    Da segnalare: “Maddalena comunicata dagli angeli”, Antonio del Pollaiolo, (sec. XIV)

     

    Descrizione

    Il museo è ospitato dal 1976 in una stanza della canonica annessa alla pieve di S. Maria Assunta a Staggia ed espone dipinti, arredi e suppellettili sacre provenienti dalla pieve stessa.

    L’opera più importante è la tavola “Maddalena comunicata dagli angeli” di Antonio del Pollaiolo, (sec. XIV); sono esposte inoltre una “Madonna col Bambino”, tavola centrale di un polittico andato perduto, opera di un pittore senese del sec. XIV, e la tavola “Adorazione dei Magi” di Francesco Botticini (fine sec. XV).

    Fra gli arredi sacri, una statua reliquiario in legno dorato “Madonna col Bambino” e un ostensorio di orafo senese ignoto, in rame fuso e sbalzato, cesellato e dorato della seconda metà del XIV.

     

     

    San Gimignano (SI)

    MUSEO d’ARTE SACRA e COLLEGIATA di SAN GIMIGNANO

    Piazza L. Pecori, 1 - 53037 San Gimignano (Si)

    Tel 0577 - 942226

    collegiata@cheapnet.it

    Regione civile Toscana, diocesi Siena - Colle di Val d’Elsa - Montalcino

    Tipologia: arte, arte sacra

    Proprietà: ecclesiastica

    Condizioni di fruibilità: aperto. Ingresso: a pagamento. Orario: dal 1 febbraio al 31 marzo, da lunedì a sabato 10,30 – 17,00, domenica 12,30 – 17,00; dal 1 aprile al 31 ottobre, da lunedì a venerdì 10,30 – 19,30, sabato 10,30 – 17,30, domenica 12,30 – 17,30; dal 1 dicembre al 15 gennaio, da lunedì a sabato 10,30 – 17,00

    Servizi al pubblico: visite guidate, no accesso ai disabili

    Contenuto: opere di pittura e scultura (XIII - XVIII sec.), tesoro della collegiata di San Gimignano, paramenti

     

    Da segnalare: “Madonna della Rosa”, Bartolo di Fredi, sec. XIV; paliotto delle colombe d’oro sec. XV

     

    Descrizione

    Creato nel 1915, dal 1929 il museo è collocato nell’antico “Dormitorio dei Cappellani”, adiacente alla collegiata; ampliato e rinnovato nel 2002, raccoglie pezzi provenienti dalla collegiata e da chiese e conventi del territorio. Comprende pregevoli tele, tavole, corali, sculture, terrecotte, resti di monumenti funerari, bassorilievi, tessuti e argenti. Nella stanza d’ingresso sono esposte tre pergamene provenienti dalla collegiata e dipinti di Sebastiano Mainardi (“Il Volto Santo adorato da due disciplinati di Santa Croce”) e Vincenzo Tamagni (“La Madonna col Bambino”, il “Beato Bartolo Buonpedoni” e “Santa Fina e San Martino e il mendicante”). La prima sala del museo è dedicata a Santa Fina e contiene il paliotto dell’altare della santa, una “Santa Fina” di Francesco Curradi e Santa Fina in Gloria di Niccolò Lapi, un imponente leggio della fine del Quattrocento, un frammento d’affresco di Lippo e Federico Memmi raffigurante “Santa Lucia”, un’acquasantiera della fine del XIII - inizio XIV secolo e due leoni stilofori. Nella stanzetta di passaggio alle scale, una volta l’atrio d’ingresso, sono un angelo reggisudario di Goro di Gregorio, sec. XIV, frammento di un monumento funebre, e la sinopia per la figura di un servo che mesce il vino nella scena delle Nozze di Cana in Basilica. Al primo piano, la stanza a destra delle scale custodisce un affresco staccato della “Crocifissione” di Benozzo Gozzoli, un pulpito ligneo del primo Seicento, proveniente dall’antica chiesa della Madonna dei Lumi a San Gimignano, e un grande Crocifisso della fine del XIV - inizio XV secolo. Una credenza della prima metà del Cinquecento regge i bozzetti per gli angeli portacandele dell’altare maggiore della Basilica, opera di Benedetto da Maiano. La grande sala degli arredi sacri contiene preziosissimi arredi liturgici proveniente dalla Collegiata e le chiese del territorio. Spiccano una croce-reliquiario smaltata dell’inizio Trecento, pregevole esempio di oreficeria medievale, e una croce d’altare d’argento del Cinquecento. Particolarmente raro è un turibolo del XIII secolo fatto a Limoges in Francia. A sinistra delle scale ricordiamo le sculture lignee del XIV secolo dell’Angelo Annunciante e della Vergine Annunciata (di cui rimane solo il busto), un grande Crocifisso ligneo policromo della fine del secolo XII, di scuola senese, il busto marmoreo di Onofrio di Pietro, opera di Benedetto da Maiano (sec. XV) e un Crocifisso, anche di Benedetto da Maiano. Un cherubino di Benedetto da Maiano è un frammento del vecchio altare maggiore. Nella stanza accanto, notevole è una statua lignea policroma raffigurante Sant’Antonio Abate, del primo Quattrocento, opera di Francesco da Valdambrino. Particolarmente cara ai sangimignanesi è la tavola di Bartolo di Fredi raffigurante la “Madonna della Rosa”, frammento superstite di un trittico. Un dipinto della “Deposizione di Cristo nel Sepolcro” è l’opera di un pittore fiorentino di metà Cinquecento, molto vicino a Giorgio Vasari. Nella sala dei paramenti sono conservati paliotti, pianete e altri paramenti liturgici di altissimo artigianato, in massima parte secentesca e settecentesca, fra cui il paliotto delle Colombe d’Oro, rarissimo esempio dell’arte tessile del Quattrocento, in velluto vermiglio con ricami d’oro, eseguito dalle monache benedettine del monastero delle Murate a Firenze. Il museo raccoglie anche preziosi corali miniati, fra cui miniature di Lippo Vanni e Niccolò di Ser Sozzo, che non sono però esposti per motivi di sicurezza.

     

     

    Siena (SI)

    LIBRERIA PICCOLOMINI

    Piazza Duomo - 53100 Siena (SI)

    Tel 0577 – 283048

    Tipologia: arte

    Proprietà: Opera del duomo

    Regione civile Toscana, diocesi Siena - Colle di Val d’Elsa - Montalcino

    Condizioni di fruibilità: aperto. Ingresso: a pagamento. Orario: dal 1 marzo al 14 giugno 9,30 – 19,30; dal 15 giugno al 15 settembre 9,30 – 20,00; dal 16 settembre al 2 novembre 9,30 – 19,30; dal 3 novembre al 28 febbraio 10,00 – 17,00

    Servizi al pubblico: accesso ai disabili

    Contenuto: ciclo di affreschi del Pinturicchio

     

    Da segnalare: le “Tre Grazie”, scultura romana, III sec.

     

    Descrizione

    La libreria, all’interno del Duomo di Siena, fu fatta costruire a partire dal 1492 dal cardinale Piccolomini, poi Pio III, per custodirvi la biblioteca di Pio II. L’interno fu affrescato dal Pinturicchio (1502 - 1509) con le storie della vita di Pio II e custodisce il gruppo scultoreo delle “Tre Grazie”, di epoca romana (III sec). Sui banchi del quattrocento sono esposti numerosi corali miniati dal ‘400 al ‘500.

    La vista alla Libreria costituisce un’estensione della visita al Museo dell’Opera.

     

     

    Siena (SI)

    MUSEO dell’OPERA del DUOMO

    Piazza Duomo, 8 - 53100 Siena (SI)

    Tel 0577 – 283048

    Opera.siena@operalaboratori.it

    Tipologia: arte, arte sacra

    Proprietà: Opera del duomo

    Regione civile Toscana, diocesi Siena - Colle di Val d’Elsa - Montalcino

    Condizioni di fruibilità: aperto. Ingresso: a pagamento. Orario: dal 1 marzo al 14 giugno 9,30 – 19,30; dal 15 giugno al 15 settembre 9,30 – 20,00; dal 16 settembre al 2 novembre 9,30 – 19,30; dal 3 novembre al 28 febbraio 10,00 – 17,00

    Contenuto: arte senese dal XIII al XVIII sec.

     

    Da segnalare: “Maestà”, Duccio da Buoninsegna, (1308 - 1311)

     

    Descrizione

    Il museo, che fu aperto già nel 1869, ha sede nei locali ricavati dalla chiusura delle prime tre campate di quello che doveva essere il duomo nuovo, iniziato nel 1339 e interrotto nel 1348 a causa della grande epidemia di peste, espone due capolavori assoluti: la “Maestà” di Duccio da Buoninsegna e le statue di Giovanni Pisano. Sono presenti nelle varie sale i maggiori esponenti dell’arte senese a partire dal XIII secolo, con la “Madonna dagli occhi grossi”, Ambrogio Lorenzetti, quattro scomparti di un polittico con vari santi, sec. XIV, e le due grandi tele delle “Prediche di San Bernardino” realizzate intorno al 1440 da Sano di Pietro; la “Madonna dell’umiltà”, piccola tavola del Sassetta (1435). Nella sala dei conversari una grande tela del Beccafumi, “San Paolo in trono”, due statue dello stesso autore, “Annunciazione”, del 1545, e una serie di preziosi paliotti ricamati in seta nei secoli dal XV al XVIII. La produzione tessile senese è ben rappresentata nella sala degli arazzi, che espone un ricco parato murale del XVII secolo, proveniente dall’ex - monastero delle Clarisse a Campansi, pianete, una casula di manifattura lucchese del ’300 e i tre grandi bozzetti di Alessandro Franchi e Luigi Mussini (sec. XIX), che servirono per la realizzazione dei mosaici sulle vele della facciata della cattedrale. Nella sala del tesoro arredi sacri, suppellettili, oreficerie e argenterie di grande valore, su cui spiccano il reliquiario della testa di San Galgano, in filigrana dorata e smalti, di orafo senese (1290 - 1300), i busti dei santi Patroni di Siena, di Francesco di Valdambrino, in particolare il San Crescenzio del 1409, e il Crocefisso di Giovanni Pisano, del 1280 circa. Una sala è dedicata alla “Maestà” di Duccio, capolavoro dell’arte medioevale europea, realizzata dall’artista tra il 1308 e il 1311; nella stessa sala, un’altra tavola di Duccio, la “Madonna di Creole”, e la “Natività della Vergine”, di Pietro Lorenzetti, firmata e datata 1342. Due sale sono dedicate all’arte statuaria, con una serie di sculture in legno dorato realizzate da Jacopo della Quercia, il Crocefisso del ’300 proveniente dalla sacrestia del duomo, e il “San Giovanni Battista” di Francesco di Giorgio Martini (1464). Segue la sala dei Cartoni, con le teche che espongono preziosi codici miniati dal sec. XIII al XV, in particolare l’Antifonario 33 - 5 riccamente illustrato, e altri, opera di Sano di Pietro, Girolamo da Cremona e Liberale da Verona. La galleria delle statue ospita le sculture di Giovanni Pisano, Profeti, Sibille, Mosè (1284 - 1298), che un tempo ornavano la facciata della cattedrale, qui ricoverate per salvarle dal degrado, la “Madonna del perdono”, di Donatello (1457), e il rilievo di Jacopo della Quercia, “Madonna col Bambino, S. Antonio e il card. Casini”; altri gruppi scultorei provenienti dalla cattedrale sono le statue degli apostoli sempre della bottega di Giovanni Pisano, e il “Cristo e angeli” di Giovanni d’Agostino (prima metà XIV sec.).

     

     

    Siena (SI)

    MUSEO AURELIO CASTELLI

    Via dell’Osservanza, 7 - 53100 Siena (SI)

    Tel 0577 - 332444

    Regione civile Toscana, diocesi Siena - Colle di Val d’Elsa - Montalcino

    Tipologia: arte sacra

    Proprietà: ecclesiastico

    Condizioni di fruibilità: aperto, Ingresso: gratuito. Orario: 10,00 – 12,00 e 16,00 – 18,00; chiuso domenica

    Servizi e sussidi per il visitatore : guida, visite guidate, accesso ai disabili, archivio storico, archivio foto, biblioteca

    Strutture annesse: due biblioteche, 20.000 volumi antichi dal XV al XX sec. e 8.000 volumi dal XX sec. ai giorni nostri

    Contenuto: sculture, incunaboli, paramenti sacri

     

    Da segnalare: corali miniati, XV sec.

     

    Descrizione

    Il museo occupa una sala all’interno del convento nella basilica dell’Osservanza, edificio del XV secolo opera di Francesco di Giorgio Martini e Jacopo Cozzarelli, ed è intitolato al padre Aurelio Castelli, che raccolse qui la maggior parte delle opere. Nelle bacheche sono esposti i corali miniati membranacei, che furono prodotti all’interno dello “scriptorium” dell’Osservanza per volontà di San Bernardino: 18 i più significativi, il più piccolo e il più antico dei quali risale al 1451. Fra gli altri spiccano il corale per la “Festa di San Francesco che riceve le stimmate”, del cosiddetto maestro dell’Osservanza (1461) e opere di Giovanni da Siena e fra Jacopo di Filippo Torelli. Nelle bacheche, fra gli oggetti di arte sacra, un reliquiario di San Bernardino, cassetta in rame e argento, opera dell’orafo Francesco d’Antonio (1461), alle pareti nelle vetrine numerose pianete del tardo secolo XVI, e la lastra tombale di Benvenuto Piccolomini, arcivescovo di Benevento, un tempo nella chiesa, opera di Lorenzo di Pietro detto il Vecchietta. Interessante la testa del Crocefisso, salvatasi dal bombardamento del 1944, che nel corso del restauro è risultata opera di Lando di Pietro, orafo e capomastro del Duomo, mentre il resto del Crocefisso, un tempo sull’altar maggiore, è andato perduto.

     

     

    Siena (SI)

    CRIPTA delle STATUE

    Scale di San Giovanni - 28 53100 Siena (SI)

    Tel 0577 – 283048

    www.operaduomo.it

    operaduomo@iol.it

    Tipologia: arte

    Proprietà: Opera del Duomo

    Regione civile Toscana, diocesi: Siena - Colle di Val d’Elsa - Montalcino

    Condizioni di fruibilità: aperto. Ingresso: a pagamento. Orario: estate 9,00 - 19,30; inverno 9,00 - 13,30

    Servizi al pubblico: accesso parziale disabili

    Contenuto: affreschi, sec. XIII

     

    Descrizione

    La cripta un tempo ospitava statue dalla facciata del duomo e colonne dal portale della facciata, fra cui il gruppo scultoreo di Giovanni d’Agostino, ora spostati nel museo dell’Opera. Riaperta al pubblico dal 2004 la cripta contiene importantissimi affreschi del sec. XIII, emersi in loco nel corso dei restauri.

    La visita alla cripta costituisce un’estensione del museo dell’Opera.

     

     

    Siena (SI)

    MUSEO DIOCESANO di ARTE SACRA di SIENA

    Piazza San Francesco, 28 - 53100 Siena (SI)

    Tel 0577 - 42020

    www.operaduomo.it

    andreabechi@arcidiocesi.siena.it

    Tipologia: arte, arte sacra

    Proprietà: diocesi

    Sistema museale: Fondazione Musei Senesi

    Regione civile Toscana, diocesi Siena - Colle di Val d’Elsa - Montalcino

    Condizioni di fruibilità: aperto. Ingresso: a pagamento. Orario: 13,30 - 19,00; chiuso dal 2 novembre all’1 marzo

    Servizi al pubblico: bookshop, visita guidata

    Contenuto: arte, arte sacra senese dal ’300 all’800

     

    Da segnalare: “Madonna del latte”, Ambrogio Lorenzetti

     

    Descrizione

    Il primo nucleo del museo si costituì nel 1980 a Monteriggioni, nei locali del seminario di Montearioso; nel 1995 venne trasferito nella Pinacoteca Nazionale di Siena e infine collocato nei locali annessi all’oratorio di San Bernardino dal 13 marzo 1999. I dipinti più antichi sono la tavola con la “Madonna e il bambino”, e sei storiette che illustravano forse la Vita di Cristo, facenti parte di un dossale d’altare, che dalla chiesa di provenienza vengono attribuite al pittore senese detto Maestro di Tressa. Dall’eremo del Lecceto proviene la “Madonna col bambino” di Segna di Buonaventura, noto dal 1289 al 1327. Della stessa località, di Ambrogio Lorenzetti, noto dal 1319 al 1347, la “Madonna del latte”, il “Cristo benedicente”, degli anni 30 del Trecento, cuspide di un polittico; un frammento di una più vasta “Resurrezione”, di suo fratello Pietro Lorenzetti, 1305 - 1345, era un tempo nella sala capitolare del convento di San Francesco. La “Madonna col bambino e quattro angeli”, un tempo attribuita al Maestro di Ovile per la sua provenienza, ora viene assegnata a Bartolomeo Bulgarini, noto dal 1337, morto nel 1378. Nella sala sono esposti un antifonario e un graduale, illustrati da Lippo di Vanni (1344 - 1375), un pannello con “San Pietro”, di Luca di Tommè (1336 - 1389), un “San Lorenzo”, pannello superstite di un polittico dipinto nel 1387 da Niccolo’ di Buonaccorso, due opere di Andrea di Vanni, (1353 - 1413) “Madonna col bambino e donatore”, e una “Madonna del latte”. Cristoforo di Bindoccio e Meo di Pero, prolifici artisti locali, sono gli autori di un affresco strappato dalla Chiesa di San Michele, “Madonna col Bambino”; Andrea, figlio di Bartolo di Fredi, è presente con una tavola “Madonna col Bambino” degli anni intorno al 1390. Per la pittura senese a cavallo fra ‘300 e ‘400 sono esposti “San Ludovico da Tolosa” e “San Giovanni Battista” di Taddeo di Bartolo (1385 - 1422), e la tavola “San Giorgio che uccide il drago”, di attribuzione incerta fra il Maestro dell’Osservanza e Sano di Pietro: quest’ultimo è per certo autore di un “San Cristoforo” e di tre piccole tavole. Nella sala 4 campeggia la grande Croce su tavola di Giovanni di Paolo (1420 - 1482), seguace di Gentile da Fabriano, mentre un piccolo “San Paolo” ligneo policromo è di Domenico di Niccolo’ dei Cori, uno dei protagonisti della scultura tardo gotica senese (1382 - 1450); Lorenzo di Pietro, detto il Vecchietta, (1410 - 1480) pittore e scultore, è presente con la “Pietà” sia in affresco che scolpita, databili agli anni centrali del 1400. Verso lo stesso periodo Matteo di Giovanni dipingeva un polittico con al centro un’”Annunciazione” nei modi di Simone Martini e Filippo Memmi, e negli anni ’70 si ispirerà a Liberale di Verona per la raffinata “Madonna con il bambino, angeli e santi”. Nel 1530 viene dipinta da Domenico Beccafumi la tavola con il “Cristo portacroce”, inserita in una ricca cornice intagliata coeva, attribuita ad un allievo di Giovanni Barili, forse Giovanni di Pietro. Tipiche dell’area senese sono le testate di bara per i confratelli della Trinità, eseguite fra il 1525 e il 1528, attribuite ad Antonio Bazzi detto il Sodomia (1477 - 1549); altri esemplari simili sono le quattro tele su tavola del 1562, dipinte da Alessandro Casolari, capostipite di una famiglia di pittori locali, molto attivi e presenti nel museo con varie opere. Il maggior pittore caravaggesco senese, Rutilio Manetti, è presente con la “Decollazione del Battista” , un “Dio Padre benedicente” insieme ad una “Crocefissione”, entrambi della sacrestia della Certosa di Maggiano, e una mezza figura di San Giovanni Battista degli anni intorno al 1620 - 1630. Nel 1793 Luigi Ademollo, che tra la fine del ‘700 e i primi dell’800 decorò svariati palazzi a Siena, dipinge due sagome a tempera monocroma, simulanti sculture marmoree, di San Bernardino e Santa Caterina; nel secolo XIX Alessandro Franchi (1891) dipinge “Sant’Anna che insegna a leggere alla Vergine fanciulla”, per la cappella delle Figlie di Sant’Anna.

     

     

    Siena (SI)

    SALA d’ARTE SANTA MARIA in PORTICO - FONTEGIUSTA

    Via di Fontegiusta, - 53100 Siena (SI)

    Tel 0577 - 47226 (parroco)

    Tipologia. arte sacra

    Proprietà: confraternita di Fontegiusta

    Regione civile Toscana, diocesi Siena - Colle di Val d’Elsa - Montalcino

    Condizioni di fruibilità: aperto a richiesta. Ingresso gratuito

    Contenuto: arte, arte sacra

     

    Descrizione

    Nel museo annesso al complesso di Santa Maria al Portico in Fontegiusta sono conservati dipinti, sculture, arredi sacri e paramenti liturgici e un busto di San Bernardino in terracotta attribuito al Vecchietta.

     

     

    Siena (SI)

    SANTUARIO e CASA di SANTA CATERINA

    Costa S. Antonio,6 - 53100 Siena (SI)

    Tel 0577 – 288175

    www.caterinati.org

    Tipologia: storico

    Proprietà: diocesi

    Regione civile Toscana, diocesi Siena - Colle di Val d’Elsa - Montalcino

    Condizioni di fruibilità: aperto a richiesta. Ingresso gratuito

     

    Descrizione

    Il museo consiste della casa di Santa Caterina, trasformata in santuario dopo la sua morte. Attorno alla casa è sorto il Santuario Cateriniano, i cui ambienti più interessanti sono l’oratorio superiore, con dipinti del ‘500 e ‘600 raffiguranti la vita della Santa; la chiesa del crocefisso, contenente il crocefisso davanti al quale la Santa ricevette le stimmate e la cella nella quale abitava, con alcune reliquie.

     

     

    Siena (SI)

    MUSEO della SOCIETA’ di ESECUTORI di PIE DISPOSIZIONI

    Via Roma, 71 - 53100 Siena (SI)

    Tel 0577 - 284300

    Regione civile Toscana, diocesi : Siena - Colle di Val d’Elsa - Montalcino

    Tipologia: arte

    Proprietà: privata

    Condizioni di fruibilità: aperto a richiesta. Ingresso gratuito

    Contenuto: tavole sec. XIV - XV, arte senese

     

    Descrizione

    Il museo, aperto al pubblico nel 1938 in alcuni ambienti dell’ex - convento di Santa Maria degli Angeli, detto del Santuccio, raccoglie una piccola collezione di tavole dei secoli XIV e XV prevalentemente di arte senese, provenienti dalla Compagnia dei Disciplinati, e la “Sacra Famiglia con San Giovannino” del Sodoma.

     

    Sovicille (SI)

    MUSEO ECCLESIASTICO DELLA VALDELSA (MEV)

    Pieve Romanica di San Giovanni Battista di Ponte allo Spino

    53018 Sovicille (SI).

    Tel

    Regione civile Toscana, diocesi : Siena - Colle di Val d’Elsa - Montalcino

    Tipologia: arte

    Proprietà:  diocesi

    Condizioni di fruibilità: in progettazione

     

    Descrizione

    E’ in progetto  il recupero della pieve romanica di Sovicille e il restauro dell'ex vescovato e della canonica che dovrà ospitare il museo della Valdelsa

     

     

    Diocesi VOLTERRA

    Casole d’Elsa (SI)

    MUSEO ARCHEOLOGICO e della COLLEGIATA

    Collegiata di S. Maria Assunta, piazza Libertà 1, - 53031 Casole d’Elsa (SI)

    Tel 0577 - 948705

    Tipologia: arte, archeologia

    Proprietà: Comune, parrocchia

    Regione civile Toscana, diocesi Volterra

    Condizioni di fruibilità: aperto. Ingresso: a pagamento. Orario: estate 10,00 – 12,00 e 16,00 – 19,00; inverno 15,00 – 18,00; domenica 10,00 – 12,00 e 15,00 – 18,00; chiuso lunedì

    Servizi e sussidi: accesso ai disabili, visite guidate

    Contenuto: reperti archeologici etruschi, dipinti, sculture dal XIV al XVII sec., arredi liturgici e paramenti sacri

     

    Da segnalare: “Madonna col Bambino e quattro santi, e strage degli innocenti”, Andrea di Nicolò, (1498)

     

    Descrizione

    La struttura museale di Casole d’Elsa è la prima del circuito dei musei senesi, inaugurata nel 1996, nei locali della canonica attigua alla collegiata di Santa Maria Assunta. Le prime tre sale sono dedicate alle raccolte archeologiche prevalentemente etrusche, provenienti dalla necropoli di Orli: urne cinerarie, corredi funebri e manufatti in pietra e bronzo. Le successive cinque sale espongono testimonianze dell’antico patrimonio storico del territorio di Casole d’Elsa, il primo esemplare illustre è la grande “Maestà” a fresco de primi anni del Trecento, di scuola di Duccio da Buoninsegna, come la “Madonna col Bambino”, del secondo decennio del Trecento. Nella stessa sala una “Maestà” del pittore duccesco noto come Maestro di Monterotondo, attivo fra il terzo e il quarto decennio del Trecento, un graduale et kyriale del 1344 della collegiata di Casole, con numerose iniziali figurate dipinte da Lippo Vanni. Nella seconda sala, un piccolo gruppo di opere del XV sec., un trittico con la “Madonna col Bambino, San Giuliano e San Donato vescovo”, opera di un pittore indicato come Primo Maestro di Lecceto (primo Quattrocento), “Madonna con Bambino e due angeli”, tavola di Domenico di Michelino, e “Madonna col Bambino e quattro sante”, tavola di Neri di Bicci. Nella terza sala, pala d’altare ”Madonna col bambino e santi,” sormontata da lunetta con la “Strage degli innocenti”, firmata da Andrea di Niccolo’ e datata 1498, e la lastra tombale di Francesco di Lorenzo, di uno scultore del primo Quattrocento. Nella quarta sala una grande tavola della metà del Cinquecento, la “Visitazione della Madonna a Sant’Elisabetta”, di Marco Bigio, allievo del Sodoma, i Misteri del Rosario in quindici quadretti di Alessandro Casolari, fine del XVI sec., di cui sono esposti anche una “Madonna col Bambino” e le figure del ciborio a tempietto. Inoltre due testate lignee che formavano un cataletto, arredo molto comune in area senese, con facciate dipinte da Bernardino Mei (sec. XVII), allievo di Rutilio Manetti. Sia in questa sala che nella successiva sono ospitati in grandi vetrine candelieri, reliquiari, paramenti sacri, carteglorie e ostensori dei sec. XVIII e XIX, fra i quali da ricordare due reliquiari a urna di Pietro Montini della fine del Seicento.

     

     

    Peccioli (PI)

    MUSEO delle ICONE

    Piazza del Popolo, 5 - Peccioli (PI)

    Tel 0587 – 672158

    info@fordarte.peccioli.net

    Tipologia: arte,

    Proprietà: Comune

    Regione civile Toscana, diocesi Volterra

    Condizioni di fruibilità: aperto. Ingresso: a pagamento. Orario: estate, mercoledì, sabato, domenica e festivi 10,00 – 13,00 e 16,00 – 20,00

    Servizi al pubblico: accesso disabili

    Contenuto: icone russe

     

    Descrizione

    Nel museo, inaugurato nel 2000, sono esposte circa 60 icone, prevalentemente russe, dei sec. XIX - XX, raccolte da Francesco Bigazzi, giornalista e corrispondente da Mosca.

     

     

    Peccioli (PI)

    MUSEO di ARTE SACRA

    Pieve di San Verano Piazza Fra Domenico – Peccioli (PI)

    Tel 0587 – 672158

    info@fondarte.peccioli.net

    Regione civile Toscana, diocesi Volterra

    Tipologia: arte sacra

    Proprietà: parrocchia

    Condizioni di fruibilità: aperto. Ingresso gratuito. Orario: sabato 10,00 – 13,00 e domenica 15,00 – 18,00

     

    Descrizione

    Il museo ha sede nella cappella dell’Assunta all’interno della prepositura di San Verano e in 2 sale espone arredi e immagini provenienti dalle chiese di Peccioli.

     

     

    Pomarance (PI)

    RACCOLTA PARROCCHIALE

     

    Prepositura San Giovanni Battista - 56045 Pomarance (PI)

    Tel 0588 - 65069 (parroco)

    Tipologia: arte, arte sacra

    Proprietà: parrocchia

    Regione civile Toscana, diocesi Volterra

    Condizioni di fruibilità: in corso di allestimento. Ingresso: offerta libera

    Contenuto: arte

     

    Descrizione

    Il piccolo museo è in corso di allestimento. Esporrà le opere attualmente in custodia in canonica: una “Madonna” su tavola attribuita a Coppo di Marcovaldo, sec. XIII e una “Madonna del cardellino”, di scuola di Duccio.

     

     

    Volterra (PI)

    MUSEO DIOCESANO d’ARTE SACRA

    Via Roma, 13 - 56048 Volterra (PI)

    Tel 0588 – 86290

    museoartesacravolterra@nemail.it

    Tipologia:arte sacra

    Proprietà: diocesi

    Regione civile Toscana, diocesi Volterra

    Condizioni di fruibilità: aperto. Ingresso: a pagamento. Orario: 9,00 – 13,00 e 15,00 – 18,00; inverno, solo al mattino

    Servizi e sussidi al pubblico: bookshop.

    Contenuto: dipinti, sculture in marmo, legno e terracotta arredi, paramenti liturgici, corali miniati (sec. XII - XVI)

     

    Da segnalare:”Madonna ed il Bambino fra i santi Giovanni Battista e Bartolomeo”, pala di Villamagna, Rosso Fiorentino, 1521

     

    Descrizione

    Il museo ha sede nel Palazzo Vescovile, un tempo antica canonica, dove era stato inaugurato nel 1932. Danneggiato durante la guerra, riaperto nel 1956, rimasto chiuso alcuni anni per restauri, è stato riaperto nel 1992 ed espone opere provenienti dalla cattedrale e da chiese della diocesi.

    Nei locali di accesso e lungo la rampa di scale sono esposti manufatti provenienti da varie chiese: colonne con capitello, acquasantiere, l’architrave della chiesa di San Lorenzo a Montalbano, sec. X, uno stemma in alabastro, sec. XV, resti di archetti trilobati trecenteschi, dal chiostro della Badia Camaldolese, con ritratti di abati e angeli con iscrizioni gotiche e latine.

    Nella prima sala, fra le opere provenienti dalla cattedrale, vi sono i più importanti e noti marmi trecenteschi, sette formelle rettangolari a rilievo che illustrano episodi della vita dei Santi Ottaviano e Vittore, attribuiti ad Agostino di Giovanni e Agnolo di Ventura, e i quattro medaglioni circolari raffiguranti i busti dei Santi Giusto, Clemente, Ottaviano e Vittore, a bassorilievo, attribuiti a Tino da Camaino. Da segnalare inoltre un’”Annunciazione” lignea del sec. XIV proveniente da Tojano, un “Arcangelo Michele” in terracotta, di scuola robbiana, (sec. XVI), e la lastra tombale che ritrae il cavaliere Michele Pigi de’ Bonaguidi, morto nel 1378.

    Nella seconda sala, la “Madonna col Bambino” del pittore senese Niccolo’ di Segna (1331-1345), un crocifisso giuntesco del sec. XIII, una “Madonna col Bambino e due angeli”, forse di Giovanni d’Agostino, il busto in terracotta invetriata di “San Lino Papa”, attribuito a Giovanni della Robbia o Benedetto Buglioni (XVI sec.). Testimone importante dello stile manierista la pala dipinta dal Rosso Fiorentino per la pieve di Villamagna, raffigurante la “Madonna e il Bambino tra i santi Giovanni Battista e Bartolomeo” (1521). In una vetrina la testa reliquiario di San Vittore, argento sbalzato, cesellato e smaltato, del XII sec., di produzione francese o tedesca. Un secondo reliquiario a cofanetto, in bronzo dorato, con finiture a cesello e bulino, un tempo attribuito a Benvenuto Cellini, viene invece ora assegnato al grande orafo tedesco Wenzel Jamnitzer (1508 - 1585). Ad Antonio del Pollaiolo viene attribuita una croce in argento del XV sec., a doppia faccia, con disegni niellati a cesello e smalti, foglie e ghiande, e dodici figure smaltate entro formelle quadrilobate, e il busto reliquiario di Sant’Ottaviano, la cui testa è posteriore, fatta eseguire a sostituzione dell’originale, razziata dai mercenari di Francesco Ferrucci nel 1530. E’ interessante il confronto della croce con la vicina di epoca medievale (sec: XII) rappresentante il Cristo “triumphans”. Seguono il reliquiario Maffei in bronzo e rame dorato di manifattura fiorentina della metà del sec. XVI; la “Madonna in trono con il Bambino e due angeli” (1451) attribuita a Neri di Bicci e una “Madonna col Bambino”, parte centrale di un polittico attribuito a Taddeo di Bartolo, e la “Madonna in trono fra i Santi Petro e Paolo”, opera eseguita nel 1545 dal volterrano Daniele Ricciarelli.

    Nella sala seguente un pregevole ciborio del 1574 e un’acquasantiera del 1567 testimoniano la ripresa della lavorazione dell’alabastro nel sec. XVI. Nelle vetrine sono esposti oggetti liturgici di varie provenienze ed epoche, fra le quali si segnalano: il crocefisso in rame dorato eseguito dal Giambologna per la cappella di San Paolo in cattedrale, il calice di rame dorato attribuito alla bottega francese degli orafi Andrè Chasteau e Antoine Crochet (fine sec. XVI), un reliquiario della Santa Croce opera dell’argentiere romano Domenico de’ Rossi (fine sec. XVII). Sulla parete, sopra la vetrina, una “Madonna col Bambino fra i Santi Cornelio e Cipriano”, con aggiunta posteriore di altri 4 santi camaldolesi, attribuita, dopo un recente restauro, a Benozzo Gozzoli.

    Nell’ultima sala sono esposti una serie di parati liturgici e nelle vetrine libri corali che servivano per il servizio liturgico dei canonici del duomo di Volterra; del 1299 sono i primi due antifonari diurni compilati da Frate Agostino, di origine sangimignanese, mentre gli altri antifonari furono eseguiti da una bottega miniatoria fiorentina forse dei fratelli Gherardo e Mone di Giovanni, operanti fra la fine del sec. XV e gli inizi del successivo. Sulle pareti una “Madonna in trono e Santi” (sec: XV) attribuita al fiorentino Domenico di Michelino e un “Annunciazione” del senese Benvenuto di Giovanni (1466).

     

     

    Aggiornamento:2016

    Autore: DGS

    Fonti: www.cultura.toscana.it; chiesacattolica.it/ANAGRAFE/CEI; TCI Musei d’Italia/2012; siti musei internet


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