Programma 2015-2020

    Il programma quinquennale è stato approvato dall’Assemblea dei soci AMEI il 20 giugno 2015. Di seguito gli obiettivi e le attività che si propone.

     Conoscenza della realtà museale ecclesiastica

    1. Promuovere azioni conoscitive della nostra realtà museale, attivando un costante monitoraggio esteso alle attività promosse dalle nostre istituzioni anche in coordinamento con l'Ufficio Nazionale Beni Ecclesiastici;

    2. Istituire un Centro di documentazione, da pubblicarsi on line,  relativo ai diversi aspetti del funzionamento del museo (statuti e regolamenti, gestione dei volontari, problemi giuridici, certificati di deposito, prestiti, consulenze fiscali, biglietteria e SIAE, editoria, documenti e atti di convegni, etc.);

    3. Promuovere indagini sul pubblico dei musei ecclesiastici al fine di conoscerne le caratteristiche; raccogliere indicazioni circa le  aspettative dei nostri visitatori; comprendere quali siano gli elementi di forza e le criticità individuate dagli utenti;  identificare il non-pubblico al fine di attivare azioni coordinate mirate ad un suo futuro coinvolgimento;

    4. Aggiornare il Repertorio dei musei ecclesiastici in coordinamento con l’Anagrafe degli istituti culturali ecclesiastici realizzata dall’Ufficio Nazionale (http://www.chiesacattolica.it/anagrafe/beniculturali/anagrafe/00016805_Anagrafe.html).

    Indirizzi operativi

    1. Promuovere i musei ecclesiastici come strumenti di tutela attiva del territorio favorendo l'affidamento ai musei diocesani della Banca dati OA dell'Inventario diocesano, da gestire e aggiornare in coordinamento con gli Uffici beni culturali, e, al contempo, favorire la realizzazione da parte dei musei diocesani dell’inventario informatizzato dei propri beni avvalendosi del software CEI-OA;

    2. Promuovere nei musei ecclesiastici la ricerca sul contemporaneo;

    3. Attivare iniziative rivolte ai pubblici speciali al fine di intensificare la missione 'sociale' dei musei ecclesiastici;

    4. Promuovere nei nostri musei iniziative atte a favorire il dialogo interculturale e interreligioso

    5. Incentivare nei musei la capacità di fare rete, non solo tra istituzioni ecclesiastiche, ma anche con altre realtà museali operanti nel territorio di riferimento.

    Valorizzazione

    1.Promuovere azioni volte ad ottenere il riconoscimento della specificità dei musei ecclesiastici da parte dello Stato, in coordinamento con l’Ufficio Nazionale dei Beni Culturali Ecclesiastici della C.E.I., avviando preliminarmente una seria riflessione interna sul tema;

    2. Attivare rapporti più stabili con l'Ufficio Nazionale Beni Ecclesiastici per promuovere indagini conoscitive sulla realtà museale, organizzare momenti di formazione, produrre strumenti di lavoro utili per fondazione e gestione dei musei, cercare di incidere sulle diocesi perché garantiscano il necessario sostegno ai musei;

    3. Attivare rapporti con il Ministero per i Beni e le Attività Culturali fornendo un contributo alla riforma di settore in atto e, in particolare, tentando di intervenire nella definizione del Sistema museale nazionale /regionale (art.7  decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 29 agosto 2014, n. 171) anche al fine di ottenere il riconoscimento dei musei ecclesiastici;

    4. Valorizzare le diverse tipologie di musei ecclesiastici (diocesani, parrocchiali, degli ordini religiosi, etc.) anche attraverso la creazione di commissioni che ne affrontino le problematiche specifiche;

    5. Proseguire nella promozione di una Giornata nazionale dei Musei Ecclesiastici, nel corso della quale attivare iniziative in rete su una tematica comune, al fine di far conoscere al pubblico le nostre istituzioni: per garantire maggior successo all'iniziativa, individuare una data fissa attivandosi in tempo utile al fine di ottenere maggior visibilità e individuare possibili sponsorizzazioni;

    6. Attivare rapporti stabili, condividendone le finalità culturali, con I.C.O.M. (International Council of Museums), attraverso la partecipazione alle sue commissioni e alla Conferenza delle Associazioni Museali, e con il M.A.B. (Musei Archivi Biblioteche);

    7. Attivare rapporti con associazioni di  musei ecclesiastici esistenti in Europa;

    8. Dar luogo ad alleanze, contatti e convenzioni con altre realtà dell’associazionismo culturale (es. F.A.I.);

    9. Attivare collaborazioni stabili con la rivista “Arte Cristiana” e, in prospettiva, ideare e curare la redazione di una rivista on line che possa costituire un ulteriore strumento di aggregazione e di aggiornamento per i soci;

    10. Programmare e realizzare un grande evento espositivo nazionale in occasione dei 20 anni di AMEI al fine di promuovere ed evidenziare l’importanza del patrimonio artistico conservato nei musei ecclesiastici.

    Riorganizzazione

    1. Aggiornare Statuto e Regolamento AMEI;

    2. Implementare il numero degli iscritti all’Associazione, garantendo l’erogazione di servizi e consulenze, promuovendo iniziative formative e di confronto,  attivando convenzioni con musei e enti per offrire vantaggi riservati agli associati;

    3. Proseguire nella riorganizzazione della segreteria, potenziandone l’efficienza e i contatti con i soci;

    4. Incentivare e riorganizzare il coordinamento regionale al fine di promuovere un’azione partecipata da parte degli associati ed elaborare, a tal fine, un Regolamento interno per la costituzione e il funzionamento dei coordinamenti regionali;

    5. Aggiornare e  potenziare il sito AMEI affinché divenga aggregatore di contenuti, erogatore di servizi e consulenze, centro vitale di una rete in grado di sviluppare progetti e attrarre nuovi utenti, e incrementare al contempo la presenza di AMEI sui social media;

    6. Attivare azioni di fund-raising per sostenere le iniziative dell’Associazione;

    7. Aggiornare costantemente  l’elenco soci e pubblicare sul sito AMEI l'elenco aggiornato dei musei soci con rimando alla relativa scheda conoscitiva

    8. Incrementare i rapporti con i media (quelli di area ecclesiastica, ma non solo) attivando un Ufficio stampa al proprio interno o affidandosi ad un Ufficio stampa esterno.

    Formazione e consulenza

    1. Organizzare Convegni biennali che offrano linee guida utili allo svolgimento dell’attività dei nostri musei e favoriscano la condivisione di buone pratiche emerse dal lavoro preparatorio svolto nell’ambito degli incontri regionali;

    2. Attivare con cadenza periodica e per area geografica incontri di confronto e aggiornamento su temi specifici (servizi educativi, reti e sistemi, ricerche e studi, attività espositive, servizi per la pastorale);

    3. Promuovere la formazione degli operatori, segnalando corsi erogati dagli Enti territoriali, accademici o ecclesiastici, promuovendo direttamente specifici percorsi formativi anche in collaborazione con  l’Ufficio Nazionale dei Beni Culturali Ecclesiastici CEI;

    4. Organizzare viaggi studio;

    5. Emanare linee guida riferite al personale dei musei ecclesiastici, affrontando la questione relativa alle professioni museali e all'utilizzo del volontariato, risorsa di primaria importanza, tuttavia da formare opportunamente e gestire sulla base delle competenze offerte.


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