Museo Diocesano Tridentino

    Tessere per essere

    Il progetto Tessere per essere è nato nell’ambito di una sperimentazione in partenariato fra il Museo Diocesano Tridentino e il Centro Diurno del Servizio di Salute Mentale di Trento, “una struttura riabilitativa che ospita persone con disagi psichici bisognose di sperimentare e di (ri)apprendere, in un luogo protetto, abilità nelle relazioni interpersonali, nella gestione della quotidianità, nella cura di sé”. Maturato dalla comune esigenza di sperimentare inedite modalità di coinvolgimento degli utenti del Centro, rapportandoli a un luogo inusuale come il museo, il progetto ha consentito di sperimentare una nuova proposta formativa finalizzata a rendere l’istituzione museale realmente accessibile a un tipo di utenza afferente alla vasta ed eterogenea categoria di persone a rischio di esclusione sociale, che normalmente non frequentano le istituzioni museali. Attivato fra l’ottobre 2006 e il giugno 2007, ha visto il coinvolgimento di 11 donne con differenti problemi di disagio psichico, in alcuni casi aggravato da patologie fisiche (morbo di Parkinson, ipovisione acuta, patologia osteoarticolare…). Obiettivo primario è stata la concreta applicazione del principio del fare insieme a cui si ispirano tutte le attività del Centro al fine di valorizzare la partecipazione e il protagonismo degli utenti partendo dal presupposto che ogni persona possiede conoscenze e abilità maturate in ambiti diversi, talvolta acquisite convivendo con il disturbo psichico. Fare insieme ha significato valorizzare i saperi di tutti in una logica di scambio e arricchimento reciproco.

    Il progetto è partito dall'analisi partecipata degli arazzi fiamminghi con la Passione di Cristo: le partecipanti sono state invitate a raccontare le emozioni che le scene raffigurate provocavano in loro e a focalizzarle in alcune parole chiave, la cui lettura ha consentito di enucleare i temi sui quali lavorare. Ciascuna è stata invitata a ideare un bozzetto dell'arazzo che, tutte insieme, avrebbero realizzato utilizzando nozioni base su tessitura e tecnica dell’arazzo apprese nel parallelo laboratorio condotto da tessitrici esperte.

    Il confronto fra le varie proposte ha condotto all’ideazione di un unico bozzetto che riassumesse le suggestioni emerse: l’acqua, elemento primordiale, che evoca l’origine della vita e il grembo materno; le onde, simbolo di fluidità e ritmicità, a simboleggiare le sensazioni mutevoli che attraversano la vita delle persone; la luna arcano simbolo di femminilità; le fiamme guizzanti e vivaci che alludono al focolare domestico ma anche all’amore e al calore di cui le donne sono fonte inesauribile. L’immagine condivisa è stata incorniciata da una motivo fitomorfo per celebrare il ciclo della natura e il suo continuo rigenerarsi. Una volta realizzato il cartone, ognuna ha scelto il riquadro da tessere, operazione che ha impegnato le partecipanti per tre mesi circa. L'arazzo è stato infine esposto, insieme agli elaborati che attestavano il percorso effettuato, in una piccola mostra allestita dalle stesse partecipanti.


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