Collezione

    La collezione del Museo comprende molte opere provenienti dalla Cattedrale di Mazara, ma anche da Chiese di altre cittadine della Diocesi.

    Il percorso presenta un ordine cronologico per sezioni. Nella sezione lapidea si distingue per importanza il composito monumento Montaperto (1469-1484) già nella Cattedrale, costituito da un gruppo di statue che comprendono il Redentore, la Vergine, i quattro Evangelisti, le quattro Virtù cardinali che sostenevano l'arca sepolcrale del vescovo Giovanni Montaperto. Commissionato dallo stesso a Domenico Gagini, è considerato dagli studiosi il capolavoro della maturità del grande scultore. Altri esempi della grande statuaria sono riferiti a nomi noti come quello di Ignazio Marabitti (1719-1797), che ha realizzato un elegante Sant'Ignazio proveniente dall'omonima chiesa di Mazara ed un Christus Dolens in raro alabastro carnicino.

    Sempre dalla crollata volta della Chiesa di Sant'Ignazio provengono gli affreschi di Domenico La Bruna (1669-1763), oggi staccati ed esposti nella Galleria Pinacoteca, insieme alla collezione della quadreria.

    La carrozza del vescovo Antonio Salomone (1845-1857) e la portantina del vescovo Carmelo Valenti (1858-1882) sono interessanti testimonianze della vita curiale dei secoli scorsi.

    La grande Sala degli Argenti accoglie poi un "tesoro" costituito da argenti e paramenti sacri, più di cento opere di arte liturgica (croci, reliquiari, pissidi, ostensori) che datano dall'età medievale ai nostri giorni, a partire dalle pregevoli grandi croci astili di Salemi e Mazara (la prima firmata e datata in epigrafe) appartenenti ai secoli XIV e XV, e con un forte nucleo di opere di età barocca.


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