Il Crocifisso ottoniano di Vercelli. Indagini tecnologiche, diagnostica, restauri

    Il Crocifisso ottoniano di Vercelli. Indagini tecnologiche, diagnostica, restauri
    Un’importantissima pubblicazione a cura di Saverio Lomartire ha per protagonista una delle opere più rilevanti della Cattedrale di Vercelli e della Città stessa, dal punto di vista storico, artistico, devozionale, le cui vicende sono oggi legate al Museo del Tesoro del Duomo.
    Il Crocifisso è stato realizzato attorno all’anno Mille, probabilmente per volere del vescovo Leone e trova confronti in esemplari simili conservati a Pavia, Milano e Casale Monferrato, ma di cui certamente quello vercellese ne è l’esempio più alto. E’ stato eseguito in sottile lamina metallica, in parte dorata, lavorata a sbalzo e posta su un riempimento, oggi esposto al Museo del Tesoro del Duomo. Nell’ottobre 1983, quando il Crocifisso si trovava in una cappella laterale della Cattedrale di S. Eusebio, è stato oggetto di un atto vandalico che ha comportato un lungo restauro e la successiva musealizzazione del suo riempimento e dei frammenti tessili in esso rinvenuti.
    Attraverso i contributi di Adriano Peroni, Anna Cerutti, Domenico Collura, Kristine Doneaux, Giorgio Rolando Perino, Carmela Sirello, Annalisa Gallo, Cinzia Oliva, Anna Maria Colombo sono presentati i restauri delle diverse parti del Crocifisso.

    Simone Riccardi si è occupato delle pitture presenti sul retro del Crocifisso, mentre Alessandro Pacini ha indagato gli aspetti tecnico-esecutivi di realizzazione dell’opera. Una serie di studi hanno approfondito le analisi e gli esami delle lamine, del riempimento e delle diverse gemme che decorano la corona e sono illustrati da Maurizio Aceto, Angelo Agostino, Gaia Fenoglio, Caterina Rinaudo, Alessandro Croce, Simonetta Sampò, Giorgio Buffa. Della storia recente del Crocifisso in Cattedrale e della musealizzazione dei frammenti e del riempimento si trovano a chiusura del volume i contributi di Franco Berruto e Timoty Leonardi. A corredare i testi, una ricca bibliografia ed un ampio atlante fotografico a testimonianza dei dettagli e della preziosità dell’oggetto, che oggi come un tempo attira in Cattedrale fedeli e appassionati di arte da tutto il mondo. Il volume è stato realizzato grazie al contributo concesso dal progetto MEMIP (Medieval Enamels, Metalworks and Ivories in Piedmont), di cui il Museo è membro, attraverso i fondi di ricerca messi a disposizione dai Dipartimenti di Studi Umanistici e di Scienze e Innovazione Tecnologica, entrambi dell’Università del Piemonte Orientale.

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