E il Verbo si fece carne: Natale in... carta

    UN PRESEPE DI CARTA DEL ‘700 AL MUSEO DIOCESANO DI CALTANISSETTA
    8 DICEMBRE 2014 – 8 GENNAIO 2015

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    In occasione delle imminenti festività natalizie la Direzione del Museo diocesano del
    Seminario vescovile “G. Speciale” ha chiesto e ottenuto l’affidamento del monumentale Presepe
    di carta del ‘700, dipinto da Vito D’Anna (1718 – 1769), generosamente concesso in prestito dalle sorelle Burgio, antiquarie di Palermo proprietarie del bene, perché venga esposto al pubblico all’interno del Museo.
    Vito D’Anna, pittore palermitano formatosi a Roma nella bottega di Corrado Giaquinto, è
    considerato il maggiore pittore siciliano della seconda metà del XVIII secolo e caposcuola della
    corrente artistica del Rococò in Sicilia.
    Il Presepe è una delle opere più incantevoli del patrimonio storico – culturale palermitano,
    un manufatto unico nel suo genere per il pregio artistico, costituito da ben duecento figurine
    dipinte a tempera su cartoncino, specchio e documento di un’epoca raccontata con dovizia di
    particolari nelle scenografie e nei costumi dei numerosi personaggi raffigurati.
    Dopo essere transitato dal convento dei PP. Filippini dell’Olivella e da Palazzo Mazzarino di
    Palermo, fu acquistato all’asta nel 1964 da Nicolò Burgio (1935 – 2010).
    Si tratta di un “presepe cortese”, in cui gli sfondi paesaggistici, punteggiati da ruderi
    classici di gusto antiquario, i costumi, riportati con dovizia etnografica, e il mondo animale,
    rappresentato nella sua varietà, esaltano e valorizzano le scene sacre.
    Il Presepe, esposto al pubblico negli ultimi vent’anni solo in due occasioni (nel 1994 e tra
    il 2012 e il 2013), sarà il fiore all’occhiello del Natale a Caltanissetta, che per l’occasione si
    trasformerà in una piccola capitale del Settecento siciliano, grazie agli splendidi affreschi della
    Cattedrale, capolavoro del pittore fiammingo Guglielmo Borremans, alle decorazioni marmoree
    della chiesa di Sant’Agata al Collegio realizzate dalla scuola di Marabitti, e al Presepe della scuola
    di Giovanni Antonio Matera custodito nell’Istituto Testasecca annesso alla chiesa di Sant’Anna.
    Avere questo Presepe nelle sale del nostro Museo perché possa essere conosciuto,
    apprezzato e ammirato nella sua interezza dalla cittadinanza della nostra Diocesi e da quanti, attratti dal rilievo della mostra, saranno indotti a venire appositamente a Caltanissetta per goderne la bellezza, costituisce per la città motivo di orgoglio.

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    NATALE 2014 A CALTANISSETTA
    UNA PICCOLA CAPITALE DEL SETTECENTO SICILIANO NEL CUORE DELL’ISOLA
    Itinerario consigliato:
     Museo diocesano del Seminario vescovile “G. Speciale”
    Viale Regina Margherita, 29
    Mostra temporanea del Presepe monumentale di carta di Vito D’Anna (seconda metà XVIII
    secolo) e itinerario settecentesco tra dipinti, paramenti e argenti sacri: Sala IV (opere di
    Guglielmo e Luigi Borremans), Galleria di destra (opere di Antonino Fasulo e della cerchia di
    Domenico Provenzani), Sala VI (opere di Padre Fedele da S. Biagio e di Fra Felice da
    Sambuca), Sala VII (opere di Angelo Falduzza, Gioacchino Martorana e Vito D’Anna)
    Inaugurazione lunedì 8 dicembre 2014 alle ore 18:30
    8 dicembre 2014 – 8 gennaio 2015
    Dal lunedì al venerdì 9:00 – 12:30 e 16:00 – 19:00
    Sabato 9:00 – 12:30
    Altre visite su richiesta rivolgendosi al numero: 0934 23014
     Chiesa della Madonna Assunta
    Viale Regina Margherita
    Reliquiari lignei del Settecento e copie fotografiche delle opere realizzate dagli artisti
    cappuccini nel XVIII secolo, oggi custodite nel Museo Diocesano di Caltanissetta
    Domenica 18:00 – 20:00
    Tel. Chiesa di S. Giuseppe: 0934 565475 (padre Salvatore)
     Cattedrale di Santa Maria la Nova
    Piazza Garibaldi
    Affreschi realizzati dal pittore fiammingo Guglielmo Borremans (prima metà del XVIII
    secolo) e presepe della comunità dei fedeli
    Tutti i giorni 11:20 – 12:00 e 16:30 – 18:45
    Tel.: 0934 21642 (padre Gaetano)
     Chiesa di San Sebastiano
    Piazza Garibaldi
    Impianto settecentesco dell’architettura e presepe della comunità dei fedeli
    Tutti i giorni 10:30 – 12:30 e 16:30 – 18:45
    Tel. Chiesa Cattedrale: 0934 21642 (padre Gaetano)
     Presepe vivente “Betlemme agli Angeli”
    Quartiere Angeli
    Presepe vivente nel quartiere di impianto arabo, compreso tra la chiesa e la cripta di San
    Domenico (tutti i giorni 10:00 – 12:30 e 16:00 – 20:00) e il complesso monumentale degli Angeli: 3
    chiesa di S. Maria degli Angeli, convento dei frati minori riformati, ruderi del Castello di
    Pietrarossa e Cimitero monumentale ottocentesco
    Dal 26 al 30 dicembre 2014 e dal 3 al 4 e 6 gennaio 2015, 18:30 – 22:00
    Tel. Chiesa di S. Domenico: 0934 565614 (padre Antonino)
    Organizzatori Presepe vivente: Tel. 0934 27300 e Cell. 338.7736352
     Chiesa di Sant’Agata al Collegio
    Corso Umberto I
    Decorazioni marmoree degli altari opera della scuola di Ignazio Marabitti (seconda metà del
    XVIII secolo) e affreschi coevi della Cappella di S. Anna realizzati da Luigi Borremans
    Tutti i giorni compatibilmente con gli orari della SS. Messa
    Tel.: 0934 21949 (padre Sergio)
     Istituto Testasecca
    Viale della Regione, 1
    Presepe della scuola del “pasturaro” trapanese Giovanni Antonio Matera, realizzato nella
    prima metà del XVIII secolo
    Per le visite su appuntamento rivolgersi alla Società Nissena di Storia Patria:
    - Antonio Vitellaro: 389.9191892
    - Antonio Guarino: 339.7759997

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    IL MUSEO DIOCESANO DEL SEMINARIO VESCOVILE “G. SPECIALE” DI CALTANISSETTA
    Il Museo Diocesano del Seminario Vescovile di Caltanissetta, fondato nel 1983 da Mons.
    Giovanni Speciale, al quale oggi è intitolato, dopo consistenti lavori di ristrutturazione e di
    ampliamento, nel 2007 è stato riaperto al pubblico con un’estensione che occupa tutto il piano terra del monumentale Palazzo Episcopale.
    Espone più di cinquecento opere d’arte che vanno dal XV al XXI secolo: dipinti, sculture,
    argenti, vesti liturgiche e manufatti d’arte applicata, provenienti dalle chiese della Diocesi nissena (Caltanissetta, Bompensiere, Calascibetta, sede della Regia Cappella, Mussomeli, Santa Caterina Villarmosa, Sutera), offrendo così una panoramica delle varie realtà artistico – culturali presenti nel territorio e tracciando la storia della chiesa locale come comunità di credenti che celebrano ed esprimono la loro fede abbellendo i luoghi sacri con pale d’altare, suppellettili e preziosi paramenti.
    Tra le opere di pregio spiccano una copia cinquecentesca dello Spasimo di Sicilia di Raffaello, due reliquiari argentei del XVI secolo di Nibilio Gagini, un cofanetto eburneo della bottega degli Embriachi e un nucleo consistente di quadri del pittore nisseno del Seicento Vincenzo Roggeri.
    Vi è anche una sezione di arte contemporanea che ospita, tra le altre, un’opera di Vincenzo
    Gemito, il Malatiello, una testa marmorea della Vergine di Michele Tripisciano, una statuetta in
    terracotta di San Michele di Giuseppe Frattallone, entrambi prestigiosi scultori nisseni, e alcuni
    quadri di importanti artisti dell’Accademia di Brera come Aldo Carpi, Silvio Consadori e Francesco
    Fedeli.

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    IL PRESEPE DI VITO D’ANNA TI PORTA ALLA SCOPERTA DI CALTANISSETTA
    Caltanissetta è una città abitata sin dall’età del Bronzo, come testimoniano i siti archeologici
    Palmintelli, Gibil Gabib e Sabucina, questi ultimi due ellenizzati dalle colonie di Gela e Agrigento. Le testimonianze della storia antica della città sono esposte nel Museo Archeologico
    Regionale, edificato nei pressi dell’abbazia normanna di Santo Spirito, splendida nella sua
    semplice nudità.
    La città assunse una certa importanza con la dominazione araba, sotto la quale si colloca la
    costruzione del Castello di Pietrarossa e la realizzazione dell’antico abitato del quartiere Angeli, e alla quale si deve la denominazione stessa della città che in lingua araba significa “castello delle donne”. A questo periodo si fa risalire anche la nascita del dolce siciliano più famoso al mondo, il cannolo. Sotto la dominazione normanna l’antico cascinale arabo, sorto su un sito romano, fu trasformato nell’abbazia di S. Spirito sopra citata. Per volontà degli svevi invece fu edificata la chiesa di S. Maria degli Angeli, detta la Vetere, alle pendici del Castello di Pietrarossa, oggi ridotto a rudere, nei pressi del Cimitero monumentale Angeli edificato nel XIX secolo con cappelle gentilizie di grande pregio artistico e architettonico.
    Caltanissetta doveva la sua ricchezza all’agricoltura, in particolare alla produzione di grano, florida soprattutto sotto il governo dei Moncada tra il XV e il XVIII secolo. Alla famiglia spagnola si deve l’edificazione della maggior parte delle chiese del centro storico – Cattedrale di S. Maria la Nova, S. Domenico, S. Croce, S. Agata al Collegio, Madonna Assunta, S. Flavia, Madonna della Grazia – riccamente decorate all’interno dai maggiori artisti del periodo quali Filippo Paladini, Pietro Antonio Novelli, Agostino Scilla, Vincenzo Roggeri, Guglielmo e Luigi Borremans. Molte delle opere provenienti da queste e dalle altre chiese storiche della città – S. Sebastiano, Provvidenza, S. Giuseppe – oltre a quelle del resto della Diocesi di Caltanissetta, sono custodite attualmente nel Museo Diocesano del Seminario vescovile “G. Speciale”. Un altro lascito dei Moncada, per quanto riguarda invece l’architettura civile, è l’incompleto Palazzo Moncada, splendido nello stile barocco dei mensoloni zoomorfi e antropomorfi. Oggi il palazzo ospita il Museo Civico “M. Tripisciano”, una gipsoteca che raccoglie i gessi dei maggiori scultori attivi a Caltanissetta tra XIX e XX secolo, quali Frattallone, Scarantino, e appunto Tripisciano.
    Tra XIX e XX secolo Caltanissetta divenne una vera e propria capitale dell’industria dell’estrazione dello zolfo, di cui è ricco il sottosuolo del centro Sicilia, che si praticava nelle miniere limitrofe di Trabonella, Gessolungo, Iuncio-Testasecca, Giumentaro e Saponaro. Sebbene molte di queste miniere non siano state ancora musealizzate, è indiscutibile il loro fascino all’interno del paesaggio naturalistico del centro Sicilia, in particolare quello tutelato dalla R.N.O. Monte Capodarso e Valle dell’Imera meridionale. A testimonianza della civiltà mineraria, totalmente tramontata nella seconda metà del XX secolo, rimangono il Museo Paleontologico, Mineralogico e delle Zolfare “S. Mottura”, uno dei più prestigiosi in Italia, e i sontuosi palazzi nobiliari dei ricchi proprietari delle miniere sorti lungo gli assi principali di viale Vittorio Emanuele II e corso Umberto I.
    Esistono poi una serie di cappelle votive lungo la via Xiboli che conduceva alle miniere, frutto
    della devozione dei minatori, ma anche tante altre edicolette sparse per la città dinnanzi alle quali i nisseni recitavano la novena durante il periodo natalizio. Un’altra testimonianza è costituita dalla processione delle Vare, gruppi sacri rappresentanti la Passione di Cristo che sfilano per le vie del centro storico la sera del Giovedì Santo, apice della Settimana Santa nissena ricca ogni giorno di processioni e manifestazioni dalla Domenica della Palme a quella di Pasqua. Le Vare furono 6 realizzate dagli scultori napoletani Francesco e Vincenzo Biangardi in tecnica mista su commissione della popolazione nissena dopo il terribile incidente accaduto nel 1881 nella miniera Gessolungo e nel quale persero la vita numerosi “carusi”, ragazzini impiegati nell’estrazione dello zolfo. Nel XIX secolo Caltanissetta divenne un importante centro amministrativo dell’Isola, grazie all’elevazione a Capoluogo di Provincia nel 1818 e a sede vescovile nel 1844: tale importanza, coniugata con la ricchezza proveniente dall’estrazione dello zolfo, trasformò urbanisticamente la città dandole una conformazione ottocentesca e dotandola di importanti istituzioni quali il Teatro Regina Margherita e la Biblioteca comunale “L. Scarabelli”, e consentì anche di erigere nel '900 il monumento al Redentore sul monte S. Giuliano, testimonianza della devozione del popolo siciliano.
    La città mineraria e novecentesca fu raccontata da importanti scrittori quali Pier Maria Rosso di San Secondo, Leonardo Sciascia, Vitaliano Brancati, tutti riuniti attorno all’editore Salvatore Sciascia.
    Oggi Caltanissetta si presenta come una città piacevole, ricca di storia, arte e musei, culturalmente vivace e proiettata nel recupero della sua identità agricola, grazie al rilancio e alla valorizzazione di alcuni prodotti gastronomici di qualità, frutto di una lavorazione bio e slow.


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